Archive for the ‘chiacchiere’ tag

Il Branco dell’informazione

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Maria, Bielorussia, Studio Aperto, Branco, giornalismo agghiacciante, vignette.

Parliamo di come si impacchetta e si propina molta dell’informazione giornalistica (?). Il 13 settembre c’è stato un esempio magistrale da assurgere a metafora. Certo mi ha particolarmente colpito e indignato, mi ha fatto persino ridere, probabilmente perché conosco bene gli scout e l’Agesci (sono stato scout dal 1976 al 2001). Dicevo, il 13 settembre “Studio Aperto” tg di Italia Uno manda in onda un servizio di Anna Broggiato su “Maria”, la bambina Bielorussa. Nel servizio, confezionato per (dirà la stessa Broggiato in una successiva mail di risposta ad un capo scout) “attirare l’attenzione sul caso di Maria”, si mostrano bambole, una cameretta, alcuni disegni, tutti “interpretati” dall’incalzante retorica poetica dell’improvvisata psicologa-giornalista (con sottofondo di musica triste ai limiti dell’angoscia), fino al clou, quasi uno scoop (riferendosi, evidentemente a presunti aguzzini dell’istituto Bielorusso): l’inquadratura di un quaderno, scritte colorate e in italiano. La giornalista, grave, commenta: “L’hanno costretta a copiare una promessa agghiacciante: prometto di fare del mio meglio nel migliorare me stesso, nell’aiutare gli altri, nell’osservare la legge del Branco (n.d.r.: testuali parole)”. La promessa “agghiacciante”, nella lettura di Anna Broggiato (che peraltro, omette di leggere parti *poco* rilevanti che persino nelle immagini del servizio sono visibilissime, come ad es. “con l’aiuto e l’esempio di Gesù”) è la promessa del lupetto scout. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Ottobre 16th, 2006 at 5:10 pm

Pluralismo: Tre

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pubblicità, gregoraci, baudo, amendola, nausea, vignette, michele serra

“Dopo avere stazionato per qualche giorno sulle prime pagine, tacciata di malafemmina, e dopo una breve quarantena di silenzio, la valletta di vallettopoli è oggi felice protagonista di uno spot dei telefonini, insieme a famosi attori e bravi presentatori. Tutti insieme ridacchiano della disavventura, con doppi sensi nemmeno troppo grevi e un senso benevolo e in fondo fraterno di assoluzione generale. Finale scontato in un paese dove la catena degli amici degli amici degli amici degli amici è così lunga, ma così lunga, che arriva a coprire praticamente ogni contrada, Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Ottobre 15th, 2006 at 2:43 am

Parola chiave: ” Tiè! “

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Premetto: banale, sicuramente niente di fondamentale, o forse, esistenzialmente parlando sì, boh. Ci sono dei misteri così difficili da svelare che si richiede perlomeno la collaborazione dei gentili passanti e ripassanti. Come quello dei cosiddetti “voltagabbana”. Parlo sì, dei vari De Gregorio o Mastella, ma soprattutto dei "livorosi" che passano, diciamo, dall’area di centrosinistra al centrodestra, raccoglibili in una categoria sociologicamente ed educativamente assai interessante. Tralasciamo i soliti: Ferrara, Bondi, Adornato, Paolo Guzzanti. Mi consta, all’uopo, accennare a Renzo Foa. Figlio di Vittorio e comunista da sempre, poi coi DS. Ex direttore de l’Unità, lo ascoltavo spesso a Italia Radio (ottima radio, naturalmente chiusa). Poi la folgorazione sulla via del Berlusca dal 2000 ed ora editorialista de Il Giornale. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Settembre 29th, 2006 at 1:38 am

Il pensiero satirico. Il pensiero

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Tempo di traslochi. Trasferisco centinai di disegni e vigne da un pc all’altro (di seconda mano, però più veloce e con photoshop che gira meglio) e mi imbatto su un “documento” scannerizzato un paio d’anni fa, ma del 1991. Una lettera di risposta della redazione di Cuore ad una mia distratta (all’epoca pensavo a tutt’altro che a vignette e disegni) richiesta di collaborazione (gli avevo spedito, per posta tradizionale, un paio di vigne “antidiluviane andreottiane” nel tratto, nel tema e nelle battute). Furono gentilissimi apprezzando l’inapprezzabile (il tratto dell’epoca) e sostanzialmente rispondendo: “riprova sarai più fortunato”. Fui comunque molto contento e da quel momento, con periodi più o meno lunghi di stasi vignettistica, aumentai la produzione su fogli, foglietti, quaderni, tovagliette di birreria. La storia con Cuore continuò l’anno dopo arrivando tra i primi 10 di un concorso indetto dal giornale e da “Nonsolo Nero” e poi con Mannelli che mi telefona per una collaborazione col suo Cuore, l’ultimo quello del 2000. Racconterò meglio in seguito, forse. Oggi il caso vuole, che il mio rilegatore di fiducia finisca il più bel lavoro (a parte le mie 2 Tesi) che mi abbia mai consegnato: tutti i miei numeri di Cuore dei suoi anni d’oro: 1991-1993. Sfoglio avidamente tutto il malloppo e mi viene una malinconia reattiva. Esperienze come quella de il Male e poi di Cuore, testimoniano come la satira possa essere giornalismo d’inchiesta, specchio della società, denuncia politica e sociale. Da anni non c’è nessuna pubblicazione cartacea che gli somigli, neanche lontanamente (a parte, ebbene sì, il "piccolo" Pizzino) e temo non sia solo responsabilità di satirici poco efficaci o poco appassionati e appassionanti. Forse ‘che la “richiesta” di pensiero si è piattamente esaurita?

Written by Mauro Biani

Settembre 6th, 2006 at 11:26 pm

Libano, tutto più chiaro che qui

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Eccoci qua. Puntuali arrivano accusette o accusone per "noi" “pacifiNti” o “guerra-a-seconda-del-governo”, “nonviolenti-lenti” o “equivicinanze a piene panze”. Bah. La guerra è merda, sempre. Come ad esempio quella che ha raso al suolo il Libano. Appunto. Ma in Libano, anche se non inviati da Berlusca & Bush, si va verso angosce e flebili speranze. Il primo pensiero va ad Alex Langer e ai Corpi civili di pace, come al cambiamento di un Onu ora ostaggio di singoli stati. Intanto, come la penso io, è, come d’uopo, in una vignettona (si capisce no?). Poi un giro a firmare l’appello di Alex Zanotelli. Anche se l’angoscia permane, unica sicurezza di chi, come il disegnante, preferisce il “disarmo unilaterale” di fronte a qualsiasi minaccia di qualsivoglia “oggetto contundente”.

Written by Mauro Biani

Settembre 1st, 2006 at 2:28 am

Per Enzo Baldoni, in alto i calici

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Clicca sulle vignette per ingrandirle.

Lo conobbi leggendo “Repubblica” al mare un giorno dopo il suo rapimento. Una sensazione strana che non capita spesso nella vita: quella di conoscerlo da sempre. L’articolo non lo ricordo ma ricordo la netta sensazione di sentirlo ridere forte, di vicinanza a quella sua curiosità da vero giornalista che lo portava fuori dall’ironia superficiale di un avventuriero, di un turista, che faceva della sua risata la consapevolezza della complessità della vita e al contempo Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Agosto 27th, 2006 at 1:18 am

Light. Il mito occidentale della leggerezza

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"Da sempre, da molto prima che Italo Calvino ne facesse la sua Musa, la leggerezza, al solo nominarla, suggerisce libertà. La libertà non metaforica del volo, della danza e della corsa, quella del pensiero libero, dell’approccio acuto e spiritoso, del movimento senza gravami. Perfino le due prime accezioni riduttive o negative che mi vengono in mente (la musica leggera, e quel "donna leggera" che fu, anni fa, eufemismo per dire donna dai molti amori) suscitano simpatia, indicano la venialità della leggerezza, la sua (appunto) non gravita. Perché leggera (qual Piuma al vento, vedi Rossini e vedi la memorabile scena finale di Forrest Gump) è la vita, veloce e leggera, cangiante e leggera, e guai a chi, in sede di rendiconto, tale non la riconosce. "Light" non è la stessa cosa. Light si sposa più a una lattina che a un racconto, più ai consumi che ai pensieri. E’ uno dei (tanti, troppi) concetti che entrando a far parte del lessico di mercato hanno mutato significato e mettono istintivamente in allarme, hanno un’aura ambigua, ruffiana, sospetta. Starebbe a indicare, light, la radicale riduzione delle sostanze dannose (meno zuccheri, meno nicotina, meno grassi), in modo che ciascuno possa mantenere le sue abitudini "heavy" mutando la qualità e non la quantità delle abitudini di consumo. Perché le quantità, si sa, sono sacre. E la loro vituperata diminuzione, di conseguenza, è un tipico tabù della società moderna. Da scongiurare a qualunque costo. In questa chiave, il profluvio di prodotti light che si affiancano ai loro grevi e allegri fratelli "pesanti" ci umilia leggermente, per non dire che ci irrita: escludendo a priori l’ipotesi della rinuncia, o del mutamento di consumi, la vasta gamma del light ci sembra una specie di metadone per una categoria di drogati irredimibili, cioè noi. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Agosto 23rd, 2006 at 2:32 am

La Paura fa la guerra, infinita

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Non so voi, ma a me quest’analisi di Sbancor sul disastro mediorientale, sulla guerra infinita, pare molto poco dietrologica e assai condivisibile, quasi banale mi verrebbe da dire.

Written by Mauro Biani

Agosto 20th, 2006 at 12:35 am

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Lezione di geoeconomia e geopolitica

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E soprattutto, quanto costa $$$ quell’onda?

P.s. : non mi sono dimenticato della strage di Bologna del 1980 ma, per onorare la memoria delle persone scritte sulla lapide della stazione, penso di non andare fuori tema ricordando tutte le stragi che non avranno ne lapidi ne nomi, quelle quotidiane ed “invisibili” dei nostri fascismi silenziosi.

Written by Mauro Biani

Agosto 3rd, 2006 at 1:16 am

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“Bambini di Guerra” : un ossimoro

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Se dopo aver visto le foto di bambini che scrivono “messaggi” sulle bombe, abbiamo ritenuto la cosa “accettabile” magari sospirando, stiamo messi male davvero. Se qualcuno c’ha anche dei figli e l’ha comunque giustificate con “è la guerra”, gli consiglio di ripensare sulla propria “adeguatezza” alla realtà. Di cosa mi meraviglio? Da sempre vediamo l’infanzia violentata e dolente, piangente, sventrata dalla guerra. E forse di peggio: bambini di pochi mesi o pochi anni attoniti e sperduti di fronte ad adulti disperati tra le macerie e i morti della propria famiglia (“chi potrà proteggermi se anche i miei genitori sono impotenti e disperati?”). Ma toccato il fondo si scava. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Luglio 22nd, 2006 at 1:09 am

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