
Buon 2008, cari passanti, ripassanti tutti e mondo intiero.
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Riccardo, improvvisamente.
Succede così. Anche il 31 dicembre. Esci stamattina e trovi un annuncio in strada. Ancora è possibile, qui nel piccolo centro. Non c’è l’età, ma il nome lo conosci, e incredulo speri sia un altro, speri qualche ultranovantenne. Invece è Riccardo. Riccardone Mancini. Il direttore di Città Tuscolana, ma soprattutto il fondatore delle edizioni “Avverbi, dalla parte della Ragione”. Intesa come lumi, laicità, “la cultura scientifica e razionale il costante obiettivo di scindere scienza e credenza, la voglia di indagare, senza preconcetti ma aperta a valutare ogni posizione nel rispetto della verità documentabile”. Ciao caro amico, caro direttore.
Te ne sei andato troppo presto per i mille progetti che avevi, che condividevi (ne sono onorato) anche con me. Soprattutto te ne sei andato troppo presto per Rosalba, tua dolce compagna di vita e di lavoro nell’impegno da editore. Soprattutto te ne sei andato troppo presto per i tuoi due figli. Grazie Riccardone per l’eredità di idee, di ironia e di affetti che ci lasci, sapranno fruttare ancora una volta, ne sono sicuro.
Aggiornamento 2.1.’08: oggi il ricordo di Riccardo su Liberazione.
Rincontri ed Incontri
Incontri e rincontri. Ieri i 90 anni del mio ex gruppo scout. Insomma, 30 di quei 90 anni sono anche miei, perbacco. Bella giornata pregna di rincontri incredibili. Oggi invece capata a Piùlibri per incontrarmi con Riccardo Orioles e nel giro di un quarto d’ora “becco” anche Piero Sansonetti e poi Sergio Staino (insieme al buon Kanjano). Insomma 3 (e che trio) dei miei 7-8 direttori del momento. E poi sbirciata al PiùBlogCamp . A capire che è un Barcamp? Macchè, a conoscere di persona Maxime, Gattonero, Francesca, Dario, i Googlisti, etc. Intervistato al volo dallo staff sul Barcamp, ho ridomandato all’intervistatrice: ma a che serve un barcamp? Poi ho minacciato splinder di cambiare casa se provano a mettere i google ads di default sul blog, e non scherzo. Alla fine foto di gruppo con fan di blog (urgh). Tutto bello, bravi tutti, ma ora sono un po’ stanchino e probabilmente con un filo di influenza.
Prima di venirlo a sapere da sconosciuti. Forte dei Marmi 2007
Scusate il disturbo, oh gentili colleghi, amici fedeli, parenti dalle buone maniere, conoscenti e passanti & ripassanti giudiziosi, ma la notizia, anche se autoreferenziale, è di quelle uniche davvero: dal Museo della
Satira di Forte dei Marmi, mi hanno anticipato che sono tra i vincitori del XXXV° Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi, il maggiore riconoscimento del "settore", e nella fattispecie ho vinto il Premio Pino Zac per la satira sul web.
La premiazione sarà a FORTE DEI MARMI la sera di SABATO 29 SETTEMBRE ALLE 18.00 presso "La Capannina". Orgoglioso e felice, aggiungo che tutti quelli che vorranno farmi l’onore e il piacere di partecipare alla premiazione, saranno ovviamente i benvenuti! Qualche notizia sul premio: Forte dei Marmi è ormai unanimemente riconosciuta come la capitale mondiale della Satira Politica. Tutti i più importanti disegnatori satirici sono venuti a Forte dei Marmi a ritirare questo riconoscimento, creato nel 1973: Forattini, Altan, Pino Zac, Pericoli & Pirella, Chiappori, Staino, Giannelli, Vincino, Bucchi, Vauro…, oltre ai francesi (Serre, Kerleroux, Tim, Pancho), Read the rest of this entry »
11 settembre. E’ proprio questo il giorno

Poi, visto che qua ormai Michele Serra è di casa (…), ricordo una sua “canzone politica”:
Old Economy Economia globale. – Un bambino orientale – con il sangue e lo spago – cuce scarpe da footing. Se le compra a Chicago – un esperto di rating – consulente a Milano – di un mafioso birmano – che rivende fucili – sul mercato swahili – a uno zio di Mobutu – un po’ tutsi un po’ hutu. – Non è dunque immorale – il lavoro bestiale – di quel bimbo che cuce: – ogni scarpa produce un rimbalzo speciale – sul mercato mondiale. (M. Serra, Canzoni politiche, Feltrinelli 2000)
Ricongiungimenti Familiari

Nonostante potenti mezzi tecnici al seguito mi consentano di continuare a lavorare per la mia vignetta settimanale su “Vita”, persisto a globetrottare per le vacanze. Dall’Elba, passando una giornata per il lago di Bolsena, siamo giunti ai miei luoghi di vacanze d’infanzia: la verde (e caldissima) Umbria a Castiglion Fosco in provincia di Perugia. C’era, peraltro, un concerto di mio frate Francesco (ora ubicato lì in pianta stabile con moglie e figlia, più un’altra in arrivo). Potevo mancare? Magnifica serata. Consiglio durante la visione della foto concertara di ascoltare, per dirne qualcuno, Carlos Santana, i Dire Straits, De Gregori. Rimando a dopo il ritorno a casuccia (a tra poco), le mie cartoline vignettate, dalle vacanze e altre vigne “represse” e inedite sulla satira quotidiana. Attendete (tanto per citare note ridicole & tragiche di questi giorni) il mio ricongiungimento con la familiarità della di me magione. Aribaci.
L’Elba del vicino è sempre…
Essì che non puoi stare fuori una settimana che succedono un sacco di cose. A tra un po’ per racconti sull’Elba e su altre cose che succedono nel mondo. Baci.
Aggiornamento, del 3 agosto: come promesso ecco alcune vignette sulla "mia isola d’Elba", località Capoliveri. E alcune considerazioni per punti. 1. Ci avevano detto: la casa è a 200 metri dal mare… 2. Attenzione alle Zanzare Tigre, venite organizzati di zampironi vari. 3. A forza di parlarne vedevamo Napoleone in ogni dove. 4. I vigili urbani sono inflessibili come mai visti. Consiglio vivamente di parcheggiare nei luoghi deputati. 5. Incredibile curiosità: Pietro, il piccolo di 6 mesi, è stato malatino, bollicine e febbre per una malattia virale. Cercavamo un pediatra. Nel pomeriggio dai flutti (davvero) del mare sotto casa un’apparizione: la sua pediatra (!) che era in vacanza proprio lì (!). Quando l’ho vista la prima battuta che mi è uscita è stata: "Poi parlano male del Servizio Sanitario Nazionale"… Incredibile davvero. 6. L’Elba costa poco (la Coop di Capoliveri è favolosa, la qualità ottima e i costi sono come a casa se non meno). 7. Poi dice che il blog e le chat sono virtuali e non reali: un grande ringraziamento ad Animasalva e alla sua amica Simona, loro sanno perchè.
Il Lupo lavatore

asilo, maestri, rignano flaminio, pedofilia, media, coscienze, vignetta. La Notizia.
Attenzione c’è un lupo. Dentro di noi. Ci guarda nel bosco dietro quell’albero, fa capolino ma solo da lontano. Così lo scopriamo da una tv, da un giornale, da dietro le imposte sempre socchiuse della nostra casupola di marzapane, magari rancida dentro, magari preparata alla gita del family day, con panini di sterco e aftershave. E affiliamo le spade, prepariamo roghi per quel lupo, ancora presunto ma desunto dalla Media-coscienza. Quel lupo che prima era santo, ecco un santo lavatore. Delle nostre coscienze. Un maestro-missionario, ciò che noi non possiamo concedere al mondo, noi che sospiriamo la nostra santità mancata affidandola ad ello che ha, beato lui, la vocazione. Ad un tratto il tg, il giornale, ci carezza, pedofilo, ancora la testa, rassicurandoci: – non eri poi così male, hai visto? Quel lupetto buonino era in realtà l’incubo più feroce – . Ma il lupetto-santo, coerente al suo ruolo importante, continua ad essere lavatore, ora da lupo-lucifero, continua a lavare le stesse nostre coscienze. Il telerogo finale purifica. Il fuoco accanto alla sua sozza-di-noi acqua da lavatore. Poi, autorigenerato, il lupo-di-dentro, attende, dietro il suo albero, l’ineluttabile prossimo giro.
Il Male fa bene. Oggi più che mai
Qui c’è inderogabile bisogno di un post per ringraziare un amico. Lo splendido quarantenne si inchina a Carletto Gubitosa (grande giornalista e compare di merende fumettistiche e giornalistiche, con il sogno comune di formare case editrici indipendenti di successo alternativo) per la sorpresa. La sorpresa di incontrare fuori dall’uscio un postino con un pacco bomba. Perché di bomba (e non di “pacco”) si tratta: una ventina di copie originali de “il Male” (tra il ’77 e il ’78). Non so se mi spiego. Madame La Satira mi è quindi arrivata per posta per il già citato 40esimo e io sono qui a bocca aperta che leggo e rido e mi commuovo, perché, aho, a me la satira mi commuove.




































