Come anticipato è cominciata oggi a Torino Comix, la mostra Mafiacartoon. Le mie vignette saranno in esposizione insieme alle vignette di Vauro, Altan, Ellekappa e di molti altri. Il disegno sui ragazzi di Locri aprirà la mostra.
Poi la mostra sarà itinerante per l’Italia e finirà a Roma ad ottobre.
"Mafiacartoon è un modo per parlare di mafia senza legarla ad un fatto di cronaca. Così un gruppo di matite ribelli hanno creato questo mosaico della ribellione. La satira, da sempre, è il termometro della libertà di un paese. Oggi è il momento di usare questo strumento, dissacratorio per natura, per strappare dal buio e dal silenzio un tabù religiosamente conservato in rassegnata convivenza. Ogni vignetta è una tessera di questo mosaico di denuncia ed ognuna rappresenta la scintilla che illumina uno sguardo nuovo; una volta uscito alla luce del sole, non potrà più essere spento." Dice Don Ciotti di Libera: "Mafiacartoon, e tutto Torino Comix è contro le mafie. Per impegnarci ad essere più vivi, più veri… più impegnati. Le mafie non moriranno mai se le istituzioni non si assumono con più forza la loro quota di responsabilità; e neppure se noi tutti – ma proprio tutti… è troppo comodo delegare – non ci sporchiamo di più le mani, a nord come a sud o al centro del nostro paese. Read the rest of this entry »
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Seppelliamo la Mafia, anche con una risata: Mafiacartoon
Tina, Lidia, Rita e Casablanca
Dove eravamo rimasti? La campagna per Tina Anselmi Presidente della Repubblica è giunta al termine. Le 1273 firme raccolte fino a venerdì 5 maggio sono state inviate (lode ad animasalva e ai pochi collaboratori), proprio mentre D’Alema lasciava via libera a Napolitano. Ma non fa nulla perché “morta è una battaglia che non si fa, non quella che si fa”. Peraltro mi consta segnalare un’altra candidatura di tutto rispetto, quella di Lidia Menapace, avanzata con grande forza dal Movimento Nonviolento e appoggiata decisamente da Peacelink, e da personalità come Giovanni Franzoni, Domenico Gallo, Dacia Maraini, Ettore Masina, Eugenio Melandri, Luisa Morgantini, Gianni Novelli, Riccardo Orioles. Anche lo slogan per Lidia Menapace è: "ci piacerebbe un Presidente della Repubblica che avesse fatto la Resistenza. Un Presidente della Repubblica che avesse fatto la scelta della nonviolenza. Un Presidente della Repubblica femminista. Una Presidente della Repubblica”. Staremo a vedere.
Clicca sulle immagini per ingrandirle
Donne in gamba, donne coraggiose. Come Rita Borsellino, che corre per la regione Sicilia. E proprio a lei e ad altre donne coraggiose siciliane (come Sonia Alfano) è dedicato il primo numero di Casablanca che uscirà l’11 maggio. Per tutti gli amici passanti e ripassanti, oggi una sorpresa: le 3 immagini da ingrandire sono la copertina, l’indice e i primi 2 editoriali di Casablanca, scritti da Giancarlo Caselli e Nando Dalla Chiesa. Proprio mentre il giornale è in tipografia a stampare. Mi affido, per questo scoop, alla clemenza bonaria del grande diretur. Un’ultima notazione. Molti amici e lettori del mio bloggaccio, mi hanno chiesto di poter collaborare a Casablanca. Li ringrazio davvero tutti, e ripubblico l’email del direttore Orioles: riccardoorioles@gmail.com chiedete e vi sarà risposto quanto prima, appena passata la tempesta lavorativa del primo numero. Vi tengo, comunque, informati.
Suonala ancora Sam. Casablanca, storie dalle città di frontiera
E comincia un’altra avventura pazzesca. Ma insieme a pazzi di tutto rispetto. Convocato dal maestro di giornalismo Riccardo Orioles (i Siciliani, Avvenimenti, l’Unità, il Manifesto, etc. etc.) sarò la prima matita (illustrazioni e vignette) di “Casablanca, storie dalle città di
frontiera”. Di seguito la presentazione dello stesso Orioles. L’immagine è la prova di copertina del numero 1. Vi tengo informati.
Casablanca. Esce giovedì 11 maggio in Sicilia e in alcune città più su. E’ una rivista più o meno come il vecchio Avvenimenti ma con metà pagine (la stiamo facendo a cambiali). Dei "vecchi" per ora ci siamo io, Graziella Proto e Lillo Venezia (quello del "Male": è il più moderato e ragionevole dei tre, dal che potete capire il livello medio della banda), con Shining alle tastiere. Poi c’è una decina di giovani giornalisti venuti su ora; e, al solito, i vecchi e nuovi compagni che si stanno arruolando in questi giorni, appena sentito il segnale, al solito, alla garibaldina. Al solito, non pretendiamo di far tutto da soli: contiamo sul fatto che, facendo partire concretamente un primo gruppo, ne nasca un processo virtuoso che metta in moto in Sicilia e dappertutto qualcosa. Rita, Berlusca, Provenzano, le speranze, i cortei: cosa c’è più da aspettare? Quando, se non ora? Read the rest of this entry »
Sono intorno a noi, ma non sono come noi (buon 1° maggio)
Missione di pace
Blog denuclearizzato
26 aprile 1986. 26 aprile 2006
Chernobyl, una tragedia nascosta dall’Onu?
Se Martini fosse il Papa
Mannaggia, appena uno dice: – questa è il momento di chiudere con la Chiesa cattolica – dopo aver sentito l’ultima di Ruini o di Ratz, ecco che ti spunta il card. Martini col suo “Dialogo sulla vita” (grazie a Silvia per la segnalazione) che ti riapre una finestra di dialogo.
E dici: pensa se Martini fosse il Papa. E difatti non è il Papa. E non diventò Papa neanche Don Milani, anzi. Ma per la quinta volta, il 21 maggio 2006, Vicchio e il Mugello accoglierà la Marcia, e tutti coloro che credono nel futuro civile e democratico dell’Italia, della sua scuola per tutti e per ciascuno. Fino alla scuola di Barbiana, ognuno col suo passo e la sua speranza. In questi anni la Marcia ha rappresentato uno dei punti più alti di impegno e lotta contro le derive liberiste e populiste sull’educazione, ha fatto rifiorire attorno all’esperienza di Don Milani le radici dell’utopia educativa democratica che ha cambiato la scuola italiana. Scuola per tutti, scuola pubblica. Ah se Ruini sapesse.
Adotta il voto di un immigrato
Fra poche settimane i cittadini italiani saranno chiamati a votare il nuovo governo. Circa 3 milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia non lo potranno invece fare, nonostante rappresentino il 9% della forza lavoro, paghino tasse e contributi e/o investano soldi in Italia contribuendo alla crescita di questo paese. Per la Destra essi si materializzano solo quando fanno la fila per tre giorni davanti agli uffici postali. Di conseguenza, non è loro permesso esprimere un’opinione non solo sull’operato del governo del paese dove si dipanano le loro vite, dove investono i loro soldi, dove sognano un futuro, ma non potranno nemmeno rispondere, con lo strumento del voto, a chi li offende quotidianamente e gratuitamente. I cittadini italiani però lo possono fare. Per se stessi, innanzitutto. Ma anche per i loro vicini di casa o per i loro colleghi di lavoro stranieri che vivono nello stesso paese, svolgono gli stessi lavori, pagano le stesse tasse, aiutano i propri familiari nei paesi di origine mentre subiscono ogni tipo di insulto e di angheria, ogni tipo di ricatto e di sfruttamento garantito e perpetuato da leggi che i cittadini italiani stessi possono cambiare. Read the rest of this entry »



































