Archive for the ‘chiacchiere’ tag

Fini Redemption Song

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Dal manuale sulla comunicazione efficace: l’assertività. In realtà, una degenerazione dell’assertività, il classico metodo-simpatia-captatiobenevolentia: “Sì anch’io ho trasgredito, sono uomo navigato e per questo ora che son grande ho più autorevolezza. Uomo più vicino a voi, a chi sbaglia, mi riconoscete sono dei vostri e la mia grandezza sta nella misura della mia redenzione e nell’attuale fermezza dei principi”. Che poi mi sa tanto di sòla ‘che tra Fuan e visite a casa Almirante, un bel “viaggio” in un viaggio in Jamaica con Bob & friends. “Però attenzione: sono stato male 2 giorni”. Dopo l’annuncio del voto agli immigrati, la canna in Jamaica. Al peggio non c’è mai fine.

Written by Mauro Biani

Gennaio 30th, 2006 at 9:07 pm

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Il “Discorso ad un bambino” e il disegno di un bambino

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E’ il manifesto di libertà che più mi ha insegnato prima come bambino, poi come educatore professionale tra i bambini ed i ragazzi con disabilità mentali (si vabbè, diversamente abili) istituzionalizzati. Ricordo il “Discorso ad un bambino” e il suo autore Marcello Bernardi  a 5 anni dalla scomparsa (gennaio 2001). E allego il primo ritratto che Tommaso si è fatto e ci ha fatto, binomio che racchiude in sè tutta la mia gioiosa sorpresa e la mia gratitudine.

 

 

DISCORSO AD UN BAMBINO
(di Marcello Bernardi, pediatra e pedagogista)
Se ti dicono sempre che sei BRAVO, sta in guardia qualcuno cercherà di sfruttarti
Se ti dicono sempre che sei INTELLIGENTE, sta in guardia qualcuno cercherà di eliminarti
Se ti dicono sempre che sei OBBEDIENTE, sta in guardia qualcuno cercherà di farti schiavo
Se ti dicono sempre che sei BUONO, sta in guardia qualcuno cercherà di opprimerti
Ma se ti dicono STUDIA, non temere: tu potrai fare un mondo senza scuole
se ti dicono TACI, non temere: tu potrai fare un mondo senza bavagli
se ti dicono OBBEDISCI, non temere: tu potrai fare un mondo senza padroni
se ti dicono CHIEDI PERDONO, non temere: tu potrai fare un mondo senza inferni
Non credere a chi ti comanda, a chi ti punisce, a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride, a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza essi non sanno che tu sei ancora un UOMO LIBERO

Written by Mauro Biani

Gennaio 29th, 2006 at 2:52 am

Memoria a breve termine

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Simpatico l’Alberto. Ma le Memorie sono così tante che un nodo non basta. Io nel mio piccolo, continuo a ricordarmi e a ricordare anche la "memoria, nota a margine", le vittime (500mila) del Porrajmos, l’olocausto dimenticato del popolo zingaro, dei popoli nomadi. Come già feci qui, e l’anno scorso qui, quando ci fu anche un risvolto per me clamoroso: F. Facci de "il Giornale" mi comunicò nei commenti di prendere come spunto il post per farne un articolo in prima pagina (de "il Giornale", sì). E conservo ancora il reperto come una reliquia. Chapeau a Facci.

Written by Mauro Biani

Gennaio 27th, 2006 at 2:56 am

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I poliziotti del quartierino

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Non so com’è, ma se devo fare brainstorming partendo dalla nuova legge sulla legittima difesa, mi viene in mente il film “Bowling a Columbine” di Michael Moore. Chissà.

Written by Mauro Biani

Gennaio 25th, 2006 at 4:58 pm

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Aladino da Bagdad

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Il periodo vacanziero e il tempo inclemente, favoriscono la consumazione di film e filmetti spesso di derivazione melassa-natalizia, o di dvd a cartoni, specie nell’eventualità si condivida la magione con un bimbo di 3 anni (e mezzo). Silenzio in sala comincia Aladdin, che poi è Aladino, che poi è ispirato al ladro di Bagdad… Bagdad? La Disney american fabbrichetta di dream, scelse Bagdad, senza peraltro nominarla mai nel film mi pare, come ambient (d’altronde se Aladino è nato lì, che colpa c’ha la american fabbrichetta di dollar?). Ora non vorrei disturbare Tommaso che, giustamente, si gode a bocca aperta le avventure di Al (sìsì lo chiamano proprio Al) e difatti non lo disturbo. Ma una domanda mi frulla per la testa: sarà sopravvissuto Al alle bombe al fosforo? E ai kamikaze? E ai check point americani? Di Geni in questa sporchissima vicenda neanche l’ombra. Solo profittatori, nel senso del dio profitto, tanti morti tra i soldati e tantissimi morti tra i civili. I civili. Sì perché gli in-civili sono al calduccio a festeggiare il Natale in Case Bianche o stalle similari. A noi non rimane che il tentativo di tenere accesa la Lampada, senza Geni, basta e avanza il buonsenso civile.

Written by Mauro Biani

Dicembre 29th, 2005 at 3:33 am

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In memoria di Matisse. Privato condiviso.

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Oggi ci ha salutato Matisse. Si chiude definitivamente un’epoca e non è uno scherzo. In 16 anni ha accompagnato da discreta scorbutica silenziosa affettuosa: infanzie, adolescenze, morti, fidanzamenti lunghi, brevi, lunghissimi. E poi sfidanzamenti assai traumatici, meno traumatici, andate via da casa, ritorni, riandate, figli, matrimoni. Se ne va da “tutto è compiuto”, o quasi. Gli piaceva la compagnia ma non essere toccata e nel suo “stare” era la presenza rassicurante della memoria. Da stanziale, ma cultrice dell’accoglienza discreta, forse, si sarebbe fidanzata con

Il gatto viaggiatore

(favola di Gianni Rodari tratta dall’omonimo libro di racconti: “II gatto viaggiatore ed altre storie” – Ed. Riuniti, l’Unità, Roma 1990)

Una volta, sul treno che va da Roma a Bologna, salì un gatto. Di gatti in treno se ne sono sempre visti, per lo più dentro un cestino, oppure dentro uno scatolone con qualche buco per respirare. Si sono visti in treno perfino dei gatti randagi, gatti di nessuno, capitati per caso a caccia di topi in un vagone abbandonato. Ma questo qui di cui parliamo era un gatto viaggiatore e viaggiava per conto proprio. Aveva una borsa nera sotto il braccio, come un avvocato, però non era un avvocato, era un gatto. Aveva gli occhiali come un ragioniere miope, però non era un ragioniere e ci vedeva benissimo. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Dicembre 14th, 2003 at 2:30 am

Schifani, scusate l’epiteto

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(…) un gerarca di Forza Italia, l’Eccellenza Schifani, invece ha
rimproverato severamente le sorelle di Falcone e Borsellino, "entrambe militanti a sinistra", che si sono permesse di ricordare che c’erano i loro fratelli, fra i giudici che il suo presidente aveva appena insultato.
"La signora Rita Borsellino – ha dichiarato stupefatto e indignato lo Schifani – e’ stata ospitata senza contraddittorio al Tg3".
"Senza contraddittorio": evidentemente, per garantire una corretta dialettica democratica, assieme a lei bisognava intervistare anche Toto’ Riina.
(Riccardo Orioles)

Written by Mauro Biani

Settembre 23rd, 2003 at 12:35 am

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