
Il rapporto di MSF sui Centri di Permanenza Temporanea in Italia.
Archive for the ‘sturiellett’ tag
“La porta dell’Italia è stregata” (un opinionista a Notti Mondiali, Rai)
Fondamentali risposte esistenziali
Clicca per ingrandire l’immagine
Intervallo. Ogni tanto mi scrive qualche passante o ripassante del blog o irresponsabile fan di qualche pubblicazione cartacea, che vuole sapere come faccio i miei disegni. Tecnicamente, intendo. Premettendo che io sono un nega-tecnica (aborro la “professionalità” nella sua accezione tecnica per l’appunto) in qualsiasi campo della vita o del lavoro, metto qua per mio diletto un esempio. Semplice: Read the rest of this entry »
Suonala ancora Sam. Casablanca, storie dalle città di frontiera
E comincia un’altra avventura pazzesca. Ma insieme a pazzi di tutto rispetto. Convocato dal maestro di giornalismo Riccardo Orioles (i Siciliani, Avvenimenti, l’Unità, il Manifesto, etc. etc.) sarò la prima matita (illustrazioni e vignette) di “Casablanca, storie dalle città di
frontiera”. Di seguito la presentazione dello stesso Orioles. L’immagine è la prova di copertina del numero 1. Vi tengo informati.
Casablanca. Esce giovedì 11 maggio in Sicilia e in alcune città più su. E’ una rivista più o meno come il vecchio Avvenimenti ma con metà pagine (la stiamo facendo a cambiali). Dei "vecchi" per ora ci siamo io, Graziella Proto e Lillo Venezia (quello del "Male": è il più moderato e ragionevole dei tre, dal che potete capire il livello medio della banda), con Shining alle tastiere. Poi c’è una decina di giovani giornalisti venuti su ora; e, al solito, i vecchi e nuovi compagni che si stanno arruolando in questi giorni, appena sentito il segnale, al solito, alla garibaldina. Al solito, non pretendiamo di far tutto da soli: contiamo sul fatto che, facendo partire concretamente un primo gruppo, ne nasca un processo virtuoso che metta in moto in Sicilia e dappertutto qualcosa. Rita, Berlusca, Provenzano, le speranze, i cortei: cosa c’è più da aspettare? Quando, se non ora? Read the rest of this entry »
Il Calumet spento e lo Sciamano di Assisi
Nel febbrone pre-elettorale, si perde nel mare magnum di notizie, la riforma della curia di Papa Ratzinger. E qui il rapporto con le altre confessioni viene “diluito” nell’ambito di un’attenzione generale ai fenomeni culturali. (cfr. "Va in archivio la pari dignità tra le fedi" di M. Politi)
Io ero ad Assisi nel 1986. Capitato quasi per caso. 19enne, ero andato per un campo scuola con gli scout e mi ero ritrovato a respirare quell’aria fresca e lieve dell’incontro tra tante spiritualità. Il Dalai Lama e i Musulmani, il Papa e i Sik, lo Sciamano Sioux e gli Indù, il Patriarca Ortodosso e il Rabbino Ebreo, gli Animisti… Vi parteciparono 50 rappresentanti delle Chiese cristiane (oltre ai cattolici) e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali. Per la prima volta nella storia si realizzava un incontro come questo.
"L’incontro di Assisi, il 27 ottobre 1986, resta inciso nella memoria. In quel giorno il papa Giovanni Paolo II e i rappresentanti delle diverse religioni si erano riuniti per la prima volta per una giornata di preghiera a favore della pace, in piena crisi degli euromissili. L’evento suscitò l’opposizione delle correnti integraliste, Read the rest of this entry »
Oltre la solitudine del vignettista: fumetto a millemani
Ricevuto un invito che non potrei-mai-rifiutare (quello di collaborare ad un progetto per un fumetto a più teste e più mani) ho contribuito da par mio al progetto "Fumetto a millemani". E mi sono divertito molto, dopo una buona grappa e durante il solito florilegio di toscani. Grazie a naotodate e a dax per l’invito ad andare oltre il pertugio di una vignetta. E non finisce lì.
In memoria di Matisse. Privato condiviso.
Oggi ci ha salutato Matisse. Si chiude definitivamente un’epoca e non è uno scherzo.
In 16 anni ha accompagnato da discreta scorbutica silenziosa affettuosa: infanzie, adolescenze, morti, fidanzamenti lunghi, brevi, lunghissimi. E poi sfidanzamenti assai traumatici, meno traumatici, andate via da casa, ritorni, riandate, figli, matrimoni. Se ne va da “tutto è compiuto”, o quasi. Gli piaceva la compagnia ma non essere toccata e nel suo “stare” era la presenza rassicurante della memoria. Da stanziale, ma cultrice dell’accoglienza discreta, forse, si sarebbe fidanzata con
Il gatto viaggiatore
(favola di Gianni Rodari tratta dall’omonimo libro di racconti: “II gatto viaggiatore ed altre storie” – Ed. Riuniti, l’Unità, Roma 1990)
Una volta, sul treno che va da Roma a Bologna, salì un gatto. Di gatti in treno se ne sono sempre visti, per lo più dentro un cestino, oppure dentro uno scatolone con qualche buco per respirare. Si sono visti in treno perfino dei gatti randagi, gatti di nessuno, capitati per caso a caccia di topi in un vagone abbandonato. Ma questo qui di cui parliamo era un gatto viaggiatore e viaggiava per conto proprio. Aveva una borsa nera sotto il braccio, come un avvocato, però non era un avvocato, era un gatto. Aveva gli occhiali come un ragioniere miope, però non era un ragioniere e ci vedeva benissimo. Read the rest of this entry »
Nel nome della P2, vi dichiaro marito e moglie
Dice che il 25 settembre prossimo, Emanuele Filiberto di Salamoia, principe dei sottaceti, impalmerà la signorina Clotilde Courau, attricetta francese di nonsocosa, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.
No, non storcete la bocca. La notizia contiene una sottonotizia. Questa: a celebrare le nozze "reali" sarà il cardinale Pio Laghi, classe 1922, attuale Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica. Tanto per dircela subito e senza giri di parole: l’uomo che alla fine degli anni Settanta garantì l’appoggio della Chiesa alla giunta golpista argentina guidata dall’ammiraglio Emilio Eduardo Massera (tessera P2 numero 478), rendendosi di fatto complice di trentamila assassinii politici. Li avete ancora presenti i desaparecidos? Lo spero. Bene. L’esimio, eccellentissimo, eminentissimo, reverendissimo cardinale Pio Laghi, all’epoca Nunzio apostolico a Buenos Aires, di fronte alle brutalità della dittatura di cui erano vittime anche suore e sacerdoti, diceva così: "Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d’Aquino, il quale insegna che in casi del genere l’amore per la Patria si equipara all’amore per Dio".
E così, pregno di tanto amore, invece di muovere un solo dito per impedire massacri, torture, stupri, delitti, il nunzio Pio Laghi se ne andava a giocare a tennis con l’ammiraglio Massera, celebrava le nozze del figlio e ne battezzava il nipote.
Nel 1997 le madri di Plaza de Mayo lo denunciarono pubblicamente (e in tribunale) per le sue responsabilità dirette, indirette e morali attraverso una serie di testimonianze come quella di María Ignacia Cercos de Delgado, moglie del giornalista Julián Delgado, scomparso nel giugno 1978: "Il Nunzio apostolico Pio Laghi era a conoscenza di tutto quello che accadeva nella Scuola di Meccanica della Marina, poteva verificare i nomi dei sequestrati lì trattenuti, e il comandante in capo della Marina, Armando Lambruschini, lo consultò se dovesse lasciare in vita un gruppo di 40 detenuti scomparsi che aveva ricevuto, quando aveva assunto l’incarico, dal precedente Comandante della Marina, Emilio Eduardo Massera". Un dossier che avrebbe schiantato chiunque, almeno sul piano della coscienza personale. Ma non Pio Laghi, che il Papa nominò cardinale nel giugno 1991. Adesso, rieccolo sull’altare il nostro porporato, a celebrare un bel matrimonio con strascico regale. Quello del figlio di Vittorio Emanuele di Savoia (tessera P2 numero 516). Capito il senso della vita, fratelli? Come tutto si compone e ricompone? Sono nozze tra vecchi amici, queste. Il discendente del piccolo re che firmò le leggi razziali, celebrate dal cardinale che giocava a tennis con l’ammiraglio assassino. Che male c’è? In fondo, avevano tutti il nome in loggia. Domani lo sottoscriveranno davanti a Dio. "Nel nome della P2, vi dichiaro marito e moglie."
Diego Cugia (Jack Folla)
Schifani, scusate l’epiteto
(…) un gerarca di Forza Italia, l’Eccellenza Schifani, invece ha
rimproverato severamente le sorelle di Falcone e Borsellino, "entrambe militanti a sinistra", che si sono permesse di ricordare che c’erano i loro fratelli, fra i giudici che il suo presidente aveva appena insultato.
"La signora Rita Borsellino – ha dichiarato stupefatto e indignato lo Schifani – e’ stata ospitata senza contraddittorio al Tg3".
"Senza contraddittorio": evidentemente, per garantire una corretta dialettica democratica, assieme a lei bisognava intervistare anche Toto’ Riina.
(Riccardo Orioles)
































