Archive for the ‘resistenza’ tag

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(…) hanno le frontiere e il rispetto della maggioranza – perfino quello hanno – ma per sentirsi bene gli manca l’essenziale perché noi, non ci hanno e per questo stanno male.  (M. Serra "Quello che non hanno").
E invece a tutti quelli, passanti e ripassanti, che non hanno perso la memoria, buon 25 aprile.
P.s. su Mamma! poi, Ulisse Acquaviva e tutto il cucuzzaro per festeggiare assieme.

Written by Mauro Biani

Aprile 25th, 2009 at 12:29 am

Resistenza: 25, 27-28 aprile

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La vignetta esce oggi su Liberazione

Written by Mauro Biani

Aprile 23rd, 2008 at 11:08 pm

Cosa c’entrano i fratelli Cervi con l’8 marzo? C’entrano eccome

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Trovo questa importante intervista a Maria Cervi e la giro all’attenzione dei passanti e ripassanti del mio blog.

“È un rito. L’8 marzo, le deputate Ds brindano, alla Camera. E quest’anno, che è sessantesimo dalla Liberazione, hanno invitato anche il Coordinamento femminile dell’Anpi. Come dire: le partigiane, le madri della Repubblica. Fra di loro ci sarà anche Maria Cervi, che all’epoca era troppo piccola per fare la staffetta, ma è pur sempre la figlia di Antenore e la nipote di Gelindo, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore. I fratelli Cervi insomma. Quelli fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943. Quelli Medaglia d’Argento al Valor Militare. Quelli della canzone di Fausto Amodei: sangue del nostro sangue/ nervi dei nostri nervi. Quelli di cui Silvio Berlusconi ignorava l’esistenza, finché, a un Porta a Porta del 2000, Fausto Bertinotti lo informò che «furono uccisi per aver ospitato dei militanti comunisti». «Accetto volentieri l’invito a salutare papa Cervi» propose cordiale l’allora candidato premier. Peccato che papa Cervi, il leggendario Alcide, patriarca democratico e contadino illuminato, fosse morto già da trent’anni, e neanche tanto giovane: 94 primavere.

Maria, la maggiore dei dieci orfani Cervi, quella con più ricordi, non se la prese più di tanto per questa smemoratezza. Anche se con il vecchio Alcide ha dedicato la vita a custodire la memoria di quegli eventi. Prima nella cucina del podere Campirossi, dove ogni domenica arrivavano torpedoni di «compagne e compagni» e oggi nel Museo Cervi, stessa terra e stessa casa e 20 mila visitatori l’anno. «Alle gaffes di Berlusconi siamo abituati» dice. «Il vero insulto è veder calpestati tutti i giorni i valori che mio nonno e i suoi figli hanno consegnato all’Italia». Questi valori vigevano anche per le donne, a casa Cervi? Perché nelle famiglie contadine non è che mogli e figlie se la passassero bene. «Il giorno che sono nata, mio padre fece suonare le campane. E stupì mia madre, perché si faceva solo se nasceva un primogenito maschio. Disse: “Penso che uomini e donne devono avere gli stessi diritti”. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Marzo 8th, 2005 at 1:16 am