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Giornata del promemoria

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Clicca per ingrandire la tavola "La ballata di Michè"*

Giornata del promemoria. Di Carlo Gubitosa.
"Una rincorsa per tuffarci nel passato: la memoria della Shoah. Un trampolino di orrore su cui rimbalzare verso un futuro più giusto: lo sterminio di 13 milioni di esseri umani catalogati come ebrei, omosessuali, rom, disabili, testimoni di Geova, slavi… (cfr.) E alla fine ritrovarci con più consapevolezza per il nostro presente, e fermarci a riavvolgere il gomitolo dell’assurdo per trovare impigliati nei fili i due milioni di vite spezzate in Vietnam, l’Olocausto africano chiamato colonialismo, lo sterminio dei pellirossa, dei taino e degli schiavi afroamericani, la persecuzione dei palestinesi, dei curdi, dei saharawi, dei vietnamiti, degli iracheni, degli afghani, dei ceceni, e di tutti gli esseri umani che sono vittime, merci, nemici o bersagli solo perché fanno parte di un popolo e si trovano dalla parte sbagliata. Questa giornata è un promemoria per ciascuno di noi, un bigliettino attaccato alla porta di casa: scendi a scoprire chi muore qui, ora e oggi, nei ghetti dei nostri quartieri ripuliti dove la vita dei migranti si spezza sempre senza fare troppo rumore. Proprio come a Varsavia. "Sappiamo – scriveva George Steiner – che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e poi, il mattino dopo, recarsi come niente fosse al proprio lavoro ad Auschwitz". Forse fare memoria è proprio reagire alla logica del "come se niente fosse", e decidere che per smettere di chiudere gli occhi non c’è bisogno di un’altra Auschwitz: forse basta anche un CPT."

*La tavola disegnata è tratta dalla mostra "Come una specie di sorriso, Biani rilegge De Andrè", fino al 31 gennaio a Roma, libreria Feltrinelli di Galleria Colonna. Poi in giro per l’Italia: Milano, Bologna, Firenze, Napoli e probabilmente Palermo.

Written by Mauro Biani

Gennaio 27th, 2009 at 12:15 am

Inaugurazione

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E così ieri si è aperta “Come una specie di sorriso”, la mostra di mie illustrazioni e vignette sulle canzoni di Fabrizio De Andrè e sui suoi personaggi. Bello. L’allestimento semplice; il luogo della libreria Feltrinelli: la sala e il corridoio per gli “eventi” posto vicino alla sezione “filosofia e antropologia”; di conseguenza bello il chiasso dei giochi dei bambini (di amici e parenti visitanti) tra i lettori di filosofie e antropologie e i miei disegni; bellissima la presenza di tanti amici e passanti e ripassanti alla “prima”, che ringrazio davvero tutti. Un ringraziamento speciale va a Rossella di “Feltrinelli” (da Milano) e a Nicola (da Firenze) che mi hanno proposto “l’impresa”. Nicola poi, oltre ad essere un riferimento sempre presente ed attento, ha voluto esserci anche ieri.
Compatibilmente con le esigenze della mostra spero di pubblicare tra un po’ anche in rete, le illustrazioni in esposizione. Ricordo, infine, che la mostra sarà itinerante: le quindici tavole sono esposte in esclusiva da ieri fino al 31 gennaio presso la Libreria Feltrinelli della Galleria Colonna a Roma, ma nel corso del 2009 occuperanno gli spazi espositivi delle principali Librerie Feltrinelli (tra cui Bologna, Milano, Firenze), con un calendario che è in via di definizione.

Written by Mauro Biani

Gennaio 12th, 2009 at 8:49 am

Come una specie di sorriso (Biani legge De Andrè)

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Clicca sull’immagine per scaricare il pdf del comunicato-manifesto della mostra

Il tra-parentesi del titolo del post è dell’amico burlone Sahishin. La verità è che è stato davvero bello cimentarmi. E se qualcuno tra i passanti e ripassanti vorrà passare alla "Feltrinelli" di Galleria Colonna a vedere la mostra ne sarò ben felice. Io ci sarò sicuramente nel pomeriggio di domenica 11. Di seguito un articolo-presentazione della mostra (preso da qui).
Le canzoni di Faber diventano vignette. Si intitola "Come una specie di sorriso" la mostra di disegni con cui Mauro Biani, vignettista di "Liberazione", omaggia Fabrizio De André in occasione del decennale della sua morte. Il vignettista racconta l’attualità dell’opera del grande cantautore italiano attraverso una sua interpretazione poetica e commovente: c’è Bocca di rosa che precede la vergine in processione, anziché seguirla, Prinçesa col Brasile in testa, un Michè impiccato in un CPT, Andrea imprigionato dal ricordo del suo amato e poi Piero, Nina, Marinella e gli altri personaggi che Fabrizio De André ci ha fatto amare attraverso i suoi versi e la sua voce. Acquistano nuova visibilità anche gli anti-eroi comprimari, già accennati da De André, oppure totalmente inventati dalla matita del vignettista: Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Gennaio 8th, 2009 at 8:31 am