Archive for the ‘pater familias’ tag

Iqbal, il tappeto stregato e i nostri Poldini

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Iqbal Masih viveva in Pakistan e nel 1995 aveva 12 anni. Il 16 aprile (10 anni fa, esatti) fu assassinato dalla mafia dei tappeti.

Leggi la storia di Iqbal Masih.

Parlerò di Iqbal a mio figlio. La storia di questo bimbo cresciuto troppo in fretta (il fatto che sia stato ucciso mentre andava in bici insieme ai suoi cuginetti ci racconta, però, della voglia e del diritto di ogni bambino alla propria infanzia, anche nelle situazioni più drammatiche), cercherò di spiegarla al mio Poldino sotto forma di favola. Il contesto e i protagonisti (tappeto compreso) ispirano l’ambientazione da “mille e una notte”. Io ne ho già scritta una parte (e in effetti avrei anche pensato al finale). Invito i miei cortesi ed attenti passanti e ripassanti del blog a trovare un finale (coerente con ciò che successe realmente), Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Aprile 17th, 2005 at 12:24 am

In memoria di Matisse. Privato condiviso.

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Oggi ci ha salutato Matisse. Si chiude definitivamente un’epoca e non è uno scherzo. In 16 anni ha accompagnato da discreta scorbutica silenziosa affettuosa: infanzie, adolescenze, morti, fidanzamenti lunghi, brevi, lunghissimi. E poi sfidanzamenti assai traumatici, meno traumatici, andate via da casa, ritorni, riandate, figli, matrimoni. Se ne va da “tutto è compiuto”, o quasi. Gli piaceva la compagnia ma non essere toccata e nel suo “stare” era la presenza rassicurante della memoria. Da stanziale, ma cultrice dell’accoglienza discreta, forse, si sarebbe fidanzata con

Il gatto viaggiatore

(favola di Gianni Rodari tratta dall’omonimo libro di racconti: “II gatto viaggiatore ed altre storie” – Ed. Riuniti, l’Unità, Roma 1990)

Una volta, sul treno che va da Roma a Bologna, salì un gatto. Di gatti in treno se ne sono sempre visti, per lo più dentro un cestino, oppure dentro uno scatolone con qualche buco per respirare. Si sono visti in treno perfino dei gatti randagi, gatti di nessuno, capitati per caso a caccia di topi in un vagone abbandonato. Ma questo qui di cui parliamo era un gatto viaggiatore e viaggiava per conto proprio. Aveva una borsa nera sotto il braccio, come un avvocato, però non era un avvocato, era un gatto. Aveva gli occhiali come un ragioniere miope, però non era un ragioniere e ci vedeva benissimo. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

Dicembre 14th, 2003 at 2:30 am