Oggi, per il manifesto.
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Ignorante
Bandiere a cazzo di cane. Nazisti per caso (non credo. Piuttosto fascistello ultras).
Oggi per il manifesto.
Due parole
Naziskin “proclami”. La vignetta di oggi per il manifesto. Poi riporto le parole di Mao Valpiana: “La notizia è che il metodo della nonviolenza vince sulla provocazione razzista. L’atteggiamento composto, non collaborante, spiazzante, fermo, persuaso, degli attivisti di Como senza frontiere, ha neutralizzato il tentativo provocatorio, razzista, violento, fascista di un gruppo di teste rasate (e vuote) che cercavano la rissa. Questa è la vera notizia, positiva, che racconta una novità. Purtroppo la vulgata mediatica ha voluto raccontare solo il rovescio della medaglia, la parte negativa. Il blitz dei soliti facinorosi, xenofobi, sgrammaticati bulli che hanno fatto irruzione in un luogo privato per interrompere una riunione. Ma il racconto era un altro: i protagonisti della notizia erano i nonviolenti, mentre i fascisti erano solo comparse di seconda fila di un brutto copione recitato male. Evidentemente loro cercavano lo scontro. Si aspettavano una reazione violenta, avevano voglia di menare, di usare le mani. Ma sono rimasti spiazzati, non hanno saputo affrontare il terreno della nonviolenza e se ne sono andati con le pive nel sacco. Il loro machismo è stato ridicolizzato. Ecco, fossi un cronista di un qualche telegiornale la notizia l’avrei raccontata così, e sarei andato ad intervistare i nonviolenti, non il capo del partito xenofobo. Ma sono solo il direttore di Azione nonviolenta, e scrivo qui per gli amici di FB che mi leggono“.
P.s. oggi due prime pagine oggi de il manifesto a 3 euro. Tutto il ricavato andrà alla Casa internazionale delle donne.
Per curiosità
La chiamano “battaglia navale“. Oggi per il manifesto.
O.t. ricordi tra i fatti di Ostia e il “mio” Corviale. Nella mia vita 1 insegnavo (Isef, supplenza ed. fisica) a Corviale. Al serpentone. Educazione fisica si faceva sui prati adiacenti, dove i ragazzi avevano costruito due porte da calcio (bravissimi, bellissimo). Ok, li facevo giocare a calcio. Poi, visti i fallacci e le perculate alle “pippe”, decisi che era necessario il rugby. “A professo’ ma me sporco tutto”, dicette er bullo. Insopportabile, gli era, il ciccione che lo placcava (che prima manco lo facevano giocare in porta). Er bullo, incazzato, cominciò a capì le regole (che sennò col cazzo che il ciccio lo faceva passà). E capì che c’aveva un ruolo pure lui. E che je serviva il “sostegno” se voleva arrivà una volta in meta. E vissero (almeno per un po’) zozzi e contenti. Quasi.
Chiarezza e fermezza del calcio

Inutile sdegno. Oggi per il manifesto.
Sarà stato il ’94 o il ’95. L’Italia di pallavolo quella stratosferica di Velasco. Ero ad una partita di world league al Palaeur (la squadra ospite credo fossero gli Usa). Ad un certo punto 3-4 ragazzotti tirano fuori una bandiera nazista con svastica e la espongono da uno degli spalti superiori. Un fischio, 10, mille fischi verso questi e la bandiera. Poi un coro uniforme da Tutto il palazzo: “scemi scemi scemi“. Intanto spettatori limitrofi gli strappano la bandiera, li spintonano. Arrivano 4-5 steward che portano via i nazistelli, fuori dal Palaeur. Applausi da tutto il palazzo. I giocatori fermi da 10 minuti (ché guardavano dal campo quello che accadeva) riprendono la partita. Che spettacolo meraviglioso, indimenticabile.
L’atmosfera di quel Palaeur la ritengo figlia anche di Velasco, del suo intendere lo sport e la vita.
Poi, poi c’è Lippi, per esempio.





































