L’infiorata di Cannara (Pg) ha scelto alcune mie tavole (da “Come una specie di sorriso”) per “Smisurata preghiera”, omaggio a Fabrizio De Andrè. Onorato e grazie davvero a Stefano Luzi e a tutte/i. Bellissimo.
Fragilità
Scossa di terremoto ai castelli romani e a Roma. La Sea Watch a largo da 12 gg.
Oggi per il manifesto.
Banalità del ma, l’esposizione per le Feltrinelli, da Napoli / Passaggi Festival a Fano
Vademecum. Mentre è iniziato alla Feltrinelli di Napoli il tour dell’esposizione delle mie tavole tratte da “la banalità del ma”, è cominciata oggi a Fano la VII edizione di Passaggi Festival, la più grande manifestazione dedicata ai libri dell’estate italiana. In questa cornice è stata inaugurata un’altra mia esposizione: “Illustrazioni e disegni del vignettista del Manifesto e dell’Espresso Mauro Biani, ospite d’onore del Festival, dedicate a Giulio Regeni, in una mostra dal titolo “Le nostre libertà”, evento frutto della collaborazione tra Passaggi, Fondazione Musica per Roma e “Libri Come, Festa del libro”. ” Domenica 30 giugno poi presenterò “La banalità del ma”, alle ore 19.00, nel palco del Pincio. Conversando con Giorgio Santelli (Rainews24) e con il direttore di Rai Radio 3 Marino Sinibaldi.
Regeni, la Lega

La Lega toglie Regeni. Oggi per il manifesto.
Quando presento “la banalità del ma”, dico sempre cosa, credo, sia più grave. Oltre il quotidiano (che già sarebbe sufficiente, e di più). E’ questa criminalizzazione del Soccorso (il Mutuo Soccorso, già), del bene (si poteva dire “del tabù del bene, del normale”). Che prima o poi riguarda TUTTI. Sdoganamento di una cultura anticomunitaria (altro che prima gli italiani, piuttosto prima i più furbi, i più “attrezzati”, i più sculati, egoisti, ricchi di soldi e soprattutto di potere. Forse). Se non capite, se non vivete. Se vivete miseri, che la povertà è un’altra cosa. ” E’ difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già”.
Don Milani oggi. Per il manifesto.
Il manifesto che il 23 giugno fa 50 anni. Un lavoro collettivo che non verrà fermato, neanche da questo vicegoverno (semi cit.). “Io rompo“.
















































