Cecilia Strada: “Potrebbe essere il peggior attacco a Kabul dal 2011″.
La vignetta per il manifesto.
Archive for the ‘emergency’ tag
Kabul
Accordo Italia Libia (un pezzo di Libia)
Accordo Italia Libia sui migranti. Oggi per il manifesto.
P.s. Ad esempio, nel Ghana non ci sono guerre. La utilizziamo solo come discarica dei maggiori inquinanti nostri (fonte: Presa diretta). Ma so’ solo avvelenati da noi, mica in guerra. Quindi non si possono muovere, non sono profughi. Sarebbero clandestini.
P.p.s. Fino a sabato prossimo in edicola, la mia vignetta settimanale con Left.
Stare insieme
La vignetta di oggi per il manifesto.
La strage di Parigi ci ha lasciati addolorati, sgomenti, arrabbiati. Tutti sentiamo il bisogno di reagire. Ricordiamo quello che il premier norvegese Stoltenberg disse dopo la strage di Utoya del 2011: “Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti”. Non vogliamo cedere alla paura e all’odio. Rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità. Rifiutiamo la logica di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando una spirale di odio e violenza. È il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli, e sono tanti, che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà e la pratica dei diritti. Tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baqa, di Baghdad, e Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l’unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l’odio divide, i diritti possono unire. Vi aspettiamo, oggi sabato 10 gennaio, alle 15.30 in piazza del Duomo. (firmata Emergency e centinaia di associazioni).
O.t. una mia intervista a Vita.
Ebola, l’amore, Emergency
Il medico di Emergency è finalmente convalescente. La vignetta di oggi per il manifesto.
Emergency, ebola. Contrordine
La vignetta di oggi per il manifesto.
Scrive Cecilia Strada: “Certo che è triste avere un collega in ospedale e sentire in giro commenti tipo “se stavate a casa vostra non succedeva niente”. fregatene e vivi felice, insomma. E’ vero: se stavamo a casa, non succedeva niente. niente: non ci si sfiniva a lavorare in una tuta di protezione dentro la zona rossa. non si curava nessuno. non ci si sbatteva come matti per cercare di contenere la più grave epidemia di ebola della storia. non ci si dava da fare per evitare che il virus passi di paese in paese, vicini o lontani. e sicuramente nessuno rischiava il contagio. Se stavamo a casa nostra, potevamo stare sereni, tranquilli in poltrona davanti alla televisione, magari commentando con grande sicurezza quel che di brutto succede nel mondo. che succede anche perché troppe persone se ne fregano e “stanno a casa loro”. Ma noi non siamo fatti così.” Niente altro da aggiungere.
O.t. e poi disegni-cover per “Focus in” (sett-ott 2014), rivista francese di Société, Politique, Culture italiennes vues d’ailleurs.
La fornitura
E’ in corso una tregua di 72 ore. La Rete Disarmo e Emergency chiedono all’Italia l’interruzione della fornitura di armi ad Israele. La vignetta oggi per il manifesto.
Missione
“Un’altra giornata di guerra a Kabul. morti, feriti gravi, e si sta ancora sparando. attendo con ansia di vedere la faccia con cui diranno – e lo diranno, fra poco – “possiamo ritirare le truppe, missione compiuta, il paese è in pace!”. chissà se assomiglierà alla faccia con cui lo hanno detto dell’Iraq, un altro paese in cui, ancora oggi, non passa giorno senza che ci siano morti e feriti. intanto ad andarci di mezzo sono quasi sempre i civili. e stasera il mio pensiero è per loro, e per la donna italiana, funzionaria ONU, che oggi è stata portata nel nostro ospedale.” Cecilia Strada



































