La responsabilità dei potenti
di Adriano Sofri
Vladimir Putin non ha offerto agli assassini le sue dimissioni, né s’è offerto agli assassini come ostaggio. Si può pensare ai potenti e ai prepotenti della terra come se fossero nostri simili, se avessero i pensieri, e i sentimenti che abbiamo noi? Si può pensare così a Putin? Vorrei farlo, ma c’è una premessa inevitabile. Nella gara mondiale alla ferocia e alla disperazione, i terroristi ceceni e ingusci di Beslan si sono macchiati dell’azione fra tutte più malvagia e ributtante.
Con gli uomini e con le donne votate — da sé o dai loro maschi — alla vendetta attraverso la strage d’ostaggi bambini, s’è dato un altro giro alla corda che strangola l’umanità.
Chi abbia scelto il giorno di festa dei bambini stranieri per il suo ricatto esaltato portava fin dall’inizio intera la colpa dell’esito, qualunque fosse stato. Anche dell’esito che ne è venuto si sarebbero forse compiaciuti. Bisognava che il numero di ammazzati e feriti fosse munifico: lo è stato. Che la ferocia messa in scena fosse strenua: lo è stata. Tutte quelle bambine e bambini che correvano con gli occhi impazziti, in canottiera e mutandine, come la bambina in mutandine e canottiera che correva bruciata dal napalm nella vecchia fotografia vietnamita, non si cancelleranno più dall’album dei record. Li hanno visti i bambini di tutto il mondo. Read the rest of this entry »