E nei campi di concentramento si muore. Rivolta. Poi scrive Alberto Puliafito: “Ho appena sentito al TgLa7 lo speakerato di un servizio sui Cie. Ad un certo punto la voice over della giornalista ha detto (vado a memoria, ma il margine d’errore è ridotto) che nei CIE gli «ospiti» sono «costretti a vivere in condizioni disumane. A mangiare per terra perché tavoli e sedie scarseggiano». Ora. Sgomberiamo il campo. 1) Non sono ospiti. Sono stranieri che non hanno commesso reati, se non quello di essere in Italia senza documenti, che vengono imprigionati in attesa di essere identificati e poi espulsi. Sono stranieri prigionieri. 2) Costretti? Da chi? 3) Che cazzo vuol dire che tavoli e sedie scarseggiano?”. La vignetta su Polisblog.
P.s. sul tema anche questa, chè uno si dimentica che prima della Bossi Fini, c’è stata anche una Turco Napolitano.
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Sui CIE e gli “ospiti”, e il linguaggio giornalistico.
Licenza di spararsi
Continua la tragedia Egiziana.
La vignetta-apertura, oggi su il manifesto.
Forza, Italia.
Intanto qui imperversano ancora le buffonate vintage. La vignetta oggi su il manifesto.
Troppa grazia
E in serata di ieri la nota di Napolitano. Intransigenza dei tanti punti interrogativi che lascia. Meno uno: il governo Letta delle larghe intese, prima di tutto. La vignetta oggi su il manifesto.
Discriminazione, solitudine e suicidio
14 anni. E la società dei Perbene.
E una interessante riflessione di Alberto Puliafito.






































