
Non so se si intuisce che la scuola pubblica mi sta a cuore.
Archive for the ‘scuola pubblica’ tag
Il bigotto

Lo so, il bigotto (o sepolcro imbiancato) lo fa lurido, lucido scientifico, ma a me quando spara sulla scuola pubblica mi viene il sangue al cervello. Vedi anche post su Presa Diretta e la scuola.
O.t. oggi su l'Unità, la vignetta su Ferrara al posto di Biagi.
Fight Club

Gelmì se non ci fosse da piagne, ci sarebbe da sbellicarsi. La vignetta sabato su Vita.
Manco sui tetti. Crollati.

Il disegno oggi in prima di Liberazione.
"Continua lo smantellamento della scuola pubblica. Il licenziamento dei precari ha ormai assunto le proporzioni di un’ecatombe. Proteste e mobilitazioni ovunque. Da Torino a Palermo, da Modena a Benevento, da Parma a Roma". E dal Corsera: "Niente cibo ad oltranza anche per Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink: oggi si unirà a Rocco Altieri, l’insegnante di diritto, che dal 22 agosto ha avviato un digiuno "gandhiano" per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sulla mancata formazione della prima classe del corso serale dell’istituto professionale Matteotti con indirizzi economico-aziendale e alberghiero".
Maestri di vita, loro malgrado.

20mila precari della scuola rimangono senza lavoro.
Nota: Paulo Freire e la pedagogia degli oppressi (accenno, poi approfondite se vi va).
La vignetta oggi su Liberazione.
Non dormirete più la notte. La scuola.
Oggi scrivo. Mi serve. La vignetta a latere c’entra poco, ma poi chissà.
Non dormirete più la notte. "Paranormal Activity"? No, peggio. Mi riferisco al “Presa Diretta” di Riccardo Iacona sulla scuola domenica scorsa. Quest’uomo deve finirla di far parlare la verità. Non ci siamo, non siamo abituati.
Lo spaccato della situazione formativa italiana (scuole dell’obbligo e superiori) è chiarissima, anche troppo. Nessuna casualità, nessuna disorganizzazione italiana, nessuna crisi. Il disegno di smantellamento della scuola pubblica è evidente come il sole. Le scuole “paritarie” sono più paritarie delle altre, parecchio di più. E alla domanda: ma i migranti, per dire, com’è che non c’è n’è uno? Risposta: beh innanzitutto non hanno i soldi per iscriversi (alla faccia dei contributi alla “libera scelta”) e poi sa il contesto, la quotidianità degli eventuali compagni: le feste, dove vanno nel tempo libero, le vacanze che fanno. Insomma pur volendo non possono reggere i ritmi dei compagni, andrebbero in depressione si sentirebbero diversi. E i bambini disabili? Eh costano, sa’ hanno bisogno del sostegno, di attenzioni in più…
Ma infatti, non siamo noi che siamo razzisti, classisti, discriminatori, sono loro che sono negri, handicappati, poveracci.
Penso a mia madre che negli anni ’70 da insegnante di lettere a Ladispoli andava a “riacchiappare” i ragazzi (italianissimi) presso le case di villeggiatura vuote nelle quali si erano introdotti per rubare. Ricordo i suoi anni di insegnamento a Centocelle e le situazioni diffuse di disperazione e abbrutimento dove la scuola era un’oasi di ascolto, aiuto e conoscenza. La vedo nei campi nomadi a convincere (ancora quest’anno ormai da pensionata e volontaria totale) le famiglie a mandare con continuità i ragazzi a scuola, facendogli finanche lezioni di recupero nello stesso campo.
Spero che non veda la trasmissione. Read the rest of this entry »































