Da i Siciliani giovani, aprile 2026. Qui per scaricare tutto il giornale.
I re e i dittatori hanno sempre chiamato un dio a sostenere i loro orrori. Può essere un dio cristiano, a benedire le bombe di Trump. O biblico, per le conquiste di Putin o Netanyahu. O il Misericordioso, per sceicchi e sultani. Mentono tutti quanti. Dio non ammazza, non ha mai fatto crociate o guerre sante. Quando ha osato scendere in terra è stato perseguitato come un giovane pacifista qualunque.
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Qua, è solo una storia di mafie e di mafiosi. “Dammi i soldi o ti sparo!”. Il petrolio, l‘uranio, l’oro, le miserabili ricchezze del pianeta. Imperatori e tiranni, che come tutti un giorno dovranno mollare tutto, vorrebbero non estinguersi da soli ma trascinarsi il più possibile d’altra gente.
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Una storia antichissima, bestiale. Che a noi umani d’istinto fa paura. Ma più ai più lievi e semplici, ai ragazzi. Che sono i primi a ritrarsi, a inorridire. E qui molte “politiche” hanno radice. Politiche d’odio estremo, di fuhrer che nell’ultimo istante, con la pistola già in bocca, vorrebbero sterminare ancora. Politiche di bontà confusa, di giovani che “fanno qualcosa” che forse, sul momento, gli sembra bene. Politiche, più raramente, di uomini e donne maturi, in grado di reggere – paternamente o meglio ancora da madri – il mondo in cui son stati chiamati a vivere, non da soli. Costoro sono quelli che fanno scelte (opposte a quelle dei dittatori). E possono pure sbagliare. Ma perlomeno ci hanno provato.
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Un scelta può anche essere quella di cui stiamo parlando oggi: salire su un guscio di noce, portare aiuto e amicizia là oltre il mare, gettare alla disperata sul tavolo l’asso di cuori. Può servire, chissà. E se no, che importa? Siamo italiani. Non abbiamo mai particolarente brillato, noialtri, per gran politica. Quante sciocchezze, quente furbezze inutili, quanti errori. Eppure, quanta dolcezza in questa nostra storia povera, arrangiata. Da qui partono tanti emigranti e tanti altri ne arrivano, come i nostri. Abbiamo esportato mafiosi, e abbiamo lottato la mafia come nessun altro. Adesso, esportiamo coraggio e marinai d’avventura. E va bene, racconteremo anche questa. (Riccardo Orioles, 16 aprile 2026)




























