A Ferragosto ero a Rabat, a Mogadiscio, a Bucarest, a Lima e a Perugia. E non scherzo.

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A Ferragosto, ero a Rabat, a Mogadiscio, a Bucarest, a Lima e a Perugia. No, non è l’inizio di una filastrocca internazionalista del pluricitato Rodari. E’ stato proprio così. Non vi starò qui a raccontare, oh passanti e ripassanti carissimi, del perché e percome la mia famiglia ha sempre coltivato amicizie vicine e tante amicizie lontane, sta di fatto che al desco prandiale ferragostano, con base in quel di Castiglion Fosco (Pg) nel giardino della nostra casa di campagna (origini materne e paterne umbre) ed ora casa di mio frate (con consorte e piccoletta), oltre il parentame vario (umbri, romani e fiorentini), c’erano 2 amici somali, 1 amica peruviana, 1 amica rumena e 2 coppie marocchine (l’una in attesa di un bimbo, l’altra con 4 figli).
Ora tutto ciò sarebbe solitamente poco degno di nota, visto che è la normalità dei nostri incontri festaioli e non, senonchè da qualche tempo mi ronza in testa questa idea di capire meglio, o forse di capire quasi da zero, perché uno possa volersi far saltare in aria dentro un bus o in una metropolitana tra i pendolari o le famiglie nelle nostre città occidentali. Certo, cerco di documentarmi, leggo i nostri editoriali giornalacei  degli intellettuali arabi e musulmani, cerco tra le bibliografie specifiche, cerco in rete, tra i blog
più interessanti ed informati sul “campo”. Ma avendo già chiacchierato col mio amico marocchino M. (il babbo dei 4 bimbi) di guerre, democrazie, islam, etc. la mia fonte privilegiata è proprio lui, e provo a rintavolare una discussione.
Premessa: M. è musulmano e tutta la famiglia è “normalmente” osservante, è un gran lavoratore, è una persona educata e molto accogliente, è il vicino di casa ideale, è un amico e si farebbe in 4 per darci una mano. Dico ciò, perché è il classico “uomo della strada” “musulmano moderato” e naturalmente ha la parabola con Al Jazira sempre sintonizzata, come un italiano emigrato terrebbe rai uno o canale 5.
Saltando tutta l’interessantissima (come sempre) disquisizione con lui e con la vitale cognata, (laureata, velo in testa e contenta di portarlo) per andare al nocciolo, quando gli chiedo: ma perché uno si fa esplodere in quella maniera, mi rispondono: – c’è la guerra, ci sono occupazioni americane (militari e/o economiche) in tutte le terre arabe. Quelli che chiamano kamikaze, portano il fronte della guerra fuori dalle zone di guerra “convenzionali”, arrivando fino agli occupanti.- Ci tiene a dirmi, però, che per il Corano anche in guerra, non si debbono toccare i bambini, le donne e chi non prende le armi (e ciò mi rincuora molto, visto che non ho mai avuto neanche un temperino e neanche da boys scout, eheh). Quindi ricapitolando: le ragioni sono quelle lì (occupazione, umiliazioni, sofferenze, la rabbia disperata), e se le menziona M., penso siano condivise dalla gran parte dei musulmani, anche se il “metodo kamikaze” tra persone inermi, è  fortemente ripudiato, da lui e dal Corano.
Intanto i bimbi di M. giocano con Poldino, con il ragazzetto somalo e con la figlioletta di mio fratello. Poldino ha un debole per la bimba quasi pari età di M. e tutte le volte che si incontrano vuole invitarla a casa nostra a Grottaferrata e non si staccano più fino a decisione irremovibile dei rispettivi genitori (h. 23.30-24.00…). Quella sera, poi, Poldino rimane a cena a casa loro ed invece di Al Jazira, vedono il dvd dell’Uomo Ragno.  Poi c’è la bimba più piccola che hanno chiamato Sara. E dico Sara. E poi mi dispiace molto perché ho delle foto bellissime della giornata, che per ragioni di privacy e di minore età dei protagonisti, non posso mettere su internet, non posso condividere con voi.
Tra un sospiro per la coscienza della solita complessità delle situazioni esistenziali e la gioia primordiale e gentile per i giochi insieme dei nostri futuri, cerco di organizzare mentalmente la mia morale di fine giornata.
Dobbiamo conoscerci, e parlarci, mangiare assieme, ascoltare, replicare, smontarci a vicenda le nostre raiuno, canale5, aljazira, ripartendo non da un’integrazione fittizia e piena di voragini relazionali e di pregiudizi, ma dai rapporti quotidiani, quelli che però mancano anche tra italioti doc. Sob. Ci deve essere lo sforzo di comprendere ed affrontare le ragioni, senza la paura deviante di dovere o meno giustificare il metodo, ma trattando seriamente le ragioni, perché ci sono e sono tutte vere. E poi sono le persone che fanno la differenza, e i rapporti. Quando ci sono state le bombe di Londra, tantissimi amici italiani erano in angoscia e telefonavano per sapere come stava il tale amico o il tal parente.  Ora pensate di avere amici iracheni a Bagdad, amici palestinesi a Gaza o in Cisgiordania, amici israeliani a Gerusalemme, amici sudanesi nel Darfur… Che augurarci per questa fine estate?  Buon amico straniero a tutti.

Written by Mauro Biani

agosto 18th, 2005 at 4:26 pm

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12 Responses to 'A Ferragosto ero a Rabat, a Mogadiscio, a Bucarest, a Lima e a Perugia. E non scherzo.'

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  1. Mauro, una bella iniezione di futuro…il futuro che io vorrei 🙂

    Con la matita (in tutti i sensi) ci sai prorpio fare…

    mericonci

    18 Ago 05 at 21:25

  2. Grande. 🙂

    Lia

    utente anonimo

    19 Ago 05 at 00:21

  3. Ciao,

    ho visitato il tuo blog e l’ ho trovato molto interessante. Voglio invitarti ad aggregare i tuoi post su Blog-News.net, l’ esclusivo aggregatore italiano dedicato ai migliori blog di informazione. Iscrivendoti potrai segnalare i tuoi post tramite un semplice pannello di controllo e pubblicizzare il tuo lavoro su tutti i blog iscritti al circuito Blog-News.net. Inoltre iscrivendoti parteciperai automaticamente al Blog-News.net Award, la classifica mensile dei migliori blog che fanno notizia. Blog-News.net è on-line da soli pochi mesi ma è già una realtà del web. Il suo utilizzo, completamente gratuito, ti consentirà di aumentare notevolmente il numero di visitatori interessati al tuo blog. Blog-News.net non ti chiede di ospitare pubblicità o banner nel tuo blog; è semplicemente un sistema di libero scambio tra blogger che scrivono di politica e attualità attraverso un box aggregatore ospitato in tutti i blog del circuito. Se sei interessato visita il sito http://www.blog-news.net ed iscriviti al servizio.

    fabry84

    19 Ago 05 at 00:31

  4. Io ho una figlia di sedici mesi e una seconda che nascerà a Dicembre e devo confessare che il mio più grande desiderio è quello di vederle andare a scuola in un posto dove ci siano bambini originari di tutto il mondo così che possano prepararsi un futuro di conoscenza e dialogo piuttosto che di angosce e intolleranza come stanno cercando di propinarcelo i nostri strenui difensori della “civiltà occidentale” a partire dal Pastore Tedesco.

    Mauro

    maubox

    19 Ago 05 at 08:54

  5. Caro Omonimo mau, auguri! E lavoriamo per quel mondo di relazioni significative per tutti i poldini del mondo.

    M.

    broiolo

    19 Ago 05 at 12:40

  6. Se lavorassimo tutti in questa direzione! Questo sarebbe il Futuro, costruito e vissuto oggi! Purtroppo ci toccano i “bossi”, i “calderoli”, e le persone beote che li seguono. Ho cinque nipoti e spero che da grandi vivano in un mondo pieno di culture e colori differenti, dove il tesoro più importante non sarà la pentola dello gnomo, ma il fatto di vivere e cresce insieme nell’arcobaleno.

    lefoujumeau

    19 Ago 05 at 15:56

  7. Non so se questo accadrà.

    Ma è mia convinzione che la strada maestra verso un mondo-u-n-o più che unico passa attraverso la scomparsa delle sperequazioni che, ahimè, più passa il tempo e più si acuiscono.

    L’accettazione, la condivisione del “diverso da sè” presuppone l’assenza di paura.

    E senza giustizia sociale mi sa che la strada si fa lunga…

    bello quello che hai scritto, stai bene Mauro.

    Sahishin

    20 Ago 05 at 19:10

  8. Lindo questo tuo ferragosto multietnico!

    Rincuora. Ricorda che il mondo non è come vogliono rappresentarcelo.

    E ti dirò… andando in giro per il mondoblog le rappresentazioni di questo mondo non sono rare… l’ultima (in ordine di tempo prima della tua) in cui mi sono imbattuta è nel post titolato “Contertulios di merende e bevute” di

    http://aitanblog.splinder.com/

    mercoledì, agosto 17, 2005

    In cui Aitanito payaso napoletano si ristrova a Madrid a festeggiare una sciccheria di genetliaco multietnico con buena gente iraniana, lituana, siriana, spagnola, serba, italiana.

    Com’è piccolo il mondo, com’è bello quando è bello.

    farolit

    23 Ago 05 at 21:25

  9. è vero. E’ la cosa più semplice e allo stesso tempo la più difficile. Contrapporre alla spersonalizzazione ammantata di ragionamento (alla Fallaci, per intenderci) un approccio “di pancia”

    E’ la prima cosa che chiedo quando mi si srotolano davanti le solite paranoie sul terrorismo di matrice islamica: “ma tu ci hai mai parlato con un musulmano, anche uno solo, anche solo una volta?”

    talib

    25 Ago 05 at 09:37

  10. è la poesia che fa della vita, l’oltre. L’oltre della missione a noi affidata. Un abbraccio

    utente anonimo

    16 Nov 05 at 14:07

  11. […] pasquale (come tradizione) in quel dell’Umbria, con la mia famiglia internazionale, che poi spiegai meglio già qui, 9 anni or […]

  12. Intervento azzeccato. Sul tema in discussione giorni fa ho letto moltissimo, ma
    considero che sia utile parlarne ancora. bye

    Alessandro Trudda

    28 Apr 14 at 15:26

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