Enzo Baldoni libero, ma libero veramente

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Lo devo ad Enzo, alla sua memoria di Uomo, alla sua voglia di capire, di vivere, e alla dignità alla grandezza d’animo della sua splendida famiglia (alla quale, se si trovasse a passare di qua, mando un abbraccio forte davvero). La verità sulla tragica fine di Enzo Baldoni rimane ancora per tanti versi oscura. Non c’aveva capito niente nessuno: i nostri servizi segreti, la Croce Rossa di Scelli, "Libero" del Betulla Farina e del “buontempone” Feltri. E così: depistaggi, omissioni, calunnie al free lance di "Diario", presentato durante la breve detenzione prima della tragedia, nella migliore (?) delle ipotesi come “un pirlacchione spericolato” o nella peggiore come “amico dei terroristi”. Le opinioni, finché restano opinioni, sono tutte anche dolorosamente ammissibili, quando invece diventano insulto, accanimento gratuito, campagne di denigrazione, calunnie a chi peraltro non può difendersi, sono “massacri spudorati”. Allora riporto alcuni contributi per capire meglio la questione, quello dei suoi colleghi di “Diario” (leggi: Sismi, la campagna d'Iraq) e quelli dell'"ostinato" Pino Scaccia (ad es. qui e soprattutto qui), divenuto amico di Enzo proprio in Iraq, che ha condiviso con lui l’ultimo periodo prima del rapimento. Cercano di ricostruire, di capire, e ci offrono chiavi di lettura basate sulle testimonianze dirette e sulle notizie uscite faticosamente e raccolte nel corso dei mesi, degli anni successivi. Poi ci sono le prime pagine di quei giorni di "Libero", “in prima fila, a suonare la grancassa della denigrazione, il quotidiano della fonte «Betulla» (Renato Farina), forte di un rapporto privilegiato con il servizio segreto militare” (cfr qui). Qui sopra trovate documentazione visiva delle prime pagine di quei giorni e a fine post 2 articoli di fondo in versione integrale del duo Farina&Feltri.
Memoria e documentazione, per comprendere i fatti e le persone e per non dimenticare. Enzo probabilmente rileggendoli ora farebbe grasse risate prendendoli fortemente per il culo. Che volete, a chi ha capito il “grande minestrone cosmico” e le complessità della vita, gli rimane naturale prendere per il culo quei piccoli omuncoli invidiosi e violenti che si agitano e sgomitano per un posto nelle “guerre-sante-infinite” dei loro minuscoli mondi. E’ molto meno faticoso riderne, ed Enzo, ne sono sicuro, sarebbe “troppo pigro per portare rancore” (cit. da Sid, “l’era glaciale”).
Di seguito, ecco i 2 fondi di "Libero" di quei giorni e l'inizio del fondo scritto alla notizia dell'omicidio di Enzo.
VACANZE INTELLIGENTI di RENATO FARINA (da Libero, 24/08/2004)
Alle 16 di ieri, come quarta notizia di Al Jazeera, è stata mostrata la faccia barbuta di un uomo. In inglese ha detto: «Sono Enzo Baldoni». Aveva una polo grigia e l'aria tranquilla. Forse un po' troppo. Pareva un turista per caso. Il comunicato dell'"Esercito islamico in Iraq" (Al-Jeish Al- Islami-si-Iraq) ha posto un ultimatum a Berlusconi: o ritira entro 48 ore le sue truppe, e lo fa in modo chiaro, con un decreto firmato, o «non garantiamo la sicurezza di Baldoni ». Vuol dire che lo ammazzano. Il gruppo ha un simbolo molto simile a quello di Al Zarqawi, il decapitatore professionista per conto di Osama Bin Laden. Si deve a questo simpatico esercito l'uccisione di un ingegnere e di un autista pachistani il 28 luglio scorso in Iraq. Al Jazeera non ha trasmesso le immagini dei pachistani perché «sconvolgenti". Abbiamo capito cosa gli hanno fatto. Eppure Baldoni appare straordinariamente rilassato. Come se avesse un asso nella manica. Lo sappiamo su che cosa conta: sulle proprie idee. In fondo, è un loro simpatizzante. Perché dovrebbero fargli del male? È un giocherellone della rivoluzione. Repubblica ha pubblicato un suo decisivo reportage: «Le mie vacanze col brivido». Dopo le ferie intelligenti, proviamo a fare quelle sconvolgenti. Ecco il ritratto che dedica su “Linus" al Chapas: «Marcos: culo e carisma». E questo sarebbe giornalismo di sinistra? Vogliamo dirlo: è un simpatico pirlacchione. Lo scriviamo tremando. Sappiamo che ci sono moglie, genitori e fratelli in lacrime. Desideriamo gli sia restituito vivo e vegeto. Evitiamoci le tirate patetiche però. Signori di Al Qaeda, proprio dal vostro punto di vista, non vale la pena di ammazzarlo. Restituitecelo, farà in futuro altri danni all'Occidente come testimonial della crudeltà capitalistica. Vedendo com'era attrezzato, i rapitori hanno dubitato fosse davvero un giornalista. Sarà uno 007 finito fuori pista – hanno pensato. Imad El Atrache ha provato a salvargli la vita parlando un'ora dopo allo stesso tg. Mi ha chiesto notizie e ho confermato: ha scritto diari di viaggio dal Chapas, dovunque senta odore di Che Guevara corre in soccorso e poi manda articoli a giornali di sinistra che glieli pubblicano. Enrico Deaglio de Il Diario ha confermato: scrive per noi ed è pacifista. Il governo italiano in fondo è sulla stessa linea. In una nota fa sapere: «Siamo impegnati a ottenere il risultato di far tornare in libertà il signor Baldoni, che si trova in Iraq per la sua attività privata di giornalista e quindi assolutamente non collegato al nostro governo ». Ovvio che dichiari di non cedere al ricatto, è scontato, ma intanto con quelle tre paroline – "signor", "privata", "assolutamente" – marca una distanza da Baldoni idonea a salvargli la pelle. Come dire: quest'uomo è italiano, ma è più roba vostra che nostra, si è messo nei guai per le sue privatissime cose, perché rompete le scatole a noi? Garantiamo, nel nostro piccolo, ai suoi rapitori islamici: tifa per voi, per la resistenza irachena. Non è musulmano, è milanese; non aderisce ad Al Qaeda, per carità, ma in fondo giustifica chi spara ai marines. Li conosciamo i documenti antimperialisti dove si solidarizza con «le ragioni economiche, politiche, morali che spingono gli oppressi del mondo a combattere con le armi contro l'America e i suoi servi sciocchi, ad esempio Berlusconi». Baldoni era di tale fatta. Lo ribadiamo volentieri, Signori dai lunghi coltelli: è del tipo di occidentale che piace a voi: antiamericano. Confidiamo basti. Abbiamo molti dubbi, ma c'è un precedente positivo. Nei giorni scorsi un reporter statunitense, Micah Garen, è stato liberato dalle milizie di Al Sadr. Ma, appunto, erano sciiti. Non sono del giro di Al Qaeda, non sono come Al Zarqawi. Gli sciiti di Najaf si lasciano commuovere dalla opinione politica, dai sentimenti personali. Garen ha stramaledetto Bush e si è salvato. Al Zarqawi invece ha decapitato Nick Berg anche se aveva un pedigree pacifista d'alto rango e di provata affidabilità. Era però ebreo e americano. Per questo abbiamo paura non sia sufficiente a Baldoni dire quanto pensa del Cavaliere. Una speranziella. Gli esperti dell'intelligence atlantica hanno molti dubbi su tutta la vicenda. Il volto del prigioniero non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo dell'abisso. Non appaiono intorno all'italiano uomini armati e mascherati. Potrebbe essere una recita. Anche se il precedente di Nick Berg, il quale pareva sereno, ci inquieta. È necessaria un'operazione di verità. Nei giorni scorsi si è registrato un curioso fenomeno. Basta leggere l'Unità per capirlo. Siccome a sinistra, sotto sotto, credono che i tagliatori di teste siano persone perbene, hanno ritenuto impossibile che ad essere rapito fosse un giornalista del genere terzomondista. Per cui all'unisono si è accreditata l'ipotesi dei "predoni". Nulla che fare con la resistenza. Banditi di strada. Ma il quotidiano di Furio Colombo e Antonio Padellaro è andato oltre. Secondo il foglio rosso la morte dell'interprete e il rapimento di Baldoni erano probabilmente opera di «forze governative». Hanno scritto proprio questo. Per loro il legittimo governo di Allawi (nomina Onu) è fatto di predoni assassini. Inutile aspettarsi autocritiche. Martelleranno noi perché non ci caschiamo a questa storia di reporter dediti ai poveri. Andiamo anche noi a soccorrere Baldoni. Per solidarietà umana confermiamo: ha sempre scritto cronache dall'Iraq contro gli americani. E prima in Colombia, in Messico, ovunque. Salvatelo. Ma per favore, una volta sano e salvo qualcuno dovrebbe spiegare ai vacanzieri del brivido che non si gioca con le cose serie per scrivere pagine palpitanti. Dalle parti di Bagdad non c'è un Rotary islamico, o la confraternita frati benedettini musulmani che porgono la minestra e l'altra guancia. Lì si spara, e chi non è attrezzato fa danni a se stesso ma soprattutto agli altri. Ammazzano gente di destra e di sinistra, li rapiscono per ricavarne favori. In passato ho scritto la stessa cosa a proposito di turisti che giravano con il cammello in Yemen e in Somalia, salvo poi far spendere miliardi al governo per portarli a casa. Quando sono tornati, mi sono arrivate maledizioni. Mi auguro che Baldoni mi aspetti presto sotto casa. Basta che lui, e la gente come lui, con tutto il rispetto, faccia il proprio mestiere di creatore di spot. Gli venivano meglio. Non si va alla ventura come facili prede. Poi il prezzo lo pagano persone che non contano niente (l'interprete autista), la propria famiglia, e il governo. Torna Baldoni, e lìmitati agli aperitivi in piazza san Babila. E in vacanza cogli le pesche dell'agriturismo di famiglia.

IL PACIFISTA COL KALASHNIKOV di VITTORIO FELTRI (da Libero, 27/08/2004)
Se esaminata cinicamente, cioè con lucidità, la disavventura di Enzo Baldoni sconfina nella commedia all'Italiana. Già ieri abbiamo scritto: un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme (si dice così?). Evidentemente, da buon giornalista della domenica egli ha preferito cedere all'impulso delle proprie passioni insane per l'Iraq piuttosto che adattarsi al senso comune. Ciascuno fa come gli garba. E se a lui garbava di mettere a repentaglio la ghirba allo scopo di essere la caricatura dell'inviato speciale, forse sognando di diventare un Oriano Fallaci o un Ettore Mo, c'è poco da obiettare. Molto da obiettare invece c'è sul fatto che adesso tocchi allo Stato italiano di toglierlo dalle pettole (dal milanese: peste). Vabbè. Non facciamoci guardar dietro spendiamo quanto c'è da spendere per riportarlo a casa, questo bauscia simile a certi tizi i quali, durante il week end, indossano la tuta mimetica e giocano ai soldatini nelle brughiere del Varesotto. D'altronde, come documenta la nostra inchiesta Stipendiopoli, gli enti pubblici sprecano molto denaro e non saranno alcuni miliardi in più, investiti al fine di liberare il semigiornalista, a mandarci in rovina. Chiudiamo un occhio sull'aspetto finanziario e apriamo l'altro sul paradosso cui assistiamo. Lui, Baldoni, è qui ritratto in prima pagina con in mano un mitra o una mitraglietta (non essendo pacifisti c'intendiamo poco di armi) fra due beduini o similari. Sorride felice perché è corso in aiuto dei più deboli in lotta contro i cattivi americani. Ecco, ai "poveri" iracheni sono rivolti gli appelli in favore del pubblicitario- pubblicista lanciati dai suoi famigliari. I quali implorano i sequestratori: «Lasciate libero nostro padre, è un pacifista». E ancora: «Noi ci rivolgiamo al popolo iracheno martoriato dalla guerra e agli uomini che detengono Enzo; lui è in Iraq come uomo di pace oltre che come giornalista. Egli cercava di salvare vite umane a Najaf quale volontario della Croce rossa. Lo spirito di solidarietà ha sempre caratterizzato le sue azioni». Penso a un grosso equivoco. Si servizi alle pagine 2, 3 e 4 considerano deboli e martoriati dalla guerra terroristi talmente deboli da prendersela con un loro amico, Baldoni appunto, tenerlo in ostaggio per ricattare l'Italia e minacciare di decapitarlo; insomma talmente deboli e bisognosi di carezze consolatorie da poter decidere della sua vita e della sua morte. Ammazza che debolezza. (…) E che gentiluomini, quanta solidarietà manifestano nei confronti di chi gliene ha data in buona o cattiva fede. Siamo al delirio. Baldoni stesso è inebetito dalle ideologie nate dalle ceneri delle ideologie: legge davanti alla telecamera il comunicato dei suoi aguzzini, in cui si dà del criminale a Berlusconi, e ne gode, glielo leggi in faccia che gode; e il video non inganna. Ma come si fa a schierarsi con i tagliatori di teste, come si fa a schierarsi con chi è stato con Saddam, come si fa ad affiancare banditi islamici che per tutto ringraziamento ti rapiscono e magari spezzano l'osso del collo? Fuori da ogni logica. Il paradosso ingigantisce se si tiene conto che il filoiracheno Baldoni candidato alla decapitazione è un pubblicitario (mestiere più capitalistico non esiste) il quale ha sempre lavorato per aziende americane: Mc Donald's, Coca-Cola, Ibm, Shell, solo per citare alcuni nomi. Scusate cari lettori, più pirla di così è inimmaginabile. Ti guadagni la pagnotta (e non solo quella) ideando e realizzando spottini consumistici per le multinazionali odiate a sangue; le odii al punto da farti fotografare armato con un paio di beduini; poi arriva agosto, le schifose multinazionali (che ti strapagano) ti garantiscono (contrattualmente) lunghe ferie e tu, pistola, vai a trascorrerle in Iraq nei panni del samaritano islamico e complice di chi vuole decollarti. Enzo, hai qualche filo staccato. E come te ce l'hanno staccato i tuoi amici, gente sicuramente perbene che però non capisce un'acca, neanche dell'evidenza. Non fraintendete, spero che il detestato governo Berlusconi sia in grado di rimpatriare questo sbronzo di idiozie pacifiste e antiamericane. Il quale, rientrato nel nostro Paese di minchioni tolleranti, se proprio vorrà sfogare le sue pulsioni giornalistiche venga pure a Libero, qui al massimo sarà costretto a battersi contro Franco Abruzzo e Maurizio Belpietro che parlerà male di suo figlio, ma non dovrà sfidare a collo nudo la lama dei decapitatori. Dai Berlusconi, datti una mossa, restituisci alla famiglia e alla Coca-Cola questo spottaro strappato a via Montenapoleone e a Piazza San Babila.

COLPO IN TESTA A BALDONI di RENATO FARINA (da Libero, 28/08/2004)
Non c’è rimedio. Non sono serviti i sorrisi suoi e quelli dei suoi cari. Quella è gente che mantiene le promesse: ammazzato. Una consolazione all’orrore: non gli hanno tagliato la testa. E’ stato assassinato come Fabrizio Quattrocchi, con proiettili di piombo in testa. Enzo Baldoni è morto alla stessa maniera del suo nemico ideologico. Quattrocchi, nel momento in cui aveva compreso la sua sorte, ha cercato di togliersi la benda nera. E poi, con un’aria di sfida tranquilla, ha detto all’uomo che parlava italiano: «Ti faccio vedere come muore un italiano ». I no globan avevano scritto proprio sul sito di Baldoni il loro schifo per una morte da mercenario. Negli ambienti no global e del Diario si era sussurrato: «Ha detto: “Vi faccio vedere come muore un camerata”». Una menzogna. Ed ora è toccato ad un altro nostro fratello italiano, battezzato. Le idee politiche erano diverse da quelle dei primi sequestrati. Ai terroristi islamici non importa delle nostre opinioni politiche, dei nostri sentimenti sul mondo. (…)

Written by Mauro Biani

24 Agosto, 2007 at 12:51 am

66 Responses to 'Enzo Baldoni libero, ma libero veramente'

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  1. Caro Mauro, quel titolo ignobile è uscito subito dopo l’annuncio del rapimento, il 24 agosto, ormai oggi, di tre anni fa. Aspettavo quel momento doloroso anche per ributtare in faccia a certa gente quelle ignobili parole. Ma è dura, perchè non è facile stare calmi. E così forse allora mi aiuti te, mi hai tolto un peso: quella vignetta di Enzo che li sfotte è un inno all’intelligenza e all’ironia. Basta quella per affossare parole squallide, senz’anima.

    pinoscaccia

    24 Ago 07 at 00:08

  2. Pino, grazie a te e al tuo “ostinato vizio” del Giornalismo. Non ho altre parole per esprimerti una, direi, doverosa riconoscenza.

    Mauro

    broiolo

    24 Ago 07 at 00:24

  3. Mauro, grazie.

    fiordiblog

    24 Ago 07 at 05:34

  4. Grazie anche da parte mia.

    kneff

    24 Ago 07 at 07:05

  5. Certa gente non c’è bisogno nemmeno di dire come sarebbe giusto che finisse… Ma un bel po’ di anni di estrema vergogna, sputi e calci in culo prima di morire se li meriterebbero.

    Orazio70

    24 Ago 07 at 07:10

  6. Grazie. Mi domando con che faccia certa gente vada tranquillamente in giro senza provare la minima vergogna.

    Unpercento

    24 Ago 07 at 07:58

  7. Mi sembra che la definizione di “pirlacchione sconsiderato” calzi a pennello per Baldoni.

    Che altro dire di una persona che non avendo niente di meglio da fare nella vita se ne va in zona di guerra tanto per vedere come vanno le cose, senza alcuna coscienza di ciò che sta andando a fare.

    E soprattutto delle difficoltà che va a creare ad altre persone che laggiù stavano lavorando seriamente nell’assistenza umanitaria.

    Del resto la sua tragica fine dimostra che su queste cose non si scherza, non si può affrontare una situazione del genere come si affronta una scampagnata.

    Enrico

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 07:59

  8. Io non mi arrabbierei piu’ di tanto con quelli di libero. Stanno lì, qualcuno li paga, e scrivono con un certo stile.

    Purtroppo questo non fa ritornare una persona tra noi. A me rimarrà semper quel “c’è figa a Bagdad” di uno dei suoi articoli. Un mito.

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 08:52

  9. Farina sappiamo chi è, di Feltri basta ricordare l’invenzione della lebbra in Sicilia.

    Ma tanti dimenticano e questo post è prezioso. Grazie

    gianfalco

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 09:08

  10. Grazie Mauro. Il tuo post ci insegna molte cose: da una parte è vero che ci sono personaggi insulsi come Feltri e Farina, che oltre a non possedere il dono della “scrittura”, sono solamente delle puttane ignoranti e ben pagate; d’altra parte esiste il giornalismo del compianto Baldoni, di Pino Scaccia e di tanti che come loro l’informazione la fanno muovendo le loro chiappe e portandole al limite della paura.

    Esiste un giornalismo corrotto e malsano, ma anche un giornalismo serio che fatica però a trovare legittimazione nei principali mass media. A quest’ultimo, che ha come testimonial proprio Baldoni, raramente abbiamo detto “grazie”. Ne approfitto ora, tramite il tuo post.

    animasalva

    24 Ago 07 at 09:41

  11. Grazie per questo ottimo post. Quelli di Libero fanno schifo, non ci sono altre parole.

    Doxaliber

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 10:06

  12. Clap clap

    Dania78

    24 Ago 07 at 10:16

  13. Bellissimo post, per non dimenticare chi sono queste persone, persone che hanno lavorato per i servizi segreti, giornalisti radiati dall’ordine, che non sanno fare altro che scrivere titoli offensivi e beceri altrimenti nessuno se li caga…

    ciocci

    24 Ago 07 at 10:21

  14. Purtroppo la razza umana è varia: ci sono i furbi (sempre pronti a saltare sul carro del vincitore), i vigliacchi (che si esercitano a parlare solo all’ombra di un padrone), i deboli d’intelletto (poveretti!), i lacchè e i buffoni di corte (che sono costretti ad indovinare con un certo anticipo i desiderata dei loro signori), quelli che come la volpe della favola di quel grandissimo genio che era Fedro, saltano, saltano, si arrampicano e quando proprio non ce la fanno ad arrivare all’uva (ovvero ad essere come l’altro che é una sequoia, mentre tu sei un cespuglietto mozzicato), concludono che, in fondo, quell’uva é acerba e quindi meglio passar oltre…

    Poi per fortuna e per riconciliarci con gli esseri umani -che non sono tutti rane che passano il tempo a gracidare e a rotolarsi nella melma- e con la vita -che spesso ci pare una fregatura senza se e senza ma – intorno a noi ci sono farfalle dai mille colori, fringuelli e canarini che volano leggeri e cigni superbi e maestosi e aquile dallo sguardo profondo e lontano….

    Sono tutti gli uomini e le donne che avrei voluto conoscere e incontrare, e mi sarei messa in fila per togliermi il cappello e stringer loro la mano. Grazie Enzo Baldoni, per te l’avrei fatto, accidenti se l’avrei fatto…

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 11:26

  15. “….rientrato nel nostro Paese di minchioni tolleranti, se proprio vorrà sfogare le sue pulsioni giornalistiche venga pure a Libero, qui al massimo sarà costretto a battersi contro Franco Abruzzo e Maurizio Belpietro che parlerà male di suo figlio, ma non dovrà sfidare a collo nudo la lama dei decapitatori ”

    Povero Feltri. Povero minchione IN-tollerante

    Sioux

    24 Ago 07 at 11:28

  16. Eh, morirà pur ‘sto cazzo di Feltri, prima o poi. E mi si perdoni il turpiloquio.

    E già lì vedo, i berluscones tristi tristi: “Era un grand’uomo. Uno che non le mandava a dire”. Ma vaffanculo.

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 11:41

  17. Purtroppo io Baldoni l’ho conosciuto solo attraverso la vicenda del suo rapimento, e dato che, grazie a dio, non leggo libero, all’epoca mi ero perso questa serie di meschinità, sebbene me ne fosse arrivata una lontana eco. Dopo la morte di Enzo scoprii che aveva lavorato e lavorava per Linus, anche alle striscie di Doonesbury, e così ancora oggi quando prendo un vecchio Linus e leggo il suo nome sotto il titolo di un articolo penso a quanto abbiamo perso per mano di infami, e a quanto invece abbiamo ancora (Feltri e il suo libero, ad esempio)

    Grazie Mauro

    -Bruno (Bruz per gli amici)

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 11:57

  18. Per ricordare Enzo Baldoni vado periodicamente a rileggermi quello che scriveva Enzo Baldoni.

    barynia

    24 Ago 07 at 12:04

  19. Non c’è solo bisogno di ricordare ma anche proporre, sotto una luce nuova e arricchendo di nuovi particolari, la vicenda. Per cercare di capire.

    Purtroppo Enzo non può più farlo.

    Sui due scribacchini nessun commento, la loro storia parla per loro, poverini…

    Grazie Mau

    Meri

    mericonci

    24 Ago 07 at 12:31

  20. Giornalisti, spie e pirlacchioni

    [..] –> –> [..]

    pinoscaccia

    24 Ago 07 at 13:44

  21. grazie mauro

    TYTTY_

    24 Ago 07 at 14:05

  22. Pericolosi Pirlacchioni…..

    [..] leggete QUI grande MAURO! [..]

    TYTTY_

    24 Ago 07 at 14:07

  23. Grazie Mauro.

    Tre anni fa incollai sul monitor, con un pezzetto di scotch che dura da allora, una tua vignetta che stampai da Internet, forse una delle prime, per Enzo. Si intitola “Enzo, ora” e raffigura un signore in piedi che riflette e la riflessione è questa: “C’è una cosa che più mi preoccupa per l’epilogo della vicenda: non è un mercenario pasticcione, o una spia de noantri, o un cinico per necessità familiari, e nemmeno un innocuo avventuriero guerrafondaio. E’ una temibilissima brava persona”.

    Ciao Enzo, grazie Mauro.

    [Ste]

    noantri

    24 Ago 07 at 14:16

  24. Ricorrenze

    [..] Tre anni fa eccetera eccetera. La voglia di fare un blog nacque in grazie ai suoi racconti di viaggio. Perciò qualsiasi cosa di bello sia mai accaduta qui dentro la si deve esclusivamente ad Enzo Baldoni. Il vignettista Mauro Biani, per non dim [..]

    noantri

    24 Ago 07 at 14:41

  25. Un abbaraccio forte e un grazie a te.

    Un abbraccio a Pino Scaccia.

    A Enzo Baldoni, se mi consentite, solo una lacrima

    Mister X di Comicomix, senza alcun sorriso

    Comicomix

    24 Ago 07 at 14:41

  26. se ci fossero più Enzo baldoni in circolazione si potrebbe pure ritrovare il piacere di uscire la sera.Libero(a proposito:non buon compleanno)è quello che è,un giornale che vive di fango,espedienti e finanziamenti pubblici.Ma va bene così,tanto lo leggono solo i reduci della ferro china bisleri,la stessa gente che raglia sul tram contro i giovani che non lavorano e disturbano la quiete,dimenticandosi non a caso che le risorse sono finite nelle mani sbagliate,e non per colpa nostra.Ciao Enzo

    diamonds

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 15:04

  27. La memoria conta più di una lapide

    [..] Tema triste, lo ammetto. Ma in questi giorni continuo a pensare a chi non c’è più. L’anniversario della morte di mio padre, una morte prematura e oltremodo assurda e crudele, si avvicina e questo mi rende sensibile al tema della memoria. [..]

    lauraetlory

    24 Ago 07 at 15:50

  28. Mauro, i miei complimenti. Stavolta impeccabile nel tributare il giusto ricordo ad Enzo Baldoni. Ancora troppi misteri intorno a quella vicenda. Mi piacerebbe sapere da Pino se l’ha ricostruita, cosa gli sembra che non sia stato raccontato…

    Dal mio modesto blog, ti ho linkato.

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 17:44

  29. Sono passati tre anni ma io glio ho voluto bene e gli voglio ancora bene.

    Lo ricordo e sono ancora indignata per quanto è stato scritto da gentaglia che disonora nonsolo la professione di giornalista ma l’ essere umano.

    Grazie a Pino Scaccia, e grazie a te, Mauro.Ciao, Enzo, tu non vorresti, ma te lo dico con le lacrime agli occhi, non è il momento di dire bugie.

    Cristina

    hneeta

    24 Ago 07 at 17:45

  30. Grazie, Mauro. La memoria è quella che distingue le persone.

    Riccardo

    utente anonimo

    24 Ago 07 at 18:15

  31. che dire ? grazie !

    tata

    tatablues

    24 Ago 07 at 18:50

  32. Immagino che ci sarà da inorridire per la retorica (nel migliore dei casi) che useranno i media nel ricordare Enzo.

    Il tuo modo, invece, è un sollievo per l’anima.

    skiribilla

    24 Ago 07 at 22:51

  33. Splendida Vignetta , come sempre, per ricordare un grande uomo, lasciato morire da un Governo guerrafondaio, impegnato alle sfilate con la bandana in Costa Smeralda.

    Uno splendido modo per ricordare Enzo Baldoni, come ho scritto all’inizio del commento, un grande uomo.

    Farina e Feltri, si commentano da soli,e sarebbe banale definirli spazzatura.

    GRAZIE!

    davide

    utente anonimo

    25 Ago 07 at 10:03

  34. Grazie per quello che hai scritto.

    Purtroppo Feltri è una persona intelligente:Di una intelligenza malvagia e mercenaria. Ne diede prova quando ,dopo l’estromissione di Montanelli dal”Giornale”,fatta da Silvio Berlusconi ,che non aveva nessun titolo per intervenire, essendo il giornale di “proprietà” del fratello Paolo,fu l’unico ,dietro una generosa prebenda,ad accettare di subentrargli.

    Odiare è brutto ma il disprezzo per quella persona è più che giustificato.

    descansado

    25 Ago 07 at 10:38

  35. Ricordiamocele, certe cose

    dituttounblog

    25 Ago 07 at 12:37

  36. Una cosa per Enrico (commento #7). Scusa, mi pare che tu sia un po’ disinformato ed animato da un nonsocchè di pre-giudizio. Le ricostruzioni sempre più dettagliate (perchè si arricchiscono di post in post di testimonianze, di documentazione) fatte da Pino Scaccia (che era lì con lui) dicono esattamente il contrario. Semmai le responsabilità per alcune negligenze forse sono imputabili altri protagonisti della vicenda (leggi il blog di Pino). Enzo era un Giornalista in mezzo ad una situazione di merda, la stessa situazione che si presenta nell’Iraq attuale. Ma si può chiedere ad un vero giornalista di non essere al servizio di una informazione corretta perchè presa dalle fonti e non da un hotel, magari nel …Qatar? Ce ne fossero di giornalisti come Enzo e come è Pino.

    M.

    broiolo

    25 Ago 07 at 18:25

  37. Libero ha scritto porcherie inimmaginabili su Enzo. Calunnie, una campagna stampa prezzolata dai servizi segreti che non hanno potuto e voluto salvarlo dai terroristi. Il papà di Enzo, Antonio, in un intervista recente a Rotocalco televisivo ha affermato che Nicola Calipari, mentre cercava di portare Enzo a casa fu fermato, non si sa da chi e non si sa il perchè.Mi convinco sempre più che qualcuno l’ha combinata grossa, ma non riesco a percepirne il motivo.

    Comunque, caro Mauro, forse è davvero ora di calare il sipario sulla vicenda della diffamazione di Enzo da parte di Feltri e Farina. In questa triste sfortunata vicenda del rapimento, ricorderemo solo il grande amore per la vita e l’inguarbilie otimismo che Enzo aveva. Ci basta q

    utente anonimo

    25 Ago 07 at 22:32

  38. Ci basta questo, il resto è solo cronaca che fa male. Non dico di dimenticare, quello è impossibile, date le osservazioni del Betulla. Adesso pensiamo al fatto che non è più tra noi con la sua spensieratezza da tre anni. Ci manca, mi manca. Tanto, troppo.

    Un saluto

    utente anonimo

    25 Ago 07 at 22:34

  39. ilcielosoprakabul, comunque avrai capito che a me der betulla and friends non me ne impappa un fico. A me interessa difendere la dignità e il modo di guardare la vita di un Uomo e di un Giornalista come Enzo.

    M.

    broiolo

    25 Ago 07 at 23:24

  40. Peraltro ringrazio Liberazione che oggi (26 agosto) ricorda ancora Enzo (come aveva fatto giovedì scorso, cfr il post sotto) e stavolta lo fa proprio riportando questo post e questa vignetta. Mi consta di ringraziare perché (con me o senza di me) è l’unico quotidiano che ha dato risalto, come merita, alla memoria di Enzo, nel florilegio gossipparo de caldo agostano.

    M.

    broiolo

    26 Ago 07 at 00:01

  41. http://ulivo

    [..] Enzo Baldoni libero, ma libero veramente Lo devo ad Enzo, alla sua memoria di Uomo, alla sua voglia di capire, di vivere, e alla dignità alla grandezza d’animo della sua splendida famiglia (alla quale, se si trovasse a passare di qu [..]

    ulivovelletri

    26 Ago 07 at 06:48

  42. Radio2 ricorda Enzo Baldoni

    [..] Ancora a proposito di giornalisti uccisi… Questa mattina, all’interno del Cammello di Radio2, Francesco Maria Vercillo ha ricordato Enzo Baldoni, il giornalista inviato di guerra in Iraq per il settimanale Diario scomparso il 26 agosto 2004 in circos [..]

    radiocococo

    26 Ago 07 at 08:34

  43. Ancora Enzo

    [..] Come segnalato nei commenti del precedente post, il pezzo su Enzo con vignetta, è stamattina su Liberazione a pag 7. E sempre stamattina a "Prima Pagina" la rassegna stampa di Radio Rai 3, è stato letto pressoché integr [..]

    broiolo

    26 Ago 07 at 12:13

  44. starà ridendo, come sapeva fare… e sorridendo del nostro amore… ci manchi enzo.. ci manchi da matti.. manchi a questo mondo popolato di idioti…

    titta

    utente anonimo

    26 Ago 07 at 17:31

  45. E’ terribile quanto sconcertante che la stampa italiana, eccetto rarissime eccezioni, non dedichi nemmeno un articolo alla scomparsa di Enzo tre anni fa. Era sui generis come giornalista, ma il suo lavoro lo sapeva fare come si doveva. Io non l’ho conosciuto, ma il solo leggere i suoi reportages, come il libro “Piombo e tenerezza”, che ho praticmanete divorato quando Diario lo ha pubblicato, mette i brividi, proprio perchè è un esempio di leggerezza coniugata all’impegno per i più umili e indifesi. Chi scrive invettive dalla sua redazione con aria condizionata in un palazzo in centro non potrà mai capire, ed in fondo è questo il nocciolo della vicenda.

    Nemmeno la politica, quella nazionale, ha mosso un dito. Ciampi è stato senza dubbio un grandissimo Presidente della Repubblica, ma il suo imbarazzo, la sua timidezza nella non-risposta alla richiesta della medaglia d’oro per Enzo non fa ben sperare.

    Finirà come in una celebre vignetta, non so se tua, caro Mauro, pubblicata un mese dopo la morte di Enzo: in alto c’era scritto “Il governo italiano non ha fatto nulla per salvare Enzo Baldoni”. Sotto c’era la caricatura di Berlusconi che diceva: “Gli dedicheremo una fiction, va là !”

    Sì, visti i fatti, forse finirà così, se non peggio. Anche se non me lo auguro.

    Un saluto

    Francesco

    utente anonimo

    26 Ago 07 at 18:31

  46. Coronare un sogno

    [..] Dopo Enzo ("del come si deve essere per essere una persona normale e/o persino un giornalista"), eccoci tornati presso l’aia del cortile quotidiano. La vignetta non rispetta appieno le mie ambizioni nonviolente, ma parafrasando un caro ada [..]

    broiolo

    27 Ago 07 at 03:00

  47. C’è persino chi trova sconcertante che la stampa italiana “non dedichi nemmeno un articolo alla scomparsa di Enzo”. Parbleu! incredibile!

    Ma lo sai caro sconcertato quanti giornalisti (giornalisti veri intendo, non turisti matacchioni in cerca di emozioni forti) sono morti mentre stavano semplicemente facendo il loro lavoro? Vengono forse tutti ricordati? Nemmeno uno.

    Qualcuno si ricorda più di Ilaria Alpi? E, se mi è consentito, la Alpi era una grande giornalista e una grande donna.

    E allora perchè i giornali dovrebbero ricordare Baldoni che, tra l’altro, non è nemmeno morto nell’adempimento del suo dovere.

    Ancora più incredibile è la richiesta di una medaglia alla memoria.

    E perchè mai? Perchè è morto? Viaaa…

    In realtà sta storia è stata sopravvalutata, il povero Baldoni che forse la rifuggiva, è stato sommerso da una ondata di retorica ipocrita e disgustosa.

    Sarebbe molto meglio se sulla vicenda calasse il silenzio.

    Dario

    utente anonimo

    27 Ago 07 at 07:42

  48. è giusto ricordare, io ad esempio non dimenticherò mai la vignetta disegnata da vauro alla morte di Quattrocchi. Appariva su un giornale altrettanto di merda, il manifesto.

    gianf

    utente anonimo

    27 Ago 07 at 12:37

  49. Ti leggo dal Giappone, da Tokyo. In questi giorni, non sapendo una parola di giapponese e volendo ogni tanto comunicare con le persone in giro, gli sorridevo come uno scemo. Poi pensavo ad una frase di Enzo: ”La mattina mi va di fare almeno tre sorrisi alla gente e mi mette in pace col mondo”. Mi sono sentito ancor piu’ pirlacchione, ho riso e mi hanno sorriso.

    A Enzo, in alto i calici sempre.

    FRa’

    utente anonimo

    27 Ago 07 at 14:05

  50. Giusi Baldoni: “Ridatemi il corpo di Enzo” sta a pagina 17 del Quotidiano Nazionale – Resto del Carlino, nelle brevi. Scribacchini di merda.

    barynia

    27 Ago 07 at 14:55

  51. Caro Dario,

    noi non dimentichiamno Enzo perchè non vogliamo dimenticare tutti i caduti, suona retorico, lo so, dell’informazione. Il dovere di esserci. Essere in prima linea per documentarsi e per informare. Ne hanno uccisi tanti: Raffaele Ciriello, Antonio Russo, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Giancarlo Siani, MariaGrazia Cutuli e tanti ancora. Il ricordo di Enzo serve anche a chiedere giustizia e verità per tutti gli altri, dei quali non ci dobbiamo dimenticare. Stendere un velo pietoso sula vicenda significa credere che le cose non possanoessere cambiate e noi siamo fermamente convinti del contrario, come avrai capito.

    Che Enzo sia stato un turista mattcchione in cerca di emozioni forti ho parecchio fdi cui discutere, perchè semplicemente credo che non sia stato così. La ricerca personale della contro-infromazione è un bisogno più o meno sentito da ciascuno. Non accontentarsi delle brevi di cronaca in tv o dei reportage da qualche buco di culo del mondo scritti da qualche giornalista di professione piegato alle logiche di partito non significa essere simpatici pirlacchioni. Proviamo anche a giustificarlo secondo la filosofia: l’uomo ha bisogno di sapere e per questa sua necessità è disposto a correre pericoli. Prendiamo Ulisse. Lo avevano capito gli antichi, noi facciamo fatica. Lo so, a questo punto del messaggio mi manderai inevitabilmente a fanculo. E’ unrischio che sono dispoto a correre.

    Lo sdegnato Francesco

    utente anonimo

    27 Ago 07 at 16:29

  52. E io invece, sono daccordo con te Francesco.

    M.

    broiolo

    27 Ago 07 at 16:50

  53. Chapeau!

    Jojoy

    28 Ago 07 at 12:42

  54. ricordare sempre, perdonare mai.

    utente anonimo

    28 Ago 07 at 19:18

  55. http://radio

    [..] Ancora a proposito di giornalisti uccisi…Questa mattina, all’interno del Cammello di Radio2, Francesco Maria Vercillo ha ricordato Enzo Baldoni, il giornalista inviato di guerra in Iraq per il settimanale Diario scomparso il 26 agosto 2004 in circost [..]

    radiocococo

    29 Ago 07 at 07:48

  56. Radio2 ricorda Enzo Baldoni

    [..] Ancora a proposito di giornalisti uccisi… Domenica mattina, all’interno del Cammello di Radio2, Francesco Maria Vercillo ha ricordato Enzo Baldoni, il giornalista inviato di guerra in Iraq per il settimanale Diario scomparso il 26 agosto 2004 in cir [..]

    radiocococo

    29 Ago 07 at 08:22

  57. A parte il fatto che non si capisce cosa ci sia di “sbagliato” negli articoli citati – e infatti nessuno che abbia controbattuto ad una sola parola in tre anni – resta da capire come mai, se Baldoni è stato ucciso, tanto odio sia rivolto a chi ne ha raccontato la vita, le gesta e la morte e non ha chi quest’ultima l’ha causata.

    Come mai tanta indifferenza per gli assassini di Enzo Baldoni? Chi ha ucciso Enzo Baldoni? Non è incredibile che quando si ricorda Enzo Baldoni, si parla solo di Libero? Se Libero avesse scritto “ottima idea quella di Baldoni from Cocacola di andare in Iraq”, egli sarebbe ancora vivo?

    Lorenzo

    utente anonimo

    1 Set 07 at 12:34

  58. a chi, senz’acca…

    Lorenzo

    utente anonimo

    1 Set 07 at 12:35

  59. X Lorenzo:

    Ai macellai dell’Esercito Islamico in Iraq va il nostro disprezzo, che è scontato, fin troppo. Scontato perchè sappiamo bene come sono fatti i terroristi e di cosa sono capaci, purtroppo. Ma che un occidentale, perdipiù fervente cattolico come Farina, si abbassi a tali livelli di calunnia nei confronti di un suo “fratello” ( perchè secondo Gesù Cristo siamo tutti fratelli nonchè figli di Dio ). Noi non accettiamo, io non accetto, che ci si divida tra destra e sinistra anche quando dobbiamo essere uniti contro la barbarie dei kamikaze e dei tagliagole. Feltri e Farina non hanno tentuo conto di questo. Il rancore è motivato, purtroppo, e loro ne subiscono le conseguenze. Un giornalista deve prendersi la responsabilità di quel che scrive. Ma poi abbiamo capito che loro erano solo due pedine in mano al Sismi che non è riuscito, o peggio, non ha voluto, salvare Enzo. Ecco tutto.

    Un saluto

    utente anonimo

    2 Set 07 at 15:51

  60. Il punto è che non si vede dove sia questa “calunnia”. Non aveva, Baldoni, le idee che sono raccontate negli articoli? Non faceva il pubblicitario? Non l’aveva fatto per Mac Donald e la Coca Cola? E’ vero o no che scrisse che cercava vacanze col brivido, che – scherzosamente – diceva di voler essere rapito? Ed è vero o no che è stata un’imprudenza recarsi in Iraq, ed è vero o non che per l’imprudenza di Baldoni è stato messo in mezzo lo Stato italiano?

    Ecco, se si tratta di falsità, allora è giusto dire che Libero ha sbagliato (ma parlare di Libero quando si parla di Baldoni resta comunque fatto curioso). Ma si tratta di falsità?

    utente anonimo

    2 Set 07 at 17:37

  61. Il #60 ero io, Lorenzo

    utente anonimo

    2 Set 07 at 18:07

  62. Enzo Baldoni 26.8.2004

    [..] Tra pochi giorni sarà il quarto anniversario della morte di Enzo Baldoni. 26 agosto 2004. Spero che il sorriso di quell’allegro personaggio non sia dimenticato. Ripenso al rapimento, agli appelli dei figli, a quel video del prigioniero con il [..]

    zanocom

    24 Ago 08 at 16:48

  63. […] e assistenza sanitaria a Najaf. Nei giorni successivi al suo sequestro, Libero aizzo una violenta campagna di diffamazione nei suoi […]

  64. […] hanno esitato a sparargli in testa anche se era loro amico e antiberlusconiano”. Mi ricordo anche la vignetta di Mauro Biani nel 2007, che rimise in ordine la verità di quell’orrido giornalismo da […]

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  66. […] (mezzo secolo di potere non è mai per caso), e che colpì con spregevole durezza anche il povero Baldoni, umanista e gentiluomo, barbaramente ucciso da una delle tante bande di odiatori che il collasso […]

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