
Oggi per l’Espresso online.
Giornate intense a Torino. Una mia mostra organizzata dal premio Morrione nella sede del gruppo Abele, e un incontro anche coi ragazzi del master di giornalismo “Giorgio Bocca”. E poi insieme a tanti altri alla manifestazione di Libera per la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. E l’onore di leggere alcuni nomi di vittime delle mafie. Grazie davvero a tutte e a tutti. Una boccata d’aria.

La violenza è un crimine. Sempre e dovunque. E da parte di chiunque. Oltre a rafforzare il “sistema” che pensi di combattere. Et voilà. Oggi per Repubblica. E su Rai News.
La mia mostra “Dove sono i pacifisti?“, dall’omonimo libro uscito con People, è diventata itinerante. Dopo Genzano (2024), è approdata a Torino al “Festival della missione“, nella chiesa di San Filippo Neri. Grazie ai curatori Lucia Capuzzi e Alessandro Galassi.
L’incidente dell’autobus. Oggi in prima di Repubblica.
All’interno altra vignetta sulle cariche di polizia a Torino.
Riflessioni su giornalismo e democrazia. E sabato un bellissimo premio all’inchiesta. Da allargare alle scuole. Grazie a tutte, tutti.
E grazie ai partecipanti del presidio e corteo antifascista a Casal Bruciato. E la visita della sindaca Raggi. Non era scontato lo facesse, quindi rispetto. Invece disprezzo per Di Maio e i suoi distinguo. Poi vorrei capire chi ha permesso ai fascisti di piazzare un gazebo per giorni proprio lì.
E grazie anche a Tommaso Di Francesco che cita la mia vigna-proposta sul nostro giornale. Altra vignetta oggi sul manifesto.
P.s. Scusate, ma in questi tempi di fascisti e di attacchi giallo-verdi all’editoria, non condividete solo, ma compratelo il manifesto, che è libero, ma libero veramente.

Fascisti al Salone del libro di Torino. Fascisti a Casal Bruciato. Oggi per il manifesto.

Indimenticabili giornate a Torino. Grazie al Grande “Premio Roberto Morrione“, e anche all’incredibile Museo Egizio.
P.s. Quando uno va al Museo Egizio di Torino, capita di ripensare (inevitabilmente) al Direttore Christian Greco, e al surreale (anche se comprensibile, che devi fa?…) “dialogo” con la Meloni. Due mondi talmente lontani che davvero appare tutto grottesco. Andateci al Museo Egizio, magari solo per capire ‘sto post. Una resistenza talmente normale che le mummie la capirebbero perfettamente.