
Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava “nell’inutile strage”. E poi il fascismo, e poi un’altra strage più grande. Queste sono i nazionalismi, le guerre. Oggi per Repubblica.

Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava “nell’inutile strage”. E poi il fascismo, e poi un’altra strage più grande. Queste sono i nazionalismi, le guerre. Oggi per Repubblica.

Cancellato dal MIM, il corso di aggiornamento “La scuola non si arruola“. Il ministro Valditara lo definisce “una iniziativa propagandistica”. Oggi per Repubblica.

Oggi su Repubblica. E sulla rassegna stampa di Rainews, con Roberto Vicaretti.

Amal, in Yemen. Le nostre armi.
Oggi, a 100 anni dalla fine della Grande guerra, per il manifesto.
La vignetta oggi per il manifesto.
“La stima del numero totale di vittime della prima guerra mondiale non è determinabile con certezza e varia molto: le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nel computo anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919[1]. Il totale delle perdite causate dal conflitto si può stimare a più di 37 milioni, contando più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della “Grande Guerra” uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana“.
Ieri, il 4 novembre. La mia vignetta per Azione nonviolenta. L’editoriale di Mao Valpiana.
Sembra oggi. La vignetta oggi per il manifesto.
La vignetta anche su Cartooning for Peace.
Qui la vignetta di Scalarini del 7 agosto 1914.
Ieri i 34 anni di Ustica. Trentaquattro vignette per ricordare Ustica.