Archive for the ‘chiacchiere’ tag

Emergenza nazionale

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Emergenza nazzzionale!  A proposito, ieri ci è venuta a trovare una Emergenza nazionale moldava nostra conoscente col figlio che ha giocato con mio figlio piccolo per tutto il pomeriggio. L’altro ieri ho incontrato una Emergenza nazionale somala mio grande amico e abbiamo parlato fino a tardi con una Emergenza nazionale di vecchia data ugandese. Martedì sulla spiaggia di Follonica ho dialogato per una mezzoretta con una Emergenza nazionale senegalese, un omone scrittore che vendeva libri scritti da lui e da miriadi di Emergenze nazionali di altrettanti Paesi. Mi ha perfino offerto un gelato (venduto da svizzeri che hanno rilevato uno stabilimento balneare nazionale probabilmente in Emergenza, visto che il turismo italiano è un po’ calato). Dopo questa 3 gg vorrei rassicurare la sveglia Comunità Nazionale italiota: ehi, tutto ok, c’ho persino guadagnato un gelatino.

Written by Mauro Biani

luglio 26th, 2008 at 12:41 am

Dalla teologia della liberazione alla dietrologia su “Liberazione”

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Dicevo che la vignetta aveva suscitato alcune polemiche anche tra i lettori di Liberazione. Poi scopro addirittura un post-recensione su Giornalettismo. Interessante pezzo (lo dico davvero), nella tentata ”esegesi” però, assai parziale rispetto a me e al mio "avvelenato" vignato. Ma ecco che scorgo tra i commenti al suddetto pezzo, il commento di un tal Alvise Spanò (certamente un omonimo del "più lucido intellettuale italiano", che difatti scrive satira su Paparazzin). Ora il commento dell’Alvise-omonimo mi soddisfa, per cui lo fo mio. Riecco il link all’articolo apparso su Giornalettismo a firma di Luigi Castaldi, e invece di seguito riporto integralmente l’intervento di Alvise Spanò (l’omonimo). E’ lunghetto, ma tant’è, non è che l’argomento sia proprio sempliciotto.
"Affermazioni opinabili nell’articolo apparso su Giornalettismo:
1) Il magistero sociale della Chiesa “pare di fatto più flebile, se non più ambiguo” sui temi che comprendono “la difesa dei deboli e degli emarginati, il ripudio della guerra senza «se» e senza «ma», l’intoccabilità di Caino” – Basta leggere il Vangelo per capire che Cristo e’ dalla parte degli ultimi – Basta leggere la Pacem In Terris per capire che Giovanni XXIII ha detto che nell’era nucleare la guerra e’ follia – Basta leggere la Genesi e rileggere il Vangelo per capire che nemmeno Caino e Giuda possono essere giudicati dagli uomini, che non possono sostituirsi al giudizio di Dio e sono chiamati a perdonare settanta volte sette. Chi dice il contrario o è teologicamente ignorante, o e’ in malafede. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

maggio 27th, 2008 at 12:31 am

Paparazzin 43. E poi segnalazione: un film vergognoso e diseducativo

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Qui a sinistra il magnifico Paparazzin 43 uscito ieri con Liberazione. Se l’avete perso, da scaricare e gustare.
Poi sento il dovere morale di scrivere una cosa. Leggetela fino in fondo, ne vale la pena.
E’ proprio vero che di questi tempi bisogna porre l’attenzione su un’emergenza educativa che s’allarga sempre di più. Lo dico a mie spese, che ingenuo, ieri ho visto un infido film coi miei due piccoli bimbi. Il film (di cui ora tento di dimenticare persino il titolo) si presenta come una mera favoletta e (ora lo capisco e me ne dolgo) “punta all’essenza compassionevole propria del cattocomunismo italiano, per creare in noi un senso di colpa per la modesta ricchezza, veramente ben modesta, degli italiani di nascita. L’assistenza come criterio politico, il bisogno come diritto, l’illegalità come privilegio, praticamente lo status dell’immigrato clandestino in Italia: e i rom si sono adeguati ad esso”. Le parole di un anonimo commentatore (quelle che ho messo tra virgolette) mi hanno illuminato troppo tardi. Ormai la frittata è fatta: le giovani menti dei miei due piccini chissà per quanto ne risentiranno. Per evitare altri bimbi infelici e genitori snaturati, riporto brevemente la trama, sperando di fare servizio grato a tutti i gentili passanti e ripassanti, specie ai coniugati con figli. Un’ultima cosa: ricordo che la seguente lettura è indicata ad un pubblico rigorosamente adulto. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

maggio 19th, 2008 at 1:09 pm

Emme 30, e i flussi elettorali (oh poppolo della sinistra, centrosinistra, ascolta)

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Le 2 vignette del qui presente post, sono uscite ieri su un implacabile numero post elettorale di Emme. E poi ricevo e volentieri pubblico di seguito, una riflessione (quasi una notizia, visto che non ne parla seriamente nessuno) inviatami dalla brava Francesca Fornario, nonchè collega di Emme (lUnità) e Paparazzin (Liberazione) (già, nella satira siamo rimasti in “coalizione” e si va piuttosto d’accordo, tiè). Leggete, consultate i flussi elettorali scaricabili in PDF e traete le vostre conseguenze. Magari ne riparliamo, perché (vale per tutti: PD, Di Pietro, ex Sinistra Arcobaleno) a letture semi-errate o lievemente tendenziose, possono corrispondere aspettative e progetti errati o tendenziosi, non pensate? Ecco che scrive Francesca: “Cari amici extraparlamentari e non, vi invito a scoprire che cosa è successo davvero alle elezioni consultando i dati sui flussi elettorali. Troverete che, contrariamente a quello che vanno raccontando da giorni i quotidiani di destra e di sinistra, gli elettori della Sinistra Arcobaleno che hanno dato il voto alla Lega sono lo zero virgola zero qualcosa per cento del totale nazionale. Anche in Lombardia, Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

aprile 22nd, 2008 at 1:07 am

1. Kossovo; 2. Appunto dalle primarie democratiche negli USA

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Kossovo.

Poi, off topic con la vignetta, un’osservazione dalle primarie democratiche USA. Ho rivisto il confronto televisivo tra Obama e Hillary prima dell’atto cruciale delle primarie democratiche. Oltre gli orpelli e le schermaglie solite da faccia a faccia, mi ha colpito una cosa. Tutti e due i candidati ripetevano (testuale): "dopo 7 anni di politiche economiche di Bush a favore dei ricchi adesso è il momento di favorire il resto della popolazione, i poveri". Ora, in Italia oggi giorno chi farebbe mai un discorso così diretto durante questo periodo pre-elettorale, dicendo di schierarsi contro i ricchi e a favore dei poveri? Nessuno, ma neanche Bertinotti così esplicito. Così, i casi sono due: o i due candidati democratici alla Casa Bianca puntano ad intercettare voti all’eenormee elettorato comunista americano, oppure in Italia i poveri non esistono e non vogliamo sentir parlare di povertà. Siamo tutti quasi-ricchi dentro, e ci offendiamo se qualcuno solo pensa che potremmo essere quasi-poveri.

Written by Mauro Biani

febbraio 22nd, 2008 at 7:07 pm

A Natale si può fare di meno, da’ retta.

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Tre cartoline per voi da ingrandire (cliccandoci su) e, se volete, inviare a chi volete. Invece io, il più bel dono che ho ricevuto? Facile: impacchettare doni per i figli e scrivergli una lettera da babbonatale, che peraltro Tommaso sa ormai leggere… eppoi Babbo Natale fu oltremodo generoso e mi portò un tris di regali che ho il piacere di condividere con voi. Il primo: qualche giorno fa mi arriva un pacco da Pinone Scaccia con 2 magliette fatte nelle Filippine con un mio disegno per P. Giancarlone Bossi, ricordate? E con il libro in cui Giancarlone ricorda la sua esperienza di rapito. Grazie Pinone (che ora è in Afghanistan) e buon Natale davvero di cuore! Il secondo, altrettanto inaspettato e bello, è sapere che ora è in corso in Puglia la mostra, divenuta itinerante, con (tra gli altri) mie vignette, iniziativa nata per chiedere più informazione sul Darfur. E infine il terzo. Il ricordo di Danilo Dolci, una delle più significative personalità in campo di nonviolenza ed esperienza maieutica. Il 30 dicembre ricorre il decimo anniversario della sua scomparsa. Grazie a Peacelink e a Daniele Novara. Buon Natale di pace, io vi abbraccio tutti cari passanti e ripassanti. E sempre viva la satira, perché: “la serietà è l’origine dell’allegria; la fermezza, l’origine del movimento. (Lao Tse)”. Tiè.

Written by Mauro Biani

dicembre 25th, 2007 at 4:14 am

Rincontri ed Incontri

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Incontri e rincontri. Ieri i 90 anni del mio ex gruppo scout. Insomma, 30 di quei 90 anni sono anche miei, perbacco. Bella giornata pregna di rincontri incredibili. Oggi invece capata a Piùlibri per incontrarmi con Riccardo Orioles e nel giro di un quarto d’ora “becco” anche Piero Sansonetti e poi Sergio Staino (insieme al buon Kanjano). Insomma 3 (e che trio) dei miei 7-8 direttori del momento. E poi sbirciata al PiùBlogCamp . A capire che è un Barcamp? Macchè, a conoscere di persona Maxime, Gattonero, Francesca, Dario, i Googlisti, etc. Intervistato al volo dallo staff sul Barcamp, ho ridomandato all’intervistatrice: ma a che serve un barcamp? Poi ho minacciato splinder di cambiare casa se provano a mettere i google ads di default sul blog, e non scherzo. Alla fine foto di gruppo con fan di blog (urgh). Tutto bello, bravi tutti, ma ora sono un po’ stanchino e probabilmente con un filo di influenza.

Written by Mauro Biani

dicembre 9th, 2007 at 8:58 pm

Primarie. Contraddizioni

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Deve essere il dna. Penso all’uomo di sinistra un giorno di elezioni. Politiche, regionali, provinciali, d’istituto, di condominio. Il diritto del voto, la democrazia, la partecipazione. Non è possibile mancarne una, il diritto-dovere di scegliere, di partecipare. Anche alle primarie dell’Unione. E oggi alle primarie del PD. Il suo disincantato avvicinamento, il suo rifiuto per la certezza di un partito di tutti. Troppi. Lo spostamento al centro, a destra. Poi verso le 15.00 però si avvicina alla vecchia sezione. Paradigmatica nei suoi simboli esterni. L’antica palazzina delle case popolari e quella piccola entrata. A destra la targa: PCI sezione Donna Olimpia – Fulvio D’Amico, al centro sopra l’iscrizione lunga: Democratici di Sinistra Monteverde, in alto su un piccolo pinnacolo la bandiera dell’Ulivo. Un percorso breve, una 15ina di anni. Un secolo. L’uomo sorride, ancora resiste. E’ venuto a fare le foto e fa le foto. Inquadra un ragazzo con una ragazza, Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

ottobre 15th, 2007 at 4:31 am

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Populismi, demagogie, politica

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Stasera ho raggiunto il top. Vedo Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Si parla di Grillo, Vday, etc etc. Ospiti in studio: Sartori (politologo) pro, Polito (Margherita ex La Repubblica, ex Riformista) contro, Travaglio superpro, Sabina Guzzanti più pro che contro, etc. Nel dibattito in studio, riesco ad essere in disaccordo (perché mi appaiono perlomeno parziali e un po’ banali) con "i perchè" di, nell’ordine: Sartori, Polito, Travaglio, Guzzanti (Sabina), Santoro, la Borromeo ed anche con un giovanissimo spaurito, quanto compunto, esponente base DS. Perfino Vauro e le sue vignette mi sembrano scolorite. Un record. Poi, mentre “la tristezza mi avvolge come miele” (cit. Guccini), torno a lavorare ad Emme (il numero 2 esce lunedì). Quando mi segnalano (grazie Meri) questa notizia su Adista: Milano: trasferito il prete che ha difeso i Rom. Leggetela. Perché don Renato incarna un esempio di politica che mi rappresenta, è lui che rappresenta la Politica quella che vorrei, quella non demagogica, non populista, non da privilegiato. Quella etica, dell’accoglienza, del servizio, degli ultimi al centro. Lo facciamo un Don Renato Rebuzzini Day?
E allora perché siamo giunti a questo punto? Io propongo un contributo, sempre partendo da questo esempio di cronaca. Cliccando questo link trovate "ben" 3 risultati per questa notizia, uno di Adista, uno di Panorama e uno de Il Giornale. Gli ultimi 2 presumibilmente che informano i propri destri e-lettori del provvedimento. Ma nessun giornale (almeno on line) di sinistra o sedicente “democratico” che racconti, dimostri indignazione o perlomeno il dubbio. E così, tutti a rincorrere motivi (spesso riconducibili ad una generica “onestà” o “produttività” del politico) della gente di Grillo o dell’antipolitica dello scontento. Per me il motivo è più “lungo” nel tempo ed “educativo” relazionale (persino tra elettori ed eletti), specie nella sinistra. Quando ci si disabitua a guardare agli ultimi come ingiustizie da sanare, come a persone da accogliere, e la politica, lungi da essere servitrice dello Stato dialogante anche scomodo ma credibile con la cittadinanza, abdica allegramente al suo ruolo e, ad esempio, rincorre le pance con la “sicurezza” che “non è di destra né di sinistra”, tutto pian piano diventa che “non è di destra né di sinistra”. Niente è di destra né di sinistra, figuriamoci “i cazzi miei”. E difatti, lungi da essere rasSicurante, alla lunga l’esempio del politicante da “casta” ci dice proprio questo: i “cazzi miei” non sono né di destra né di sinistra, ma sono “i sacrosanti, totalizzanti stracazzi miei”, e perciò si salvi chi può, che chi non può, si caccia. Come i Rom di Opera, come Don Renato Rebuzzini, nel silenzio populista-demagogico più totale.

Written by Mauro Biani

settembre 21st, 2007 at 4:20 am

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Il Dubbio

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Nei commenti alla vignetta perplessa sul Vday, alcune amiche che hanno aderito all’evento mi ponevano delle domande. Cerco di rispondere, aggiornando (13.9.07) con qualche parola questo post.
Beatrice, Laura, avete il mio massimo rispetto e lo sapete.
Voi come i tantissimi che hanno firmato il manifesto del V day. Diciamo tutti. Ne capisco le motivazioni. La “casta politica” è vergognosa nei suoi privilegi immotivati, per me ancor più letale nel suo fallimento di un’etica politica (non solo nell’”onesta” del parlamentare, ma anche, come già trattato, nelle ordinanze, tipo quella sui lavavetri…), quindi nel riconoscimento e nella difesa di un bene comune, perfino nell’educazione al bene comune. Naturalmente generalizziamo, ‘che conosco politici seri e sobri. Ma io invece non ho firmato soprattutto perché il messaggio dell’iniziativa mi è sembrato assumere toni eccessivi, da crociata: di qua noi ggente buona di là la “casta partitica” cattiva. A questo punto mi collego al pezzo di Luttazzi su “il cosa e il come”, e vi prego di leggerlo, perché riesce ad esprimere, con una buona approssimazione, le mie perplessità sulla partecipazione all’evento. Dico le mie perplessità, i miei dubbi, perché, ripeto, so bene delle ottime intenzioni di tanti che hanno partecipato e, credo, anche di Grillo. Perciò alla fine della fiera, tolti gli orpelli, gli insulti (da una parte e dall’altra), quello che per me è importante non è tanto giocare alla delegittimazione o alla beatificazione di Grillo e del V day, ma tornare a discutere intorno al tema del ruolo della politica e del suo rinnovamento, alla partecipazione “dal basso” ( per me quella di matrice capitiniana: il “potere di tutti”), cercando di porre attenzione a quel filo, spesso esilissimo, che la divide dal populismo e dalla demagogia.

Written by Mauro Biani

settembre 12th, 2007 at 2:17 am

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