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C’è una cosa

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Aggiornamento (ore 20.44): Riccardo Orioles, da La catena di s. Libero 318
"Tecnica del colpo di stato. Ci sono due tipi di persone completamente differenti, in questi giorni, che appaiono confuse fra loro ma non hanno, come esseri umani, assolutamente nulla in comune. Quelli che in buona fede "difendono la vita" e la danno giustamente un valore superiore a ogni altra cosa. E quelli che difendono semplicemente un potere. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

febbraio 9th, 2009 at 11:42 am

Disquisizioni sulla memoria

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La vignetta (uscita su Emme, con lUnità di lunedì 12) si riferisce alla proposta di legge che vuole assegnare lo status di combattente a chi aderì a Salò.
Poi riporto a seguire, una riflessione (dalla "catena di s.libero" 14 gennaio 2009 n. 380) di Riccardo Orioles sulla situazione in mediooriente, e non solo. Buona lettura.
Maschi adulti e bambini
Va molto bene, la guerra contro i bambini. Dopo tanti falsi allarmi e delusioni, finalmente stiamo vincendo noi adulti, senza discussioni. Dopo anni e anni di lotta – in Bosnia, in Africa, alle fermate dei bus a Tel Aviv, davanti alle baracche dei campi profughi in Palestina – si comincia a intravvedere una svolta, una soluzione. Non possono più resistere molto a lungo. Non è solo questione di tecniche moderne, di bombe al fosforo e cinture esplosive. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

gennaio 13th, 2009 at 5:13 pm

Mafie e informazione: “Parla, Santapaola!”, “Zitto tu, Fava!”

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La mia vignetta e il pezzo di Orioles, oggi su Liberazione soir edition

"Parla, Santapaola!", "Zitto tu, Fava!"
di Riccardo Orioles, da “la catena di s. libero” n. 372 – 13 ottobre 2008 n. 371
"Io, Vincenzo Santapaola, vi dico…". Uno degli ultimi contenuti de "La Sicilia" di Catania, sotto forma di lettera, ma senza alcun intervento redazionale, è un vero e proprio editoriale di un boss mafioso. Contemporaneamente, e da oltre un anno, Ciancio vieta ai suoi cronisti di pubblicare dichiarazioni e notizie su Claudio Fava. Un episodio gravissimo, che segna un punto di non-ritorno. E la Magistratura? Ponzio. E l’Ordine dei Giornalisti? Pilato. Il gravissimo episodio di Catania – un esponente mafioso che usa il giornale di Ciancio per mandare i suoi messaggi – non ha suscitato le risposte istituzionali che sarebbero state prontamente date in ogni altra città.
1) La Procura di Catania, che da poco ha sequestrato per inadempienze burocratiche un povero foglio locale ("Catania Possibile") di denuncia, non ha ritenuto di intervenire sul ricco e potente quotidiano che ha favoreggiato di fatto il clan Santapaola.
2) L’Ordine dei Giornalisti non ha incredibilmente preso alcun provvedimento disciplinare – e quando , allora? – nei confronti del favoreggiatore. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

ottobre 15th, 2008 at 1:13 am

La mafia è una montagna di merda

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E ieri mentre vedevo un intenso “Primo Piano” dedicato a Peppino e ai 30 anni dalla sua uccisione, ho scoperto (da una inquadratura sul tavolo di Umberto Santino) di aver illustrato (nel 2006, la seconda edizione) la copertina di “PEPPINO IMPASTATO: anatomia di un depistaggio" (Editori Riuniti). Peccato che l’editore si sia dimenticato di avvertirmi (grrr). Ma comunque, mai stato tanto felice di un furto di copyright. L’illustrazione è estrapolata da questa vignetta del 2005. Tornando a “Primo Piano”, belli i compagni di Peppino che hanno parlato. Proprio belli, che purtroppo rilevavano: "mentre per il resto d’Italia siamo diventati quasi eroi, qui siamo da sempre emarginati". Ma concludevano: “se ci voltiamo indietro siamo contenti di tutto quello che abbiamo fatto”, e detto con una luce grande negli occhi. Li avrei abbracciati. Prima di proporvi un ottimo pezzo di Riccardo Orioles su Impastato, ricordo che domani su Liberazione esce Paparazzin 42. E’ sempre più bello e ricco di autori in gamba e ci sarà anche Peppino, peraltro secondo me, il più grande satirico italiano di sempre. Ecco ora lo scritto di Orioles, da: la Catena di S. Libero 362 del 7 maggio:
“Trent’anni fa veniva ucciso Peppino Impastato, che lottava contro la mafia nella Sicilia di allora. Allora i boss s’incontravano con gli esponenti del governo, la mafia stava nei grandi affari, i giornali tacevano e quelli come Peppino erano presentati come estremisti folli con chissà che idee strane in testa. Sono passati trent’anni: cos’è cambiato davvero? Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

maggio 10th, 2008 at 4:00 pm

Hanno privatizzato la politica

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Le vignette: quella accanto uscirà domani su Liberazione e quella sotto è uscita ieri su Emme (lUnità). Ieri, invece, su Liberazione era uscita questa.
Poi ricevo da Riccardo Orioles e pubblico volentieri, una implacabile e lucida analisi del dopo voto. Si può essere più o meno daccordo, ma certamente è una disamina che non fa sconti a nessuno, compresi ognuno di noi, un contributo di riflessione prezioso e difficile da rintracciare in qualsivoglia giornale. Buona lettura, fino in fondo.
"Promemoria. In sostanza, dopo la tivvù, l’acqua, i telefoni e un po’ di altre cose, hanno privatizzato la politica. Puoi votare Coca-cola e questo è facile, basta votare per l’uomo più ricco del regno sperando che qualche soldino rotoli fino a te. O puoi votare Pepsi, e qui devi perdere un po’ più di tempo a leggere i giornali. Comunque per uno dei due. Alla fine ha vinto Berlusconi ma ha vinto – a modo suo – pure Veltroni. Abbiamo perso Peppone, Don Camillo, ed io. Read the rest of this entry »

Written by Mauro Biani

aprile 15th, 2008 at 9:59 pm

Meglio fabbro che monsignore

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Di Padre Concetto Greco ne avevo parlato già qui, quando Fabio D’Urso lo aveva incontrato per Casablanca nell’intervista-reportage: “Meglio fabbro che monsignore”.
Qualche giorno fa Padre Greco è morto e Riccardo Orioles lo ricorda nella sua “Catena di San Libero” n. 356. Ricordo che si incrocia con le sue riflessioni per il venticinquesimo anniversario della nascita de “I Siciliani” di Pippo Fava. Buona lettura, fino in fondo.

E’ morto un prete a Catania, che si chiamava padre Greco. Non è una notizia importante e fuori dal suo quartiere non l’ha saputo nessuno. Eppure, in giovinezza, era stato un uomo importante: uscito dal seminario (il migliore allievo) era "un giovane promettente" ed era rapidamente diventato coadiutore del vescovo. Io di carriere dei preti non me ne intendo ma dev’essere qualcosa del tipo segretario della Fgci, e poi segretario di federazione, comitato centrale, onorevole e infine, se tutto va bene, ministro. Comunque lui dopo un anno si ribellò. Che cazzo – disse a se stesso – io sono un prete. E il prete non sta in ufficio, sta fra la gente.
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Written by Mauro Biani

novembre 17th, 2007 at 3:09 am