Non dormirete più la notte. La scuola.

leave a comment

Oggi scrivo. Mi serve. La vignetta a latere c’entra poco, ma poi chissà.
Non dormirete più la notte. "Paranormal Activity"? No, peggio. Mi riferisco al “Presa Diretta” di Riccardo Iacona sulla scuola domenica scorsa. Quest’uomo deve finirla di far parlare la verità. Non ci siamo, non siamo abituati.
Lo spaccato della situazione formativa italiana (scuole dell’obbligo e superiori) è chiarissima, anche troppo. Nessuna casualità, nessuna disorganizzazione italiana, nessuna crisi. Il disegno di smantellamento della scuola pubblica è evidente come il sole. Le scuole “paritarie” sono più paritarie delle altre, parecchio di più. E alla domanda: ma i migranti, per dire, com’è che non c’è n’è uno? Risposta: beh innanzitutto non hanno i soldi per iscriversi (alla faccia dei contributi alla “libera scelta”) e poi sa il contesto, la quotidianità degli eventuali compagni: le feste, dove vanno nel tempo libero, le vacanze che fanno. Insomma pur volendo non possono reggere i ritmi dei compagni, andrebbero in depressione si sentirebbero diversi. E i bambini disabili? Eh costano, sa’ hanno bisogno del sostegno, di attenzioni in più…
Ma infatti, non siamo noi che siamo razzisti, classisti, discriminatori, sono loro che sono negri, handicappati, poveracci.
Penso a mia madre che negli anni ’70 da insegnante di lettere a Ladispoli andava a “riacchiappare” i ragazzi (italianissimi) presso le case di villeggiatura vuote nelle quali si erano introdotti per rubare. Ricordo i suoi anni di insegnamento a Centocelle e le situazioni diffuse di disperazione e abbrutimento dove la scuola era un’oasi di ascolto, aiuto e conoscenza. La vedo nei campi nomadi a convincere (ancora quest’anno ormai da pensionata e volontaria totale) le famiglie a mandare con continuità i ragazzi a scuola, facendogli finanche lezioni di recupero nello stesso campo.
Spero che non veda la trasmissione.
Le scuole pubbliche di Enna, di Messina, lasciate in rovina (strutture pericolanti, zone sismiche e fondi inesistenti), lasciate alla buona volontà degli insegnanti e ai contributi volontari dei genitori. Umiliando i docenti, umiliando le famiglie.
Spero che mia madre non veda.
Non veda la “mala educacion” degli istituti privati, pieni di ore di danza, computer, lingue, musiche, teatro, vuote di Insegnamento alla vita, agli altri. Competitorifici fini a se stessi che alle materne pensano alla carriera del neonato piuttosto che alla sua formazione alla vita, alla conoscenza,alla curiosità.
Spero che mia madre non veda.
Paradossalmente in rovina tutte e due: la scuola pubblica (col mercato dei precari ridotti a bestie) e quella “parificata”, nella completa mancanza di prospettiva di progetto formativo, di conoscenze diffuse e quanto più condivise, di Futuro.
Parlate di meritocrazia. Voi che non sapete, che non vi importa, ideologhi del nulla siliconato di slogan, voi che non conoscete, che non sapete neanche fare. L’umiliazione del concetto stesso di Scuola, di Educazione. Di Futuro. L’ignoranza del proprio giardinetto, la miopia del proprio villino fresco di catrame e cani da guardia.
Chi resta indietro? Zavorre, sempre più zavorre. Come prevedibile si dice immigrato, rumeno, albanese, negro, ma si pensa già ai poveri (sempre di più) ed eccoci ai disabili. Ci siamo. Un giorno toccherà a tuo figlio, tuo nipote, magari perché è “meglio che vada a lavorare”. Risulta dal test.
Spero che mia madre non veda. Invece ha visto e dall’altro capo del telefono ripete, ossessiva, l’articolo 3 della Costituzione, le pari opportunità. Pari opportunità negate persino a chi nelle scuole parificate volesse sedersi su un prato insieme ai suoi alunni, solo per sentire e capire l’erba, non solo per il corso, chessò, di golf. Iacona non le fare più ‘ste trasmissioni, sono inutili quanto chi parla ancora di educazione.
Par condicio. La televisione parificata stasera propone Sanremo.

Written by Mauro Biani

febbraio 16th, 2010 at 9:35 pm

No Responses to 'Non dormirete più la notte. La scuola.'

Subscribe to comments with RSS or TrackBack to 'Non dormirete più la notte. La scuola.'.

  1. Grazie per questo tuo scritto, siamo rimasti in pochi, credo, a ritenere che la Scuola (pubblica) debba avere una "visione" di Futuro e di Formazione Vera.
    Patrizia Tanda, maestra "elementare" e non "di scuola primaria"

    utente anonimo

    16 Feb 10 at 22:10

  2. Mauro,
     ti dico solo che noi dobbiamo mettere la cartaigienica nello zaino di mia figlia! Ma io non demordo e non la manderò mai alla scuola privata!
    Dario.

    darix73

    17 Feb 10 at 14:47

  3. I ragazzi dell’istituto navale di Messina, ogni giorno, passano da un edificio all’altro per trovare una minuscola aula dove imparare.
    E lo fanno con una dignità e disciplina incredibili. E con loro i loro insegnanti.
    Si, insegnanti, perchè non offrono solo il loro sapere, con il loro agire quotidiano insegnano la vita, insegnano a resistere.
    E quei ragazzoni, stretti nei banchi, insegnano ai loro professori nuovi motivi per andare avanti…nonostante tutto.
    Ma chi la vuole la piscina e il campo da golf…ma non fateci schiattare sui banchi!!!!
    Il problema non è solo potersi permettere o meno la scuola privata. E’ che la scuola privata fa schifo!!!!!
    Ma a che gli serve saper parlare 3 lingue se non conoscono le regole del dialogo? A che gli serve internet se non sanno essere curiosi? A che gli serve una scuola piena di oggetti e arredi ma vuota di vita?
    Le scuole paritarie sono dei lager, dove ad essere torturata ogni giorno è la mente di poveri adolescenti, dove si vive in una illusione terribile di libertà e potere, dove le informazioni arrivano distorte e false, dove si racconta un mondo che non esiste, dove le catene non sono ai piedi ma alle idee e ai sogni.
    Beh, tanto vale lasciare i figli davanti alla TV …no?

    Milena

    utente anonimo

    17 Feb 10 at 16:13

  4. Domenica sera ho commentato in questo modo.
    Ciao, Francesco!

    utente anonimo

    17 Feb 10 at 18:31

  5. Ho sperimentato asilo nido privato e pubblico. Non c’è paragone di struttura,spazi,metodo, professionalità delle maestre. Il pubblico vince alla grande. Ho sperimentato genitori che lamentano,in modo pesante e limitato, la carenza dell’attività didattica della materna…pubblica in questo caso…devo fare profondi respiri e contare fino a 10,sempre. La didattica?? nn è una buona didattica quella che permette ad un bimbo di 4 anni di alzarsi tutte le mattine contento di andare a scuola e gli permette di raccontare, di recitare la storia di natale a memoria, di parlare degli amici con cui gioca,chiunque questi siano? ricchi,medi,poveri,stranieri,italiani,ritardati,caratteriali,agitati,tranquilli…circa 28 al giorno per una sola maestra la mattina ed una il pomeriggio?? Se questa didattica non va, e se è da sfigati pagare soli 39 euro al mese di mensa, propongo ai genitori in questione di spostare i propri figli alla scuola privata. Con profonda tristezza, ma anche capocciona…non siamo poi così pochi! Baci,M.

    utente anonimo

    17 Feb 10 at 19:17

  6. Caro Mauro,
    siamo anche terribilmente ingenui, perchè in un altro contesto, in un altro Paese (ammesso che possa ridurre così l’istruzione) il giorno dopo sarebbero saltati su parlamentari con interrogazioni, servizi tv, inchieste ulteriori, titoloni sui quotidiani. E l’ingenuità sta appunto nel credere che anche in questo Paese sarebbe potuto accadere qualche cosa.
    Le inchieste di Iacona sono grandi prove di giornalismo, quella di domenica scorsa è stata sconcertante più delle altre, perchè la scuola è il fondamento del vivere civile, una buona scuola pubblica, chiaro.
    Invece silenzio su tutta la linea.
    Ingenuamente penso all’imbarazzo della somara unica… Altro eccesso di ingenuità, perchè nè imbarazzo nè vergogna affliggono lei e tutta la combriccola. Che invece faranno sogni d’oro.
    Poi verrà un giorno…

    Un caro saluto.
    Frank57

    Frank57

    18 Feb 10 at 18:45

  7. Ma quale indignazione ci si aspetta da una classe politico dirigenziale che pur essendo da sempre schierata a sinistra e in alcuni casi anche atei o quanto meno agnostici manda i propri figli in scuole rigorosamente private e magari anche cattoliche gestite da suore e/o preti.
    Poco importa se poi i bambini si sentono fra due fuochi, la loro voglia di credere in Gesù del Quale sentono la presenza nelle loro (tante) ore di scuola e il sarcasmo e l’indifferenza con cui questo loro sentire viene trattato fra le mura domestiche. La superficialità con cui alcune madri considerano i dialoghi interiori fra bambino e Gesù, per non parlare del segreto della confessione << … ma io sono tua madre a me puoi dire tutto mica a Lui…>>.
    Viviamo in un mondo dove non c’è coerenza dove ciò che conta è solo il proprio interesse, e ovviamente una massa di ignoranti si manovra meglio di un popolo colto e consapevole. Sanno bene da dove cominciare a garantirsi l’oggi e assicurarsi il domani.

    smiagola

    20 Feb 10 at 23:14

  8. Ma che te devo di' Maurè…ogni giorno vado a scuola e lavoro per istruire, educare e formare al meglio i miei alunni…è una tela di Penelope…nelle ore di lezione metto su ordito e trama che poche ore di televisione disfano sostituendo al tessuto che avevamo costruito una tela colorata e piena di lustrini! Il gorno dopo ricomincio imperterrita  a tessere e a tessere, ricucendo gli strappi!

    theobserver

    28 Feb 11 at 14:49

  9. Il tuo scritto è molto bello, sentito e partecipato. L'ho letto con molto interesse perché vinto dalla curiosità di vedere un vignettista del tuo calibro  alle prese con la "calligrafia" e poi perchè sono un ex insegnante (di lettere) in pensione da cinque anni. Cinque anni di rimpianti, di nostalgia dei miei ragazzi che rimarranno miei per tutta la vita! 
    E adesso sento quel bolso cafoncello che parla di scuola di Stato proprio lui che non l'ha mai frequentata e sento pure la ministra riscaldata, anche lei laureata in una comoda università, pubblica, usata come deterrente alla sua impreparazione, che prende le sue difese. Loro non sanno e forse è meglio che non sappiano cosa vuol dire essere "maestri" e avere la responsabilità di EDUCARE dei giovani virgulti con gli occhi appena spalancati sul mondo! E' una gioia vederli crescere, un piacere osservarli nell'impegno e anche nel gioco, accompagnarli alla maturità avendo il cuore gonfio per quello che li aspetta in questo mondo feroce.
    Un giorno di questi ho incontrato uno di questi ragazzi per la strada: era con la  moglie e due figli. Non lo vedevo da tempo perché come molti ragazzi del Sud, mio figlio compreso, emigrano al Nord in cerca di sicurezza. Abbracci, baci, tremore nelle mani e nella voce e poi una sua confessione. "l'ho sentita poco quando parlava di letteratura ma molto quando spiegava come dovrebbe esssere vissuta la vita. Questa è stata la sua lezione che ho mandato a memoria, grazie professò!"
    In quello stesso momento ho capito che è valsa la pena vivere questa vita perché, come diceva Saba "Nulla riposa della vita come/la vita!"
    Cia Mauro e ancora compimenti.
    Francesco Tortolone.

    utente anonimo

    28 Feb 11 at 16:57

Leave a Reply

*