A regazzì dateve ‘na mossa a finì ‘sti 2 disegnini, che qua dovemo chiude: Emme.

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A proposito della vignetta: "se arriviamo", appunto.

La vignetta è uscita ieri lunedì 19 gennaio, col penultimo numero di Emme. Sì perchè lUnità chiude Emme. E il prossimo sarà l’ultimo. Questioni finanziarie (come quelle che hanno fermato Paparazzin su Liberazione) e lo spiega Staino nella lettera ad autori e ai lettori che riporto integrale alla fine del post. Questioni finanziarie verissime (come quelle di Liberazione), ma poi ci sono le scelte. Che tagliamo? Tagliamo la satira. Tagliamo quei laboratori di idee, quel linguaggio di opposizione al potere e di svelamento delle contraddizioni che ormai è merce rarissima nel clima di appiattimento generalizzato.
Finisco il post lasciandovi alle spiegazioni di Staino, che intanto ringrazio per aver creduto nell’impresa fino all’ultimo ed oltre, e per aver creduto in un manipolo di giovani autori (accanto a quelli navigati).
Arrivederci Emme
In un incontro che ho avuto in queste ore alla sede de l’Unità con il direttore Concita De Gregorio e con il nuovo amministratore delegato Antonio Saracino, sono stato informato, con mia grande sorpresa, che la proprietà del giornale considera tuttora valido e in vigore, per quanto riguarda il supplemento Emme, il contratto stipulato nel 2007 e la conseguente disdetta inviatami nell’Ottobre 2008. In altre parole, Emme, per la proprietà, chiude con l’ultimo numero di Gennaio, cioè con il prossimo. E gli accordi presi con il direttore per il proseguimento di Emme all’interno del giornale ad 8 pagine, affiancato da un mensile da vendersi come allegato ad acquisto facoltativo? Un bellissimo progetto che però non ha, per usare un linguaggio governativo, alcuna copertura finanziaria e quindi va considerato nullo. Insomma, sembra che Concita ed io abbiamo fatto i conti senza l’oste, cioè senza considerare la situazione economica e finanziaria dell’editoria italiana e de l’Unità in specifico.

Oggi, per quasi tutti i consigli d’amministrazione, sembra che la riduzione dei costi sia il problema assolutamente prioritario e molti quotidiani, assai più agguerriti e forti della nostra Unità, stanno tagliando supplementi, decurtando pagine, collaboratori e stipendi di collaboratori. Quest’oggi tocca ad Emme e mi sembra che ci sia davvero ben poco su cui insistere o recriminare. Rimangono alcune speranze aperte, non certo di facile realizzazione: una forte e significativa impennata nelle vendite del quotidiano e il possibile inserimento di Emme in una rinnovata e fortificata presenza online de l’Unità. Vedremo. Per ora ci piace salutarvi con un arrivederci e, pur nel dispiacere della chiusura, gioire per questi due anni di vita che hanno riaperto le speranze di un giornale satirico in Italia, che ha messo insieme, in buona armonia, una discreta serie di cervelli satirici, molti dei quali davvero giovani e nuovi. Li ringrazio tutti, uno ad uno, così come ringrazio i lettori che ci sono stati vicini in questo non breve periodo. Ma un grazie ovviamente speciale lo rivolgo volentieri al direttore Padellaro e all’amministratore delegato Poidomani, che vollero darmi, nella primavera 2007, la possibilità di mettere in piedi questa bella scommessa e all’attuale direttrice De Gregorio, che ci ha dimostrato grande simpatia e fino all’ultimo ha tentato di farci sopravvivere sulle pagine del suo bel giornale. Speriamo di rivederci presto. Sergio Staino

Written by Mauro Biani

gennaio 20th, 2009 at 1:37 am

8 Responses to 'A regazzì dateve ‘na mossa a finì ‘sti 2 disegnini, che qua dovemo chiude: Emme.'

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  1. Un autentico dispiacere.

    Spero in un ritorno…

    kneff

    20 Gen 09 at 10:50

  2. Dai su!dobbiamo essere ottimisti!dicono loro a noi…38 ore a settimana per mille euro al mese…ed ora,con loro, anche peggio.Se possibile. Allora mi dico, coraggio davvero! Ma dal mio modo di vivere e sentire ha un altro significato.Coraggio,brother!

    utente anonimo

    20 Gen 09 at 13:04

  3. Mi dispiace moltissimo, è una chiusura molto più deprimente della crisi di Liberazione: spero che, anche se non con un giornale, i satirici di Emme continuino a collaborare

    Skeight

    20 Gen 09 at 14:03

  4. La bonta’ d’animo di Mauro gli ha impedito di affondare il coltello nella piaga, ma ci ho pensato io per lui a dimostrare che il problema non e’ la crisi dell’editoria, ma che certa editoria non vuole la satira nemmeno se e’ capace di portare soldi.

    Maggiori dettagli su:

    http://www.giornalismi.info/gubi/

    utente anonimo

    21 Gen 09 at 05:09

  5. Almeno quando rinascerà tutti diranno “sì è carino, ma non è come il vecchio Emme!”

    animasalva

    21 Gen 09 at 08:50

  6. Proposta: partire subito con un giornale di satira, Rilanciando. Numero 1 fine febbraio. Stiamo

    lavorando al progetto. sinistra affonda, sinistra nasce.

    riccardo orioles

    utente anonimo

    21 Gen 09 at 12:03

  7. Non ho parole. Cioè, ne ho poche e me le tengo. (Vado subito a leggere un manuale di satira beneducata, quella che non fa male – non fa niente – ma si può portare in società e disturba il giusto).

    Ma va, Orioles ha ragione.

    pipistro

    21 Gen 09 at 20:51

  8. Arrivo un po’ in ritardo…in ogni caso, Mauro, i cosiddetti tagli economici sono sempre dettati da scelte politiche. Spiace, ma è così.

    michelavitturi

    30 Gen 09 at 10:53

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