La Notte

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La notizia. E appropriato mi sembra il commento di Claudio Sabelli Fioretti: "Due donne kamikaze fanno una strage nel centro di Baghdad. La morte è sempre orrenda, la morte per attentato è peggio, la morte data da una donna è contro natura. Ma poi leggo che le kamikaze non erano due donne votate al suicidio. Erano due disabili, scelte dai terroristi probabilmente senza la loro consapevolezza, per andare fra i civili a seminare la morte grazie ad un congegno azionato con telecomando, a distanza, da altri. Probabilmente uomini. Solo gli uomini riescono a fare cose così schifose." (p.s. la vignetta uscirà su Vita di sabato 9 febbraio)

Written by Mauro Biani

Febbraio 5th, 2008 at 3:28 am

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  1. L’orrore si unisce all’orrore, Giulia

    giuba47

    5 Feb 08 at 10:07

  2. agghicciante!

    kneff

    5 Feb 08 at 10:30

  3. tanta notte, con l’alba sempre più lontana.

    Euridicea

    5 Feb 08 at 12:09

  4. Avranno pensato che un disabile è un uomo che “muore di meno”, per citare De Andrè.

    ma mi ha ricordato anche questa

    animasalva

    5 Feb 08 at 12:51

  5. e questi sono i post che poi ti portano a frequentare un blog vita natural durante.

    Grande Mauro.

    Gianf

    utente anonimo

    5 Feb 08 at 16:40

  6. Capitano a tutti momenti di flessione…

    forza biani, passerà.

    Sahishin

    5 Feb 08 at 19:23

  7. Animasalva,

    a me ha ricordata anche questa:

    ( Marika, Roberto Vecchioni- Rotary club of Malindi)

    Canta Marika canta che da domani tornano le stelle,

    canta noi siamo il sangue che scorre nella tua pelle,

    canta non ti fermare, non ti voltare, gira tra la gente,

    siamo nelle tue mani, un vento sale un vento scende

    dietro è il domani, domani è il presente.

    Canta Marika canta, come sei bella l’ora del destino,

    ora che stringi la dinamite come un figlio in seno,

    canta Marika canta, nel buio della storia,

    lucciola che si accende sul far della sera,

    canta Marika la nostra memoria.

    Non vedrò com’è il vestito che si comprerà mia figlia,

    la preghiera della notte intorno al fuoco di famiglia,

    non vedrò più l’uomo che mi seminava dentro il cuore

    l’ora dell’amore, l’ora dell’amore.

    Canta Marika canta siamo i tuoi occhi

    siamo il tuo sorriso, canta che Dio ti guarda

    che anche sulla terra c’è il paradiso,

    stringiti forte il fiore che porti sotto il vestito nero,

    volano duri petali per ricoprire il mondo intero

    non la tua terra, non il nostro cielo.

    Non vedrò più la mia terra, non vedrò

    i colori del mio cielo, l’albero che mi chiamava

    sulla via di scuola e rispondevo,

    il quaderno delle cose

    quelle che scrivevo a me sola;

    vola il tempo vola, qui che sono sola.

    Canta Marika canta la vita

    è semplice come un bambino

    e arriva l’alba di un nuovo mattino,

    dove mangeremo pane così tanto dolce

    che saprà di miele,

    senza vuotare mai un giorno il bicchiere

    senza vedere in cielo quei lampi e quei tuoni…

    Canta Marika canta, per la tua terra per la tua gente,

    perché sorgeranno case dove non c’era niente,

    perché giocheremo in cerchio intrecciando le dita,

    e potremo finalmente aspettare la vita.

    Canta Marika canta nel tempo che vola,

    canta Marika canta, che non sei più sola.

    Margherita.

    utente anonimo

    7 Feb 08 at 11:13

  8. Qui in Occidente siamo molto più evoluti: i disabili fisici/psichici possiamo ammazzarli direttamente nell’utero.

    Ah, poi sul fatto che “solo gli uomini sono capaci di fare cose così schifose”… Mi sa di stronzata quasi quanto quella del “uomo bianco cattivo – uomo nero buono”.

    Una delle persone più guerrafondaie dell’amministrazione Bush è donna, nera e probabilmente lesbica: più di così?

    Murmur

    utente anonimo

    7 Feb 08 at 16:50

  9. Murmur, credo che CSF si riferisse agli uomini in generale in quanto “specie umana” e non ai maschi. In quanto all’aborto trovo semplicistica la tua affermazione: non credere che sia una scelta facile. Io non mi ci sono mai trovato, ma non me la sento di stigmatizzare un comportamento (e una norma) che è nata per evitare del dolore e non per cagionarne.

    Margherita, è vero! Ma poi tra la Di Michele e Vecchioni io ci ho trovato sempre tanta affinità (non a caso condividono lo stesso produttore artistico, Lucio Fabbri): senti l’ultimo bellissimo album di Vecchioni.

    animasalva

    7 Feb 08 at 18:12

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