Populismi, demagogie, politica

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Stasera ho raggiunto il top. Vedo Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Si parla di Grillo, Vday, etc etc. Ospiti in studio: Sartori (politologo) pro, Polito (Margherita ex La Repubblica, ex Riformista) contro, Travaglio superpro, Sabina Guzzanti più pro che contro, etc. Nel dibattito in studio, riesco ad essere in disaccordo (perché mi appaiono perlomeno parziali e un po’ banali) con "i perchè" di, nell’ordine: Sartori, Polito, Travaglio, Guzzanti (Sabina), Santoro, la Borromeo ed anche con un giovanissimo spaurito, quanto compunto, esponente base DS. Perfino Vauro e le sue vignette mi sembrano scolorite. Un record. Poi, mentre “la tristezza mi avvolge come miele” (cit. Guccini), torno a lavorare ad Emme (il numero 2 esce lunedì). Quando mi segnalano (grazie Meri) questa notizia su Adista: Milano: trasferito il prete che ha difeso i Rom. Leggetela. Perché don Renato incarna un esempio di politica che mi rappresenta, è lui che rappresenta la Politica quella che vorrei, quella non demagogica, non populista, non da privilegiato. Quella etica, dell’accoglienza, del servizio, degli ultimi al centro. Lo facciamo un Don Renato Rebuzzini Day?
E allora perché siamo giunti a questo punto? Io propongo un contributo, sempre partendo da questo esempio di cronaca. Cliccando questo link trovate "ben" 3 risultati per questa notizia, uno di Adista, uno di Panorama e uno de Il Giornale. Gli ultimi 2 presumibilmente che informano i propri destri e-lettori del provvedimento. Ma nessun giornale (almeno on line) di sinistra o sedicente “democratico” che racconti, dimostri indignazione o perlomeno il dubbio. E così, tutti a rincorrere motivi (spesso riconducibili ad una generica “onestà” o “produttività” del politico) della gente di Grillo o dell’antipolitica dello scontento. Per me il motivo è più “lungo” nel tempo ed “educativo” relazionale (persino tra elettori ed eletti), specie nella sinistra. Quando ci si disabitua a guardare agli ultimi come ingiustizie da sanare, come a persone da accogliere, e la politica, lungi da essere servitrice dello Stato dialogante anche scomodo ma credibile con la cittadinanza, abdica allegramente al suo ruolo e, ad esempio, rincorre le pance con la “sicurezza” che “non è di destra né di sinistra”, tutto pian piano diventa che “non è di destra né di sinistra”. Niente è di destra né di sinistra, figuriamoci “i cazzi miei”. E difatti, lungi da essere rasSicurante, alla lunga l’esempio del politicante da “casta” ci dice proprio questo: i “cazzi miei” non sono né di destra né di sinistra, ma sono “i sacrosanti, totalizzanti stracazzi miei”, e perciò si salvi chi può, che chi non può, si caccia. Come i Rom di Opera, come Don Renato Rebuzzini, nel silenzio populista-demagogico più totale.

Written by Mauro Biani

settembre 21st, 2007 at 4:20 am

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  1. in effetti vauro un po sottotono…ma può capitare…e poi non è che il tema gli consentisse di spaziare con gli argomenti…(quella di mastella che levita bella però!)

    splendido l’episodio del segno di pace.un grand’uomo,non c è che dire.

    i leghisti mi sa che rivendicano LA LAICITA’ DELLO STATO solo in questo caso..

    tabagista1986

    21 Set 07 at 09:11

  2. Ma non sarà che il trasferimento di don Rebuzzini era ampiamente e da tempo previsto come lui stesso dice (oltre alla curia)? E che i giornali (e in questo caso la lega nord) come al solito ci marciano collegando due cose assolutamente non collegate? L’unico motivo di indignazione è il comportamente della Lega locale, ma in questo caso sono ben contento che non gli venga data alcuna rilevanza mediatica.

    Spyrocomics

    21 Set 07 at 11:15

  3. Spyro, Adista è un’autorevole agenzia di stampa che si occupa del mondo cattolico. L’articolo che hai letto pone perlomeno dubbi sull’accaduto e certezze sul “clima” creatosi. Ma è difficile pensare che alla base del trasferimento di don Roberto non vi sia il clima di tensione causato dal suo forte impegno in difesa dei nomadi del campo di Opera.

    M.

    broiolo

    21 Set 07 at 11:59

  4. Firenze, sacerdote digiuna

    contro l’ordinanza sui lavavetri

    Firenze, sacerdote digiuna
    contro l’ordinanza sui lavavetri


    FIRENZE – Un sacerdote fiorentino, Alessandro Santoro, ha indetto una protesta clamorosa: uno sciopero della fame, contro l’ordinanza sui lavavetri di Palazzo Vecchio.

    Don Santoro – animatore della Comunità delle Piagge, quartiere alla periferia della città – questa mattina si è piazzato all’ingresso di Palazzo Vecchio. Che oggi ospita il convegno “Verso una società multiculturale”, promosso dal Ministero dell’Interno e dall’Anci. Il sacerdote ha con sé un cartello con la scritta ”oggi digiuno per l’immediato ritiro dell’ordinanza sui lavavetri”.

    ”Bisogna dare un segno profondo a questa città – ha spiegato ai giornalisti – per far capire che così non si può andare avanti”. E sulla conferenza, ha aggiunto che ”qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dire che forse i lavori non dovrebbero continuare, finché l’ordinanza sui lavavetri non sarà ritirata”.

    utente anonimo

    21 Set 07 at 13:04

  5. Grazie, ci voleva qualcuno che lo dicesse!

    =Dani

    utente anonimo

    21 Set 07 at 15:55

  6. Perfettamente d’accordo. Ho manifestato anche io perplessità sull’azione politica (così si chiama) di Grillo e ieri Santoro ad Annozero sembrava avere i paraocchi.

    PacoSplinder

    21 Set 07 at 16:03

  7. L’intollerenza dove ci porterà?

    [..] “(indica il cavalcavia sopra al campo).”. Pardalian e’ rumeno come gli altri del campo alla periferia di Roma. Ci racconta a fatica dell’ultima aggressione, la seconda proprio la notte scorsa. Da questo cavalcavia dicono e’ arrivata una pi [..]

    latorredibabele

    21 Set 07 at 19:22

  8. bambini uccisi da sassate, bombe molotov, cittadini EUROPEI rimpatriati…

    che schifo…

    TYTTY_

    21 Set 07 at 20:08

  9. anche Grillo rischia l’intossicazione da politica. bisogna che tutti capiscano che per non farsi intossicare dalla politica, bisogna prima ripulirsi dal proprio narcisismo. e magari buttare un occhio ai più deboli, quelli che diventano il capro espiatorio di troppe situazioni. saluti, pippo.

    utente anonimo

    21 Set 07 at 21:05

  10. Leggo in ritardo questa notizia che mi sembra importantissima. Non tanto il motivo reale del trasferimento, ma le argomentazioni e il comportamento (oserei dire esemplare) di quel sacerdote, anticonformista come purtroppo se ne trovano pochi (mi pare, o quanto meno non se ne parla).

    La riporterò, nel mio piccolissimo. Magari la manifestazione a sostegno è difficile, ma se ci riesco mi piacerebbe tanto invitarlo a Genova a dire due parole in un “incontro”.

    Alexgenova

    11 Ott 07 at 09:32

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