E insistono a morire (e un aggiornamento: lettera aperta a Michele Serra)

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Aggiorno il post lunedì 3 settembre con una lettera aperta a Michele Serra in "risposta" al suo pezzo su La Repubblica di domenica 2 settembre (riportato integralmente alla fine del post). Ringrazio Animasalva per il suo contributo di idee e di confronto.
P.s.: il post è uscito su Liberazione del 4 settembre

Caro Michele Serra, come sempre ho letto la tua "amaca". Domenica, per parlare delle disposizioni sui lavavetri hai scelto la critica del cosiddetto "benaltrismo". Come quello di alcuni che per criticare i provvedimenti contro i lavavetri dicono: "in una società che non riesce a sconfiggere la mafia e spesso lascia impuniti i grandi crimini economici, con quale diritto persegue i miserabili?". Condividi, dicendo però di non volere rimanere prigioniero del benaltrismo. E da qui arrivi al punto dicendo: "Ci sono semafori, nelle grandi città, che sono diventati piccoli posti di blocco dedicati al taglieggio, specie ai danni di donne sole. E se il problema non è degno di raffronto con la fame nel mondo, o con la guerra in Iraq, è però un indizio tangibile di insicurezza e di sopruso. (…) la risoluzione di piccoli problemi appartiene con pieno diritto alla nostra vita. E più passa il tempo, più mi convinco che la cura delle piccole cose è la via diretta alla cura di quelle grandi." Innanzitutto, siamo sicuri che quello in questione sia un "piccolo problema"? Forse dal punto di vista dell’automobilista, la presenza di un lavavetri al semaforo è davvero un piccolo problema: quasi un disturbo visivo e poi 50 centesimi sottratti, eventualmente, al meritato stipendio; un odore troppo forte di sudore che penetra dalla fessura del finestrino. Un piccolo problema. Ma dall’altra parte del finestrino c’è un grande problema, il dramma dell’emarginazione e dell’abbandono, la tragedia della disuguaglianza sociale, il grosso, enorme problema della povertà, della miseria, che costringe uomini e donne di nazioni diverse a emigrare e mendicare pochi euro in cambio di un servizio solitamente innocuo. Perciò credo che molte delle critiche alle disposizioni contro lavavetri non c’entrino nulla col benaltrismo. Un amico oggi mi ricordava: "Quando io aderii alla Fabbrica del programma, Prodi esordì così: la mia politica si basa su questa frase: "ci sono anche gli altri". Gli altri. Allora mi domando quanta voglia ci sia (a parte casi di violenza o di racket che vanno naturalmente repressi) di assecondare la chiusura (persino relazionale) progressiva nel – mio diritto di vivere in pace – , fregandomene del diritto di sopravvivere di un "miserabile", dell’“Altro”? Così mi viene da pensare (ribaltando il benaltrismo e riprendendo la tua chiusa sulla "cura delle piccole cose come via per le grandi"): vuoi vedere che essere perlomeno tolleranti nei confronti del diritto di vivere di un lavavetri, può essere la via che conduce ad una maggiore attenzione (per usare i tuoi esempi) alla mafia, alla fame del mondo, alla guerra in Iraq… Un’ultima cosa. A leggere i giornali o a guardare i tg, pare che l’essere contro un provvedimento del genere sia la cosiddetta sinistra radicale. Invece la mia esperienza di questi giorni mi racconta di opinioni pro o contro trasversali, e nel dissenso al provvedimento di esperienze trasversali, di molte persone moderate, fuori dagli schieramenti partitici, ma certamente con un’idea politica forte: "ci sono anche gli altri".
p.s. una domanda finale, non una provocazione credimi, che mi pongo e che ti pongo: cosa fanno in questi giorni le persone che non sono più ai semafori a lavare i vetri?

Michele Serra, l’amaca, La Repubblica. Domenica 2 settembre 2007
IL COSIDDETTO giro di vite contro i lavavetri ha provocato parecchie reazioni indignate. In genere rimandano a una differente etica dei delitti e delle pene: in una società che non riesce a sconfiggere la mafia e spesso lascia impuniti i grandi crimini economici, con quale diritto persegue i miserabili? Condivido l’obiezione. Ma non voglio restarne prigioniero. C’è in molte persone di sinistra la virtuosa ma inconcludente abitudine di spostare l’analisi sempre di parecchi palmi più in là, a costo di trascurare la cocente banalità del quotidiano. Ci sono semafori, nelle grandi città, che sono diventati piccoli posti di blocco dedicati al taglieggio, specie ai danni di donne sole. E se il problema non è degno di raffronto con la fame nel mondo, o con la guerra in Iraq, è però un indizio tangibile di insicurezza e di sopruso. Un furibondo Asor Rosa ha scritto che prendersela con i lavavetri è come inseguire le mosche con un giornale arrotolato. Ma le mosche (animali sinantropici tra i più molesti secondi solo ai piccioni) le abbiamo più o meno tutti inseguite, con giornali o altro, e non perché siamo mostri, ma perché la risoluzione di piccoli problemi appartiene con pieno diritto alla nostra vita. E più passa il tempo, più mi convinco che la cura delle piccole cose è la via diretta alla cura di quelle grandi.

Written by Mauro Biani

Settembre 1st, 2007 at 3:12 pm

No Responses to 'E insistono a morire (e un aggiornamento: lettera aperta a Michele Serra)'

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  1. come la tristezza per queste vite perdute

    animasalva

    1 Set 07 at 18:22

  2. Fa comodo montarci un caso.. chiedete però a noi fiorentini… anzi alle fiorentine.. a cui veniva sputato in faccia dai lavavetri se non pagavano il “pizzo”.. basta demagogia…

    utente anonimo

    2 Set 07 at 14:11

  3. Io sono per la sicurezza e per la legalita!

    E’ il momento del benaltrismo, ora ci si mettono pure gli intellettuali di sinistra… Asor Rosa minaccia le dimissioni, Bertinotti dice che bisogna preoccuparsi della vera criminalità così la coscienza è a posto!

    Mentre trovo corretta la proposta di creare dei corsi di formazione per lavavetri e la creazione di spazi appositi in cui gli automobilisti possano fermarsi senza intralciare il traffico.

    Lear

    lear56

    2 Set 07 at 15:43

  4. Utente anonimo che firmi il commento numero 2, io vivo a Firenze. Nessuno mi ha mai sputato sul parabrezza e se lo avessero fatto mi sarei fermato, avrei chiamato i vigili con il cellulare, avrei aspettato il loro arrivo e avrei denunciato quel comportamento.

    Poi chissà perchè ho l’impressione che ogni commento della vicenda che parli così genericamente di una categoria (“sputato in faccia dai lavavetri”…dio bono e che era una tempesta?), e lascia accuse così poco circostanziate, ha l’aria prorpio di uno sputo sulla faccia di quei miserabili, che certo non hanno web e giornali per poter avere un contraddittorio.

    animasalva

    2 Set 07 at 18:54

  5. Nuovi valori

    [..] Nuovi valori per il Partito democratico? Non mi diverto affatto a ribattere quotidianamente a quanti, a vario titolo, sostengono la linea di Domenici sull’ordinanza contro il lavavetri. D’altra parte non riesco a non rilevare le contraddizioni di quan [..]

    animasalva

    3 Set 07 at 10:17

  6. Michele Serra è diventato ormai un sepolcro imbiancato. Da Cuore a La Voce del Padone.

    utente anonimo

    3 Set 07 at 12:59

  7. l’ultimo commento era mio: Serra è un sepolcro imbiancato e basta. pippo.

    utente anonimo

    3 Set 07 at 12:59

  8. l’ultimo commento su Serra sepolcro imbiancato era mio. pippo.

    utente anonimo

    3 Set 07 at 13:00

  9. Il destino di tutti gli esseri umani è legato da un filo indissolubile. Non possiamo pensare a noi stessi e al nostro benessere senza considerare gli “altri”. Ma forse è troppo faticoso pensare agli “altri”. Dovessimo iniziare a riflettere, per carità…

    mericonci

    3 Set 07 at 14:00

  10. Sono il signor utente anonimo di firenze.. caro compaesano.. infatti non ho detto che hanno sputato a me… ma ad una signora davanti a me.. se però per te è normale farsi 5-6 semafori per andare a lavoro (non ad una rave party) e combattere.. allora va bene… va bene tutto.. poverini.. è colpa mia o della signora.. saluti da tutti e due..

    utente anonimo

    3 Set 07 at 17:26

  11. sono un po’ stanca di tutta questa storia della sinistra e della legalità. Ma chi vi autorizza a pensare che chi è control’ordinanza dominici sia per l’illegalità? ma come vi permettete? Ma chi vi ha detto che siete dalla parte della ragione sol opeché siete dalla parte dell’ordine? Finimmo male in questo paese nel 1922,il 28 ottobre per l’esattezza. I bravi cittadini controil disordine e il degrado…. scesero in piazza!

    aceto

    3 Set 07 at 18:18

  12. c’è un’altra falsificazione: riconoscere agli altri il diritto alla sopravvivenza non è altruismo. è semplicemente un fondamento della civiltà. per questo il Michele Serra mi è diventato doppiamente falso. pippo.

    utente anonimo

    3 Set 07 at 19:12

  13. .. certo e se stupro una donna rivendico il mio diritto a procreare..

    utente anonimo

    3 Set 07 at 20:39

  14. Ecco, la metafora dello stupratore ci mancava proprio. Complimentoni.

    M.

    broiolo

    3 Set 07 at 22:58

  15. Caspita, ma da cosa deriva, ultimamente, questa migrazione in massa di intellettuali da curva sud al blog di Mauro?

    Sarebbe bello far il verso invocando tolleranza zero, cancellazione, se non fosse che il fascino perverso di certi commenti merita di mostrarsi in tutta la sua maestosità.

    Sarà solo una mia impressione, forse: ma quel che mi colpisce, oltre alla frequentissima carenza logica degli argomenti, è l’ostentata mancanza di un residuo di umanità. Sembra tutto brodo da rissa televisiva, ed atteggiamento ultrà, mentre la complessità si rifugia in anfratti lontani, l’argomento pare secondario, quando non ininfluente. Figuriamoci le vite umane, spiacevoli all’occhio. Indifferenza, anche per la strage di migranti.

    utente anonimo

    3 Set 07 at 23:18

  16. Parole sante, caro anonimo #15, è l’umanità che mette in crisi a destra (come da copione) ma anche da sinistra (e non parlo solo delle ultime questioni di firenze). Impera la semplificazione da slogan televisivo. Per me continuerò a fare del “mio peggio” da queste parti, insisterò, perchè la satira (o il ragionamento) non può fare a meno di mettersi e mettere in crisi.

    Mauro

    broiolo

    4 Set 07 at 01:38

  17. I Miserabili

    [..] [..]

    paparazzin

    4 Set 07 at 03:02

  18. non vorrei annoiare ma trovo questo articolo di Travaglio molto appropriato. pippo.

    ****

    Facite ammuina

    di Marco Travaglio

    Si può essere contrari alla decisione della Confindustria di espellere i soci che pagano il pizzo? No che non si può. Come non si può che essere favorevoli alle politiche dei sindaci per la sicurezza nelle città. Eppure qualcosa non torna. Prendiamo la guerra ai lavavetri a Firenze: è senz’altro molto interessante interrogarsi se l’ordinanza Cioni sia di destra o di sinistra e domandarsi che cosa ne direbbero Rudy Giuliani e i padri del comunismo (l’altroieri il Cioni si paragonava a Pecchioli, subito smentito dalla figlia di quest’ultimo; ieri il sindaco Domenici spiegava che Lenin sarebbe molto fiero di lui). Ma forse è più interessante chiedersi se l’ordinanza serva a risolvere il problema. I magistrati interpellati sul tema hanno già risposto che non serve a nulla, se non a ingolfare i tribunali di processi inutili, che si concluderanno dopo qualche anno con condanne virtuali a carico di imputati ormai irreperibili; e a riempire di secchielli e spugnette gli uffici dei palazzi di giustizia destinati ai corpi di reato. Questo per dire che è vero, l’ordinanza anti-lavavetri non è né di destra né di sinistra: infatti è inutile. Vediamo ora l’ultima mossa di Confindustria: fuori chi cede al racket della mafia. Splendido segnale, encomiabile iniziativa dopo anni di silenzio omertoso. Ma la domanda è sempre la stessa: punire chi paga il pizzo è utile a combattere il pizzo? Stando ai dati ufficiali, a Palermo pagano il pizzo oltre il 90 per cento dei commercianti e degli imprenditori. Dunque, se tutti coloro che pagano il pizzo venissero scoperti ed espulsi, a Palermo la Confindustria dovrebbe chiudere i battenti, e così la Confcommercio e la Confesercenti. Per fortuna di chi paga il pizzo, il suo nome e le prove a suo carico sono più inaccessibili e misteriosi del terzo segreto di Fatima. Il vero problema è come scoprire chi paga il pizzo (ma soprattutto chi lo impone), non che fare di lui dopo averlo scoperto. Senza dimenticare che pagare il pizzo è un pessimo comportamento, ma quasi sempre è questione di vita o di morte: o paghi, oppure ti ammazzo o almeno ti rovino. Tant’è che chi cede alle estorsioni non è penalmente perseguibile, essendo vittima di cause di forza maggiore. Anziché punire chi cede, bisognerebbe cominciare a premiare chi non cede e denuncia: ma l’esperienza dei (pochi) imprenditori e commercianti che, sull’esempio di Libero Grassi, hanno deciso di resistere al racket, abbandonati dallo Stato ma non dalla mafia, insegna che conviene pagare. E, finchè lo Stato non dimostrerà che conviene ribellarsi, la gente seguiterà a pagare. La prospettiva di esser espulsi dalla propria associazione di categoria è una minaccia paragonabile a quella della mafia (attentato o morte), e dunque sufficiente a scoraggiare chi vuole pagare? La risposta naturalmente è no, dunque tutto continuerà come prima. Salvo che i vertici di Confindustria, come sindaci e assessori della “tolleranza zero” a parole, fanno un po’ di bella figura a costo zero. Le due campagne sono quanto di più italiano, o italiota, si possa immaginare: il solito “facite ammuina” di borbonica memoria. Confindustria e le altre associazioni di categoria sono piene di imprenditori, manager, banchieri e commercianti che evadono le tasse, o pagano tangenti, o accumulano fondi neri, o taroccano bilanci, o truffano i risparmiatori, o fanno affari con la mafia, o impiegano lavoratori in nero, o abusano del precariato, o negano ai dipendenti le condizioni di sicurezza minime facendo lievitare a livelli da terzo mondo gl’infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il tutto senz’alcuna lupara puntata alla tempia, ma solo per bieca cupidigia. Gente condannata in Cassazione o beccata dall’Agenzia delle entrate o dall’Inail o dall’Inps, con nome e cognome. Perché non si comincia a cacciare costoro? Ma in che paese si espelle il barista che paga il pizzo per salvarsi la pelle e si mette al vertice dell’ Eni uno che pagava le mazzette al Psi per fare carriera e al vertice di Mediobanca uno che ha più processi che capelli? In Italia, naturalmente.

    utente anonimo

    4 Set 07 at 07:30

  19. Ma perchè il signor Mauro Biani prima di pontificare non è venuto a vedere cosa succedeva a Firenze negli ultimi tempi? Soprattutto contro le donne e le persone anziane, proprio i più deboli, quelli che le anime ipocrite come lui dicono di difendere.

    Che pena certi discorsi fatti dall’alto senza nemmeno prendersi il disturbo di conoscere e capire.

    Franco

    utente anonimo

    4 Set 07 at 07:59

  20. Buongiorno signor Franco,

    non abito a Firenze e quindi non conosco bene come lei la situazione.

    A me è capitato un pò di tutto:un signore mi ha sputato sul vetro e una ragazza mi ha disegnato un cuore, uno è stato insistente e molesto e un’altro mi ha lavato il vetro gratis, una mi ha stramaledetto e uno mi ha sorriso e ringraziato nonostante abbia detto “no, grazie”.

    La violenza, la maleducazione e l’estorsione sono sempre spiacevoli…SEMPRE!!!

    Quindi mi aspetto,per coerenza, la stessa identica indignazione difronte a chi ucciderebbe per un posto auto, al commerciante che ti risponde male o ti vende merce deteriorata rietichettata con una nuova scadenza ecc…

    I genitori sono quasi costretti a spendere cifre assurde per uno zaino “griffato” secondo il cartoon del momento, perchè la pubblicità e la società del possedere che svilisce l’essere vendono a tuo figlio la possibilità di appartenere al gruppo. Questo non è ricatto?Quel genitore non si sente forse taglieggiato?

    Vogliono farci credere che il problema sia il lavavetri, così perdiamo di vista tutto il resto.

    Milena

    utente anonimo

    4 Set 07 at 10:10

  21. chiunque abbia avuto a che fare con l’amministrazione, sa che il buon politico deve risolvere questi problemi con le strategie di governo e non con la politica degli annunci. che non risolve un bel niente e mette a rischio la sopravvivenza in vita dei lavoratori marginali. tutto è cominciato con il signor Cioni, la cui unica motivazione è che doveva lanciare la sua lista locale nelle imminenti primarie del PD. tutto qua, un mega spot, che dovrebbe indignare anche quelli che ritengono un lavavetri un grosso problema, ma che dovrebbero a mio parere essere perfettamente in grado di capire il raggiro, e che questi metodi non servono a niente. pippo.

    utente anonimo

    4 Set 07 at 10:26

  22. Gent. Milena, lei sta confrontando situazioni piuttosto differenti tra loro.

    Io credo che bisogna distinguere tra attività lecite e comunque richieste (il commerciante) e attività illecite, sgradevoli e non richieste (vedi i lavavetri molesti e violenti).

    E’ vero che ci sono commercianti disonesti, ma si possono evitare scegliendone uno onesto.

    E, credo, nessun commerciante disonesto le ha mai spaccato i vetri della macchina come hanno fatto di fronte a un rifiuto le bande che a Firenze taglieggiavano i cittadini.

    Credo inoltre che nessun negoziante l’abbia mai minacciata di morte (ha presente il gesto di tagliare la gola? era il più usato dai lavavetri) perchè non ha comprato il suo zainetto griffato.

    Nè che lei abbia mai incontrato un automobilista che le ha rovesciato nella macchina nuova il secchio dell’acqua sporca dopo averla insultata con parole irripetibili.

    Tutti fatti accaduti a Firenze negli ultimi tempi, e gli episodi simili sono davvero tanti.

    E lquesti delinquenti infami se la prendevamo soprattutto con donne e anziani, proprio le categorie più deboli e indifese.

    La assicuro che la situazione era davvero intollerabile.

    Franco

    Franco

    utente anonimo

    4 Set 07 at 13:36

  23. Sig. Franco, non giustifico ne difendo la violenza gratuita. Non credo che i lavavetri siano tutte brave persone ma neanche tutti assassini.

    Nonostante sia una donna non ho mai avuto esperienze come quelle che lei racconta, ne conosco persone che le abbiano avute. Eppure Roma non è certo Merano!!

    Forse è solo fortuna, forse è questione di atteggiamento, forse questa “gentaccia” è capitata tutta lì. Lei come se lo spiega?

    Rispetto alla violenza psicologica, non sottovaluterei quella cui è soggetto un bimbo che non ha lo zainetto griffato da esibire o quella procurata dai sensi di colpa di una madre che non può permettersi di aquistarlo.

    E’ una violenza meno eclatante, più sottile ma non meno mortificante.

    Ha mai subito una lavanda gastrica per una intossicazione da cibo avariato mentre suo nonno lotta tra la vita e la morte per lo stesso motivo? Beh, neanche io ma la cronaca è piena di racconti simili.

    Sono più i morti per “banali” avvelenamenti causati da commercianti “cattivelli”, che morti sgozzati dai lavavetri.

    Il lavavetri violento smetterà di minacciare persone al semaforo…andrà prima o poi a minacciarle altrove.

    Il lavavetri cortese e disperato smetterà di lavare vetri sporhi a chi lo gradisce…forse, per mangiare, cederà a più facili guadagni rubando auto.

    Due delinquenti al posto di uno!

    Ottimo risultato.

    Milena

    utente anonimo

    4 Set 07 at 14:19

  24. Il problema lavavetri ce l’abbiamo anche noi qui (a volerlo chiamare “problema”… Diciamo “fenomeno”).

    Per “qui” intendo la provincia di Latina.

    Il sud della provincia di Latina.

    Diciamo una realtà piuttosto tesa, in tutti i sensi.

    Latina è un bastione non di destra, ma proprio del FASCIO (l’odierna Latina sarebbe Littoria fondata da Mussolini, di cui ancora un canale porta il nome in questo capoluogo).

    Afferrato il quadro?

    Bè QUI, un provvedimento come quello di Firenze non sarebbe passato per la testa a nessuno.

    Credetemi: ci vivo.

    Il sentire comune è: meglio VEDERLI ai semafori che il non sapere dove cazzo e cosa cazzo vanno facendo in giro.

    …e forse qui, in un posto dove “arrangiarsi” è la parola d’ordine per tanti padri di famiglia, c’è un filo di empatia per ‘sti ragazzi che al semaforo ti parlano in un napoletano/romanesco buffissimo e con cui si scambia a volte qualche battuta.

    E’ pur vero che (sempre qui da noi) i lavavetri non sono tanto aggressivi (neanche con le donne sole) perchè gli automobilisti sono meno disciplinati che a Firenze, e ci pensano meno di una volta a stirarti sotto con la duna di quarta mano con cui vanno a guadagnarsi i 7 euro l’ora a nero.

    Anche se il torto viene commesso ai danni di qualcuno 5 auto più in là.

    E questo non coi lavavetri, con chiunque (ad esempio) si attardi ad attraversare col semaforo prossimo al verde.

    C’è una tale incazzatura latente, che si cerca tutti di non offrire scuse per un strage.

    …………………………………….

    Il problema di fondo (e mi tocca dar ragione a Biani con profondo malincuore, che contraddirlo è una gioia, hehehe 😉 è la pressione osmotica.

    E’ pura fisica.

    Ragazzi, con la fisica c’è poco da discutere.

    Il PIU’ preme verso il MENO.

    SEMPRE!

    O, dal nostro (fortunato) punto di vista, il MENO “succhia” dal PIU’.

    Adesso, questo flusso di energia (che in definitiva è la ricchezza, i beni, il potere) o viene canalizzato e domato e gestito in modo da ORGANIZZARE la pressione osmotica fino ad un utopico riequilibrio (o un sostenibile squilibrio), oppure, se si cerca di strozzare troppo il flusso, non funziona.

    La pressione trova altre strade nei tessuti che fanno da barriera, e vediamo spuntare piccole falle (per noi, zampilli per loro) ai semafori, o nei campi di cocomeri, o nei sottoscala dove i cinesi lavorano in 150 per mq.

    Facciamocene una ragione (1).

    Siamo in cima a una piramide umana, e, se vogliamo rimanere a quest’altezza, a quelli sotto gli devi menare mazzate di brutto e rinunciare a tutti i tuoi bei discorsi sui diritti umani etc.

    Oppure, sii coerente con il tuo pensiero illuminato e fattene ‘na ragione (2) che DEVI abbandonare queste altezze (almeno raggiunte in questo modo) se vuoi che nessuno porti sulle spalle nessuno.

    Oppure…. fattene ‘na ragione (3):

    Paga ‘sti 50 cent e zitto, e ringrazia il culo che hai avuto a nascere in quello strapuntino vicino al vertice della piramide.

    Cià, Mak

    PS

    (hei, io parlo della situazione lavavetri “normale” non di atti delinquenziali per i quali esistono già degli strumenti di legge a cui ricorrere.)

    PPS

    Certo che quello s’è rincoglionito con quell’esempio delle mosche.

    Quelli ai semafori so’ come noi a’ MicheleSè!

    E’ come se pigli a giornalate in testa uno che fa bzzzzzz perchè se sta a strozzà!

    …le mosche… tsè.

    utente anonimo

    4 Set 07 at 17:37

  25. hahhahaha, canemucca, grazie per il suporto e per gli argomenti 🙂

    animasalva

    4 Set 07 at 17:56

  26. Certo ci sono anche gli altri: cioè quelli che ti pagano lo stipendio…

    maSTella

    5 Set 07 at 00:04

  27. rimando al post odierno pennarossa.splinder.com

    per un contributo alla discussione

    Margherita

    “Quelli che, quando c’era Lui non c’erano i lavavetri (e manco le macchine!)

    quelli che, perché anche Lenin diceva “il problema è l’analisi concreta di una situazione concreta”,

    quelli che, sono il capro espiatorio della nostra coscienza,

    quelli che, occorre riappropriarsi dello spazio pubblico, oh yes ..

    Quelli che, bisognava pure da qualche parte cominciare,

    quelli che, i lavavetri a casa loro,

    quelli che, non possiamo lasciare la sicurezza alla destra,

    quelli che, in fondo non cambiavano nemmeno l’acqua troppo spesso, oh yes

    Quelli che, sono riusciti ad inventare il “benaltrismo”,

    quelli che, eliminiamo il rosso dai semafori,

    quelli che, non si fanno più i tergicristalli di una volta,

    quelli che, “se nun te scanzi te metto sotto”, oh yes ..

    Quelli che, un problema troppo grande per menti piccole,

    quelli che, gli italiani vogliono solo un po’ d’ordine,

    quelli che, raduniamoli tutti in una zona chiusa,

    quelli che, facciamo un albo dei lavavetri, oh yes ..

    Quelli che, risolvendo le piccole cose si risolvono pure le grandi,

    quelli che, meno semafori e più rotonde,

    quelli che, pensano che Cioni sia un personaggio di Benigni,

    quelli che, i lavavetri come artisti di strada, oh yes ..

    Quelli che, rischiano tre mesi di carcere … come i trafficanti di armi,

    quelli che, un lavavetri ha stuprato mia moglie ed ucciso i miei figli,

    quello che, avrei cominciato con i posteggiatori abusivi (Prodi),

    quelli che, la colpa è dei lavavetri o del blairsarkosismo?, oh yes ..

    Quelli che, citano Asor Rosa e la caccia alle mosche,

    quelli che, se i lavavetri sono un problema, quello che è successo a Duisburg come vogliamo definirlo?

    quelli che, … e niente mimose per l’otto marzo!

    quelli che … fine hanno fatto i lavavetri? ooohhhh yeesss …”

    utente anonimo

    5 Set 07 at 09:42

  28. Nonostante sia una donna non ho mai avuto esperienze come quelle che lei racconta,

    ******

    Milena ora lei fa torto alla mia e alla sua intelligenza scrivendo una banalità del genere. E’ ovvio che non ha mai avuto esperienze del genere, stiamo parlando di una situazione eccezionale che coinvolgeva Firenze non Roma.

    Forse non vi è ancora chiaro che negli ultimi tempi l’attività di lavavetri era gestita da alcune bande organizzate che si erano spartite i semafori e taglieggiavano con la violenza i malcapitati.

    Prima dell’avvento di questi delinquenti anche qui non era successo nulla di particolare.

    E s eil sindaco è intervenuto non è perchè ha ricevuto segnalazioni e denunce da 4 cittadini snob con la puzza sotto il naso, ma perchè ne ha ricevute migliaia da cittadini di ogni genere.

    Potrebbe un sindaco ignorare un fenomeno come questo? Credo propio di no, non farebbe di sicuro il suo lavoro.

    Poi mi scusi lei cade nel solito errore dei benaltristi quando parla di commercianti disonesti. Un sillogismo che davvero non regge.

    Siccome qualcuno ha mangiato cibo avariato allora non facciamo più nulla per la sicurezza nelle città?

    Siccome ci sono gli zainetti griffati non facciamo nulla contro violenza e sopraffazione?

    Ma che razza di discorsi sono? Un politico che facesse un discorso del genere passerebbe per grullo da queste parti.

    Poi c’è l’altro discorso sentito mille volte in questi giorni, la mamma di tutte le domande: dove andranno a svernare i lavavetri ora? (sembra una parafrasi del libro di Sailinger).

    A parte che non è un problema del Sindaco, vorrei far notare che queste bande non è che si limitavano a taglieggiare gli automobilisti, le altre attività illegali le praticavano e continueranno a farlo. Ma ripeto se ne occuperanno altre istituzioni dello Stato, lo stanno già facendo, e bene.

    Per quelli non appartenenti al racket sono già in ponte una serie di iniziative, basta leggere un quotidiano di Firenze e vi troverà tutte le informazioni.

    Non dico che sia molto ma è già un inizio.

    Meglio, molto meglio dei parolai che pontificano a vuoto dall’alto dei loro scranni e poi non fanno MAI nulla.

    Meglio, molto meglio dei finti buonisti che hanno una visione favolistica della realtà e fanno sfoggio di buone virtù senza mai pagare pegno. Perchè fare il buono a parole non costa nulla. E non fare nulla costa ancora meno.

    FRANCO

    utente anonimo

    5 Set 07 at 13:59

  29. su repubblica di domenica c’era anche un bell’articolo di gianni mura che fortunatamente faceva da contraltare a quello di michela serra, ma non riesco a recuperarlo…

    utente anonimo

    5 Set 07 at 22:46

  30. Margherita! Sempre bentrovata 😉

    Mauro

    broiolo

    6 Set 07 at 01:09

  31. Ovviamente quelli del cibo avariato e dello zainetto griffato erano banali esempi per dire che forse si sta enfatizzando eccessivamente questo “problema lavavetri”.

    I media e chi ne detiene il potere, da sempre, mettono in primo piano alcuni argomenti e non altri per addomesticarci, per orientare il nostro ragionamento, per nascondere ciò che è più scomodo.

    E poi sono contenta che i miei discorsi cozzino con il comune pensiero dei nostri politici, è motivo di orgoglio per me.

    Le ordinanze comunali non sono la mia specialità, ma come cittadina di questo mondo sento di dover esprimere la mia umanità.

    Quello che le chiama benaltrismo

    io lo chiamo CUM-PASSIONE, che non è dire “poveraccio!” ma è un partecipare al patimento dell’altro.

    Non è un moto spontaneo dell’animo, niente di così romantico, è un modo di porsi a cui sono stata educata e che ho coltivato.

    Sa cosa considero un buon inizio?

    Il crescere di una comune indignazione verso le strategie di potere da cui tutto ha origine.

    La grulla e benaltrista Milena

    utente anonimo

    6 Set 07 at 11:54

  32. Il post 31 è per il sig.Franco

    Milena

    utente anonimo

    6 Set 07 at 11:56

  33. Milena la sua visione del potere che tutto vede e tutto può, ahimè e piuttosto obsoleta e se lei pensa davvero (non posso crederci!) che l’ordinanza di Domenici sia disumana, non mi resta che salutarla dedicandole le parole scritte tempo fa da un grande artista (Gaber) che certe cose le aveva capite in notevole anticipo sui tempi, un artista che apparteneva alla razza ormai estinta di coloro che insistevano a ragionare sulle cose, senza false coscienze nè preconcetti, uno che la carità pelosa non l’ha mai praticata:

    – Io mi nutro solo di un uccello strano

    è da tanto tempo che gli do la caccia

    vivo per colpire quella bestiaccia

    altrimenti muoio di inutilità.

    La realtà è un uccello che non ha memoria

    devi immaginare da che parte va.

    Buona serata

    Franco

    utente anonimo

    6 Set 07 at 15:11

  34. Franco, lei non ha letto bene ciò che ho scritto. Nessuna pietà, tanto meno pelosa(??).

    Eppure mi era sembrato di essermi espressa con chiarezza, di avere specificato.

    Va beh, pazienza.

    Riguardo a Gaber, le lascio anch’io qualcosa

    I BARBARI(G.Gaber)

    parlato:] La fine di una civiltà non è quasi mai avvertita da coloro che la vivono direttamente.

    La fine di una civiltà si rivela dallo scadere dei vecchi principi su cui si reggeva, ma anche dagli atteggiamenti più banali della nostra quotidianità.

    La fine di una civiltà prevede da sempre l’invasione di orde barbariche che si insinuano nelle strutture portanti e a poco a poco occupano tutti i posti di potere.

    Tanto più l’uomo cosiddetto civile è stanco ed esangue, tanto più è certa e inevitabile la vittoria dei barbari.

    Il fascino di un atelier pieno di mèche, di profumi e sorrisi

    Armani, Dolce e Gabbana, Valentino.

    Il mito di una rock-star coi suoi successi sempre più famosi

    e voi tutti in piedi col vostro accendino.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    Passare una serata allegra

    nel clima intimo della tua casa

    assistere a un programma trucido col pianto in gola.

    Oppure in un grande stadio

    all’ultimo minuto della ripresa

    arriva finalmente il goal e parte la “ola”.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    Il lotto, il totogol, il gratta e vinci, ma che emozione

    la vita è un uovo di Pasqua, una lotteria.

    Il gusto di un corpo sano, mangiare poco ed allenarsi bene

    coi vostri massaggi

    e l’omeopatia.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    Ma chi sono i barbari… dopo ve lo dico… i barbari.

    E voi spensierati con niente da fare, con niente da dire

    avete capito che anche l’aspetto si può migliorare.

    Vi fate il viso, le mani, i piedi, vi fate i capelli

    ma l’ansia cresce, vi fate le tette, il culo e le cosce… che cosce!

    E devo dir che siete bravi, bravi, siete proprio bravi, bravi

    che date il vostro contributo

    il vostro aiuto festoso e originale

    alla caduta dell’Impero Occidentale.

    In questa allegra esibizione

    ognuno è artista come può, come gli viene.

    Immergersi in un computer e rincoglionirsi con un bel giochino

    un video pieno di ostacoli, senza fine.

    In genere si finisce in un gradevole ristorantino

    una gran bella mangiata

    e tutto va bene.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    L’insolita emozione di una domenica un po’ speciale

    commossi tra la folla a vedere il Papa.

    C’è un senso di euforia, di grandi mutamenti nel sociale

    fra poco cambia tutto

    entriamo in Europa.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari.

    Ma chi sono i barbari… dopo ve lo dico… i barbari.

    E voi spensierati con niente da fare, con niente da dire

    un idromassaggio, mezz’ora di stretching e via a ballare.

    Un po’ di palestra, la tua pasticchina, ma senza eccesso

    un po’ di orecchini, la lampada al quarzo e un pelo di sesso… che sesso!

    E devo dir che siete bravi, bravi, siete proprio bravi, bravi

    che date il vostro contributo

    il vostro aiuto festoso e originale

    alla caduta dell’Impero Occidentale.

    E intanto i barbari… arrivano i barbari

    e intanto i barbari… ma che paura i barbari

    arrivano i barbari

    da come noi viviamo… i barbari

    da quello che facciamo… i barbari

    sì… ma chi sono i barbari

    adesso ve lo dico… i barbari

    i barbari

    i barbari.

    Eccoci qua, eccoci qua, eccoci qua…

    utente anonimo

    7 Set 07 at 08:51

  35. certo che l’italia e’ un gran bel paese ( nel senso del formaggio: quello morbido con dentro la muffa ed un irresistibile sapore …).

    una persona sensibile ( non necesita una grande sensibilita’, ne’ basta poca ) ai semafori piu’ che provare fastidio prova una gran pena .

    guardando la condizione di questi “miserabili” si immagina quale potesse essere la loro precedente condizione di vita.

    ma forse noi cittadini del primo e secondo mondo non siamo capaci nemmeno di immaginarla.

    detto questo la domanda corretta, io credo, non sia dove siano finiti i lavavetri ma piuttosto dovremmo domandarci se lasciandoli in questa condizione di mendicanti, cominciamo a chiamare le cose col proprio nome, (offrono un servizio non richiesto e li si ricompensa per pena), li aiutiamo davvero ? al calare della sera si ritirano in stanze fatiscenti che ospitano decine di persone in condizioni da quarto mondo, per ricomparire per le strade allo spuntare del sole….. giorno dopo giorno …..

    e’ possibile che nessuna autorita’ ( vigili urbani, polizia) riesca a togliere dalla strada tanti ragazzini che stazionano ai semafori, per condurli dove dovrebbero stare : nelle scuole ?

    a quell’eta’ si deve stare a scuola, anche contro ogni volonta’.

    col cuore non si puo’ non stare dalla loro parte, ma abbiamo il dovere di usare la ragione e farci le domande giuste.

    invece si continua a parlare di un provvedimento di grande impatto mediatico ma assolutamente inutile, che non serve per solucionare il problema.

    tata

    tatablues

    7 Set 07 at 12:39

  36. L’Etica dell’altro, la mia sicurezza

    [..] La vignetta "Amato & svolta fascista" è uscita su Liberazione del 7 settembre. Invece la storia di Luminita la trovate approfondita sul blog di Pino Scaccia, ora in Romania per il Tg 1 per conoscere la sua famiglia, i suoi luogh [..]

    broiolo

    8 Set 07 at 03:05

  37. Le vetture cambierà il modo la vita delle persone e facilitare il lavoro quotidiano della gente, per questo può aiutare generic viagra

    utente anonimo

    12 Apr 10 at 21:04

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