Resistere alla Liberazione

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Written by Mauro Biani

Aprile 25th, 2007 at 3:06 am

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  1. Hai detto bene: rincoglionita e smemorata.

    animasalva

    25 Apr 07 at 07:24

  2. E ce n’è di gente così… 🙁

    malessere

    25 Apr 07 at 10:17

  3. e lo psiconano che insiste a dire che il 25 aprile è una festa di parte…che alluda alle bagatelle che lo sollazzavano nel suo parco?

    kneff

    25 Apr 07 at 14:17

  4. La guerra partigiana ha creato solo problemi alla popolazione. I partigiani ammazzavano, qualche fascista o tedesco, e questi se la prendevano con la gente che non centrava nulla, e non ha cambiato per niente l’andamento della querra. Gli alleati l’avrebbero vinta comunque. I partigiani se volevano combattere si arruolavano sotto gli alleati come forze italiane aggregate senza fare quello che hanno fatto per danneggiare la popolazione, vedi: Marzabotto,Boves, fosse ardeatine, ecc.

    Poi hanno ammazzato, gente che non centravano per niente con il fascismo,e anche partigiani, solo perche’ non erano comunisti, fino al 1947-48. Leggi i libri di G.Pansa.

    E’ da rivedere un po’ questa “festa” sotto un’altra prospettiva, e non sempre dalla parte comunista.

    EL CID

    utente anonimo

    25 Apr 07 at 14:57

  5. Appunto, non c’è niente da fare la resistenza sarà sempre di una parte. Ma non solo di quella comunista, caro CID. Di quelli che, contro la didattura fascista volevano la libertà. Esempi? te ne faccio pochi e banali: Pertini, Tina Anselmi, la brigata ebraica, i tantissimi comunisti, gli azionisti, gli anarchici, i liberali, persino quelli come Sogno. E poi tutti i padri costituenti. La nostra Costituzione quella dell’Italia, quella della Patria (volendo) con tanto di inno (arivolendo), ricordi CID? Ma via, c’è da sdoganare questa veterofascista destra (votata daltronde da una consistente parte degli italiani) e quindi si nega persino l’evidenza, coprendo la vergogna con la foglia di fico dei “cattivi comunisti”( ragazze e ragazzi che, in larghissima parte, hanno speso i migliori anni della loro vita per la Nostra libertà) e buttandola in caciara. Ora tutti in fila, trombetta in mano e via col trenino della libbertà, perchè la festa, quella vera della Libertà è oggi, ma solo per una parte. Purtroppo eh.

    Mauro

    broiolo

    25 Apr 07 at 16:37

  6. Broiolo? Hai pienamente ragione. Questi si sono presi questa festa tutta per loro. E guai contraddirli. E poi con lo schifo, per come si sono comportati l’anno scorso a Milano con la Moratti che accompagnava il padre partigiano.

    Ma si stanno sciogliendo come la neve al sole perche’ non hanno piu’ ideali. Sono rimasti in brache di tela

    a parte quelle 2 minoranze: rifondazione e comunisti italiani. Ormai obsoleti, fuori dal tempo.

    EL CID

    utente anonimo

    25 Apr 07 at 17:45

  7. Sessantadue anni di liberazione…intaccata.

    zigotecomics

    25 Apr 07 at 18:22

  8. Biani, due so’ le cose ‘o gli fai causa o glie’ fai ER CID…

    Sahishin

    25 Apr 07 at 19:44

  9. Liberazione intaccata? Naturalmente è stato l’acido della superbia della sinistra demagogica. Con la presunziona di essere migliori al disopra di tutto.

    Un anonimo ex sinistroso che si è stancato di esserlo.

    utente anonimo

    25 Apr 07 at 19:48

  10. Sahishin dire la verita’ ti fa’ male ?

    utente anonimo

    25 Apr 07 at 19:53

  11. nono, t’assicuro che mi fa più male leggere certe stronzate.

    Sahishin

    25 Apr 07 at 20:31

  12. El Cid hai proprio ragione. Ce la siamo presi tutta per noi questa Festa.

    Sai perché?

    perché a noi di festeggiare con una come la Moratti o un forzitaliota che prima ci parla di Libertà e poi stringe alleanze con la mussolini o fiore (forza nuova)…non ci va proprio.

    Troppo comodo difendersi dietro il papà e poi fare le moine con certa destra.

    Farò festa con berlusconi e soci quando diranno che il fascismo ha portato questo Paese letteralmente ALLA FAME. Quando diranno che questo Paese ANCORA OGGI paga le conseguenze del fascismo. Ogni Santo giorno.

    Sioux

    25 Apr 07 at 23:04

  13. (…) Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

    E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!

    O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!

    O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!

    O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!

    E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

    Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

    Piero Calamandrei (1889-1956) / Discorso agli studenti milanesi (1955)

    Mauro

    broiolo

    25 Apr 07 at 23:39

  14. Se dal 1945 la sinistra italiana non ha guadagnato un voto… fatevi un po’ i conti se non ci credete

    Se la maggioranza dei giovani non vota per la sinistra… se non ci credete informatevi…

    una ragione ci sarà

    Quello che si è visto ieri a Milano vi può aiuatre a capirlo

    perchè per fortuna del nostro paese i giovani non sono quelli che erano in piazza a Milano ieri… per capirci gli arrivisti alla Caruso!!!!

    mircomirco

    26 Apr 07 at 05:49

  15. gli Italiani hanno la memoria corta.

    Non tutti, per fortuna, ma troppi.

    Ancora una volta condivido quanto hai scritto!

    Ciao, Mauro,

    Bea Cacao

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 06:38

  16. Il mio amatissimo nonno non è stato partigiano in Italia, lui nel settembre 1943 si trovava in Yugoslavia, e non so se voi avete in mente che cosa significasse questo…

    Si arruolò nelle Brigate Garibaldi e sopravvisse due volte, una alla guerra vera e propria contro i nazisti, l’altra nel tentativo di portare a casa le penne contro i titini.

    Mi raccontò pochissimo delle sue vicissitudini, gli si riempivano gli occhi di lacrime, ancora, dopo tanti anni. Soltanto verso la parte finale della sua vita, sull’onda della guerra in Bosnia, raccontava qualcosa di quanto aveva dovuto subire.

    Ecco perchè mi fanno …arrabbiare certe strumentalizzazioni. Ora si cerca di minimizzare il significato del 25 aprile, senza sapere cosa significa aver dovuto lottare per veder riconosciuti i propri diritti, la liberta, e soprattutto vivere pacificamente senza soprusi.

    Rossafata

    26 Apr 07 at 07:09

  17. Ma quanti italiani sono morti per colpa dei partigiani che non centravano per niente con la guerra e con il fascismo. E poi la guerra l’hanno vinta gli alleati e non per merito dei partigiani.

    Piero

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 09:22

  18. molto carina 🙂 è una grande verità!

    ladyadrenaline

    26 Apr 07 at 09:25

  19. Per Sahishin#8 Ha fatto una sintesi del suo libero pensiero. Eliminare chi non la pensa come loro con la Magistratura e se non è possibile allora con l’ eliminazione fisica. Ditemi se questo non è fascismo.

    Victor

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 09:30

  20. Cavolo ho scatenato una bella discussione…….bene… bene.

    EL CID

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 09:33

  21. Sioux. Perche’ i comunisti si sono comportati meglio dei fascisti?…….mah

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 10:03

  22. Non vedo nessun accenno alle 6000 persone (bambine donne e anziane) stuprate dalle truppe franco algerine, nel giorno della liberazione…

    Peccato che la storia, non la dicono tutta come al solito, ma solo quella che è + conveniente

    Saluti

    Max

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 12:03

  23. A parte qualcuno, molti di voi siete giovani e parlate per sentito dire.

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 12:26

  24. per mircomirco. Anche a Genova i centri sociali hanno contestato persino Cofferati. Ed erano tutti giovani. Ma cosa vogliono questi. Perchè non se vanno un po’ in korea del nord. La c’è ancora il comunismo il loro ideologia ideale….. andate…andate

    W la liberta’ W la democrazia

    NO alle dittature sinistra o destra che sia

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 12:35

  25. anonimo , neanche il coraggio di firmarti, http://www.instoria.it/home/marocchinate.htm

    Ciao

    Max

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 12:38

  26. sentito parlare, vergogna!!

    Max

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 12:39

  27. La storia è stata sempre scritta da chi ha vinto. Mai da chi ha perso. La storia è stata scritta solo a meta’, l’altra meta’ è solo un falso.

    Tango

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 14:53

  28. Mia figlia con le compagne di scuola ha partecipato come canterina ai festeggiamenti del 25 aprile. Lo spettacolo, in apparenza la solita sbobba pseudocomunista, ha avuto tra il folto pubblico, momenti di panico perchè i testi delle canzoni erano stati profondamente modificati, ad esempio,invece di rossa primavera si è cantato, nostra primavera. Talmente palpabile era l’imbarazzo generale che io al momento di Bella Ciao ho temuto si intonasse chessò, arrivederci mezzasega.

    gianff

    26 Apr 07 at 16:29

  29. per l’anonimo #21:

    ricordati che i comunisti italiani non hanno mai portato alla fame questo Paese.

    Anzi hanno contribuito alla sua Liberazione dal fascismo. Hanno contribuito alla stesura della Costituzione.

    Questa non è una mia versione. E’ Storia!

    La Rai dovrebbe far rivedere “combat film” (le riprese degli americani) in prima serata almeno una volta alla settimana. In una scena si vedono i Livornesi che attendono che i soldati americani finiscano di mangiare dalle gavette per poter poi mangiare I LORO AVANZI.

    porca bestia mi bolle il sangue a leggere che “però anche i partigiani..”. Vergogna!!

    Sioux

    26 Apr 07 at 17:45

  30. Sioux, non gliene abbiamo dato la possibilità, intendo di affamarci, e per questo voglio pubblicamente ringraziare quanti in quegli anni votarono democrazia cristiana difendendo questo paese dalla barbarie comunista e in particolare mio cugino Giangilberto, che non mancò mai di porre la croce sulla croce. Viva la libertà quindi, viva la democrazia, viva mio cugino.

    Livorno in serie B !

    gianff

    26 Apr 07 at 18:29

  31. Non mi voglio ripetere sioux. I partigiani hanno contribbuito molto poco, pochissimo. Hanno creato problemi solo alla popolazione. E basta. Gli alleati arrivavano lo stesso ne un giorno di piu’ ne un giorno di meno.

    anonimo perche’ dare un nome è come non darlo. se vuoi un nome chiamami Tango. ciao. Leggiti gli ultimi libri di G.Pansa (uomo di sinistra)

    utente anonimo

    26 Apr 07 at 19:17

  32. mah! questi anonimi.

    kneff

    26 Apr 07 at 19:50

  33. Che roba. Il discorso di Calamandrei in mezzo a sta roba. Che succede, anche il nobile blog di Mauro Biani ridotto ad uno squallido bar sport?

    Gianf, hai chiamato i tuoi amichetti? ^_^ Spero ne passino anche di più grandicelli e meno ultrà.

    Ste

    utente anonimo

    27 Apr 07 at 00:00

  34. Ste hai ragione, ti prego di perdonare mio cugino Gianf e i suoi tono demenzial calcistici ma lui fa sempre l’asino. Pensa che, tra l’altro, io non ho mai votato dc, anzi. Colgo l’occasione inoltre per chiedere scusa al signor Calamandrei e famiglia.

    Giangilberto

    Lucarelli figlio di m……..tta !

    gianff

    27 Apr 07 at 05:37

  35. @Sioux e tutti i compagni: perdete tempo a rispondere: sono provocatori. S comincia col mettere in discussione la Resistenza e si finisce per dire che Mussolini era un grande statista e che il fascismo tutto sommato ha eseguito poche condanne a morte. Chi porta certi argomenti non merita dialogo. Solo disprezzo.

    KorvoRosso

    27 Apr 07 at 07:34

  36. @uno dei tanti anonimi: vorrei farti notare a proposito degli alleati che ci avrebbero liberato comunque, che città come Genova, Milano, Torino, Venezia, Napoli le ha liberate la Resistenza, non gli alleati. Ripassati la Storia invece di sproloquiare.

    KorvoRosso

    27 Apr 07 at 07:37

  37. Ecco appunto, Anonimo, ripassati la storia poi fai un bel riassunto e lo invii a Korvo rosso che non ne sa mezza.

    gianff

    27 Apr 07 at 14:12

  38. Perbacco, certo che c’era differenza tra i giovani fascisti e i giovani comunisti! I primi avevano contribuito a instaurare un regime fascista, i secondi volevano instaurarne uno comunista.

    Murmur

    utente anonimo

    27 Apr 07 at 15:00

  39. LE MAROCCHINATE

    Aspettavano i liberatori ma arrivò l’inferno

    di Sergio Sagnotti

    .

    La riluttanza e la scarsa memoria del nostro paese, dedita soprattutto ad una sorta di invidia esterofila dei miti altrui, ci fa dimenticare che di martiri, ma soprattutto di eroi, lo stivale ne ha avuti e forse anche più di tutti gli altri paesi dai più ammirati ed invidiati.

    Nella nostra nazione sono avvenuti olocausti annegati nell’indifferenza della storiografia per 60 anni e non ancora approfonditi del tutto come le Foibe, il massacro dei bimbi di Gorla e le famose “marocchinate”, gente comune, colpevole solamente di trovarsi al momento sbagliato nella propria casa, mentre erano in atto pulizie etniche, saccheggi, violenze e stupri di ogni genere, compiuti sotto bandiere e vessilli di “liberazione”.

    Nel Febbraio del 1944 gli alleati bombardarono l’abbazia di Montecassino, causando la morte di centinaia di civili; raso al suolo il monastero si passò alle cittadine limitrofe e ciò portò alla completa distruzione delle città sottostanti il monastero, Cassino appunto e altri centri urbani rurali del luogo; la stima delle vittime in questa operazione fu di circa 50.000 militari e 10.000 civili.

    Ora l’esercito alleato si trovava di fronte alla linea Gustav, una catena umana che tagliava in due parti la nostra penisola, dal tirreno all’adriatico, voluta da Hitler come baluardo di resistenza tedesca in terra italica.

    I continui attacchi frontali delle forze alleate alla retroguardia teutonica, si rivelarono subito infruttuosi e superflui, si decise allora di aggirare la linea nemica e questo compito fu dato dal Gen. Clark, comandante della V armata americana, al Gen. Juin comandante franco-algerino delle truppe francesi (Goumiers) in Italia; ciò perché questi ultimi avevano una maggiore predisposizione al combattimento montano.

    Le truppe francesi cominciarono così l’avanzata con l’operazione che prese il nome “Diadem”, prima sottoponendo i tedeschi ad un pesante bombardamento e subito dopo attaccando Monte Faito presso i Monti Aurunci, sguarnendo la linea nemica fino alla valle del Liri, risalirono poi verso il frusinate fino ad assestarsi in Toscana.

    Dove passarono però le truppe “liberatrici”, accaddero cose mai viste in quelle terre: stupri, rapine, saccheggi, omicidi, evirazioni e torture furono all ordine del giorno…

    Il corpo di spedizione francese era composto da circa 110 mila unità per lo più marocchini, algerini, tunisini e senegalesi; essi si chiamavano “Goumiers” in quanto erano organizzati in “Goums”, gruppi composti da una settantina di uomini per lo più legati da parentela.

    Appena sbarcati in Italia i Goumiers fecero subito vedere di che pasta erano fatti, in Sicilia, infatti, essi cominciarono a razziare e sequestrare donne del luogo considerandole “bottino di guerra” e le portarono via come prostitute. I primi episodi si registrarono sulla statale Licata-Gela, come ci dice lo storico Fabrizio Carloni, per poi proseguire a Capizzi, tra Nicosia e Troina ,qui i franco-africani si abbandonarono addirittura a stupri di massa: “…le consideravano bottino di guerra e le portavano via sghignazzando e trattandole con un linguaggio da trivio, come se fossero delle prostitute…”.

    Si proseguì con lo stesso comportamento nei paesi di Mastrogiovanni (dove madri e figlie venivano stuprate e poi passate per le armi) , Lanuvio, Velletri ad Acquafondata dove ci fu addirittura un rastrellamento di donne da violentare.

    La vergogna però che si compì nelle battaglie in ciociaria toccò apici clamorosi e devastanti, infatti il comandante francese Juin per incentivare e caricare le sue truppe prima della battaglia, sembra che pronunciò il seguente discorso:

    “Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete…”.

    I suoi Goumiers non se lo fecero ripetere due volte…

    Il loro premio cominciarono a riscuoterlo nella cittadina di Esperia, dove circa 3.500 donne, tra gli 8 e gli 85 anni, vennero stuprate e, nella più benevola delle sorti uccise, circa 800 uomini sodomizzati tra cui un prete (Don Alberto Terilli) che morì poco dopo, i parenti delle vittime o coloro che cercarono di difendere le donne vennero impalati…

    Gli altri alleati erano al corrente di ciò che stavano facendo i franco-africani?

    Le fonti sembrano dirci di sì, in quanto, già precedentemente, gli ufficiali alleati avevano richiesto in patria “l’invio” di prostitute al seguito delle truppe, per placare i desideri dei propri soldati; sapevano anche perché i Goumiers francesi avevano un’altra peculiarità , quella di evirare i soldati nemici e soprattutto quella di vendere, a quei soldati americani bramosi di ottenere elogi e galloni senza troppo rischiare, i soldati tedeschi catturati, al prezzo di 500/600 franchi per un soldato semplice e di circa il triplo per un ufficiale.

    Quindi secondo alcuni storici tutti sapevano cosa stesse accadendo, De Gaulle in primis, ma soprattutto chi era sul posto come il Gen. Harold Alexander ,che molti dicono ricevette la richiesta di permesso di “carta bianca” da parte di Juin, limitandosi a contrattare con egli le 50 ore di dominio “anarchico” sulla popolazione civile. In una nota della Presidenza del Consiglio ciò si evidenzia ancora di più infatti si legge che gli ufficiali francesi: “lungi dall’intervenire e dal reprimere tali crimini hanno invece infierito contro la popolazione civile che cercava di opporvisi…” in quanto gli accordi prevedevano “mediante un patto che accorda loro il diritto di preda e saccheggio” “nella generalità dei casi essi preferiscono ignorare e da qualcuno è stato anche detto che agli irregolari marocchini spetta il diritto di preda”.

    La furia franco-coloniale non si placò e continuò nelle cittadine di Ceccano, Supino, Sgurgola e paesi limitrofi (dal 2 al 5 giugno 418 stupri su uomini, donne e bambini, 29 omicidi, 517 furti) una nota dei Carabinieri ricorda la bestialità di quegli eventi: “infuriarono contro quelle popolazioni terrorizzandole. Numerosissime donne, ragazze e bambine (…) vennero violentate, spesso ripetutamente, da soldati in preda a sfrenata esaltazione sessuale e sadica, che molte volte costrinsero con la forza i genitori e i mariti ad assistere a tale scempio. Sempre ad opera dei soldati marocchini vennero rapinati innumerevoli cittadini di tutti i loro averi e del bestiame. Numerose abitazioni vennero saccheggiate e spesso devastate e incendiate”.

    Starà poi alle truppe alleate franco-senegalesi completare “l’opera” infatti, prima di essere rimpatriate, infierirono ancora sulla popolazione civile in quel di Toscana per lo più nell’isola d’Elba (dopo essere passati anche in Val d’Orcia e nel viterbese).

    Le responsabilità di quei tragici giorni della nostra storia, devono ricadere anche su alcuni uomini politici italiani di allora, perché, non bisogna dimenticare, che l’Italia badogliana dichiarò guerra alla Germania, diventando di fatto collaborazionista dello Stato Maggiore alleato; non meno gravi le responsabilità del governo di Unità Nazionale di Ivanoe Bonomi che non sollevò mai una protesta ufficiale per le cosiddette “marocchinate”, come del resto i governi che lo hanno succeduto per 50-60 anni e per i quali questo è sempre stato un argomento tabù e politicamente scorretto, in virtù di quella che Renzo De Felice amava definire “vulgata resistenziale”…

    Dopo la guerra il corpo di spedizione francese riconobbe alle vittime un indennizzo che andava dalle 30 alle 150 mila lire a donna stuprata, tali somme vennero detratte dai danni di guerra dovuti dall’Italia alla Francia; dal canto suo il governo italiano pagò alle vittime una pensione minima e a tempo.

    La cifre di queste nefandezze non sono molto chiare, si parla di circa 60.000 donne stuprate, numero che si basa sulle richieste di indennizzo ricevute; di queste vittime, una grande percentuale rimase affetta da malattie come la sifilide o blenorragia, molti furono i figli nati dai rapporti coatti, la maggior parte dei mariti e dei compagni furono contagiati dalle mogli, migliaia di omicidi, parte dei quali effettuati ai danni di chi “osava” difendere l’onore delle donne, l’81% dei fabbricati distrutti, il 90% del bestiame sottratto, così come i gioielli e ogni altro tipo di bene materiale, evirazioni, cittadini impalati, bambini (di entrambi i sessi), uomini, sacerdoti ed anche animali sodomizzati…

    Ad aggiungersi a questi dati strazianti, per le vittime ci fu anche la beffa di vedersi come delle persone emarginate dalla società, non ci furono quasi mai nei loro confronti degli atti di solidarietà, molte donne vennero ripudiate, stentarono a trovare un marito ed un lavoro e molte furono quelle che non riuscirono a convivere con questo fardello suicidandosi.

    tuttiincarrozza

    27 Apr 07 at 15:13

  40. Tuttiincarrozza si dissocia dal post precedente inserito erroneamente con il nostro log, perchè il computer usato era lo stesso e non era stato effettuato il log-out. L’autore del post è Max (UTENTE ANONIMO)

    tuttiincarrozza

    27 Apr 07 at 16:03

  41. cosa ci stavano a fare nelle citta’ i tedeschi quando gli alleati erano alle porte. I partigiani solo allora sono intervenuti, perche’ sapevano che stavano arrivando a levagli le castagne dal fuoco.

    Peter

    utente anonimo

    27 Apr 07 at 16:37

  42. Giusto per chi non ha le idee molto chiare su cosa fece la Resistenza, chi, dove, come, quando e perchè suggerirei la lettura de “The Twenty-three Days of the City of Alba” by Beppe Fenoglio.

    Interessante la presentazione del libro per il pubblico americano… la metto in inglese, perchè così chi è interessato la può leggere in ogni caso, invece chi non vuol leggerla non la leggerebbe comunque, perso nella propria mistificazione dei fatti… Del resto lui mica c’era nel freddo inverno del 1944 sulle montagne ad aspettare che qualcuno arrivasse a levargli le castagne dal fuoco….

    “Fenoglio, who served in the Italian partisan resistance before beginning his career as a novelist and storyteller, shares what are likely some of his own experiences during World War II. During the later part of the war, the Germans established a puppet state in Italy, with Mussolini and his fascists at the helm. Troubled with the idea of foreign rule, and inspired by American and English radio reports, partisan antifascist armies found growth. In 1944, a partisan garrison took the city of Alba, in the north of Italy, from the fascists, but only for 23 days, when the fascist armies regained the city with a brutal ferocity. Cold-blooded shootings, nightmares, rain, muddy trails, and horrible food awaited the fighters. Fenoglio recounts this segment of history in a series of short stories, as brutal in language and feeling as the fascist architecture that was still predominant during the times. Full of nonheroes, Fenoglio’s book, in its own way, addresses the idea that, though war is sometimes a necessity, it should never be romanticized. Michael Spinella

    Copyright © American Library Association. All rights reserved

    Book Description

    TWO THOUSAND ITALIAN partisans took the city of Alba on October 10, 1944, and two hundred lost it to the Fascists on November 2. Among the bedraggled fighters in this historic siege was Beppe Fenoglio. He later made his debut as a writer with this collection of short stories based on his experiences in the Italian resistance movement.

    The year 2002 marks the fiftieth anniversary of the collection’s original publication in Italy and its first appearance in English. Fenoglio’s spare, direct prose still strikes with the staccato-like force of rifle fire. He creates an intimate, unvarnished portrait of his fellow partisans: an ill-equipped, malnourished mix of trained soldiers, eager farmboys, and broken old men. Antiheroes, they all but bumbled their way into playing a crucial role in the Allied victory of World War II, then returned home to nurse their wounds.

    Fenoglio’s cast includes the drunken thief Blister, who opens fire inside a house for a glass of grappa; Hector, a partisan commander who becomes an unemployed mama’s boy following the war; and Raul, an intellectual like Fenoglio, who joins the partisans out of ideological commitment, only to find scant room on the battlefield for ideology.”

    (Tratto da http://www.amazon.com)

    Rossafata

    27 Apr 07 at 23:18

  43. “Fenoglio’s book, in its own way, addresses the idea that, though war is sometimes a necessity, it should never be romanticized.”

    ROTFL… esattamente quello che non hanno fatto i partigiani, eh?

    utente anonimo

    28 Apr 07 at 12:55

  44. Caro il mio anonimo, lo scopri ora questo aspetto di Fenoglio?

    beh, meglio tardi che mai…

    Rossafata

    28 Apr 07 at 20:40

  45. Dimenticavo, se leggessi “il partigiano Johnny” tale aspetto è ancora più evidente, c’è poco da rotolarsi dal ridere, ma molto da pensare, ma del resto tu sei anonimo, come fai a pensare, manco ti sei scelto un nick..

    Rossafata

    28 Apr 07 at 20:42

  46. Beh, visto che usi repliche degne di un bambino, mi adeguo: specchio riflesso!

    utente anonimo

    29 Apr 07 at 00:56

  47. Non hai letto Fenoglio, eh..

    puoi sempre rimediare!

    😀

    Rossafata

    29 Apr 07 at 06:31

  48. Molti anni fa anch’io ho letto il partigianno Johnny, ho ancora il libro, come tanti altri sui campi di sterminio, campagna di russia e via dicendo.

    Ma ultimamente, ho aquistato e letto anche: Prigionieri del silenzio, il Sangue dei vinti e la Grande Bugia, di Giampaolo Pansa (uomo che è stato sempre stato di sinistra). Che tu di sinistra sicuramente non hai letto, perche’ proprio, quelli come te (credo) lo avete contestato. Pansa almeno per una volta ha scritto la verita’ nascosta per tanti anni. Dimenticavo aquista anche altri due libri dai titoli:1943-1947 STORIE…SMARRITE e 1945-1947 GUERRA CIVILE LA “RIVOLUZIONE ROSSA”. Marco Pirina, Edito dal centro studi e ricerche storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone.

    Sicuramente dirai che la gli ha scritti un fascita……….

    Tango

    utente anonimo

    30 Apr 07 at 16:40

  49. Wow, Tango, quanto pregiudizi e quanta pretesa di conoscermi!

    Che ne sai di me?

    quindi come fai a parlare di quelli come me?

    se tu ti fossi letto perbenino i commenti tutti quanti, prima di emanare sentenze su di me ci andresti un po’ più cauto. Ti aiuto, va, in un commento sopra racconto del mio nonno che si trovò a combattere sia contro i nazisti sia contro i titini, beh, sono ricordi personali quindi nulla ti racconto…

    Ah, tra letture interessanti per coloro che non hanno pregiudizi (nonostante quanto dimostrato) ci sta pure l’Hannah Arendt di “origini del totalitarismo”, dedicato a quelli (come te, per caso?) che proprio non ce la fanno ad evitare di ragionare per “destra” e per “sinistra”, per “noi” e per “voi”.

    Stammi bene.

    Rossafata

    2 Mag 07 at 10:55

  50. Rossafata. Leggiti il libro di G. Pansa. Prigionieri del silenzio. Parla proprio di quello che non ti ha detto tuo nonno. Dei partigiani italiani, prigionieri e torturati dai titini.

    Tango

    utente anonimo

    4 Mag 07 at 19:24

  51. parla anche di Esperia?

    Tarantella

    Sahishin

    4 Mag 07 at 22:15

  52. errore, tango, mio nonno non mi parlò non perchè ignorava, o per malafede ma perchè gli era troppo doloroso ricordare, è diverso.

    Rossafata

    18 Mag 07 at 09:08

  53. Great, but maybe you never knew this site about NFL Jerseys . The Replica NFL Jerseys with original quality. NHL Jerseys is on sale too.

    utente anonimo

    8 Set 10 at 01:12

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